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Borse giu', Euro ai minimi Balzo in avanti per Pil Italia

Chiusura pesante per Piazza Affari, sprofonda la Borsa di Atene. Tonfo a Wall Street

05 giugno, 09:40
Un operatore alla Borsa di Milano
Un operatore alla Borsa di Milano
Borse giu', Euro ai minimi Balzo in avanti per Pil Italia

MILANO- E' stato un venerdi' nero per Piazza Affari, dopo una partenza positiva che nel giro di poche ore si e' tramutata in un vero e proprio scivolone. Tra scambi per oltre 4 miliardi di euro di controvalore, il Ftse Mib ha lasciato sul campo il 3,79% a 18.734 punti ed il Ftse All Share il 3,6% a 19.384 punti. Sotto pressione le banche, ma l'intero listino di riferimento ha chiuso in calo, ad eccezione di Stm (+0,46% a 6,6 euro), dopo che l'amministratore delegato Carlo Bozotti ha sottolineato, nel corso di un'intervista televisiva, i vantaggi dell'euro debole per le vendite di microprocessori. In campo bancario Unicredit ha ceduto il 5,68% a 1,56 euro, penalizzata dall'esposizione in Ungheria. Intesa Sanpaolo ha lasciato sul campo il 6,1% a 1,99 euro, Ubi il 5,65% a 6,76 euro e Banco Popolare il 5,09% a 4,15 euro. Tensione anche su Mps (-4,66% a 0,83 euro), Bpm (-5,28% a 3,22 euro) e Mediobanca (-3,69% a 5,88 euro). In campo assicurativo ha segnato il passo Generali (-4,29% a a 14,29 euro), che ha riunito oggi il comitato esecutivo, ed il cui vicepresidente Vincent Bollore' ha ulteriormente acquistato titoli, in tutto 100.000 azioni per un controvalore di 1,45 milioni di euro. In calo Unipol (-4,33% a 0,64 euro) e Fondiaria-Sai (-3,75% a 7,7 euro). Vendite su Fiat (-3,15% a 8,6 euro), in linea con l'andamento del settore in Europa, ed Exor (-3,08% a 12,9 euro), mentre le tensioni sul greggio hanno frenato Eni (-3,8% a 14,95 euro). Fitch ha tra l'altro portato da stabile a negativo l'outlook sul rating assegnato al gruppo del Cane a Sei zampe (confermato il giudizio AA-). Giu' anche Enel (-3,35% a 3,67 euro) e Telecom (-3,99% a 0,92 euro), meno penalizzate invece Terna (-0,73% a 3,05 euro) e Pirelli (-0,77% a 0,45 euro), favorita dal petrolio meno caro.

 
GRECIA; BORSA SPROFONDA -5% - La Borsa di Atene ha fatto segnare oggi una profonda flessione. In chiusura l'Indice Generale perde il 5,03% sotto la soglia critica dei 1500 punti, a 1.485.
 
TONFO A WALL STREET, SECONDA PEGGIORE SEDUTA ANNO - Chiusura in territorio fortemente negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde il 3,13% a 9.933,94 punti, il Nasdaq arretra del 3,63% a 2.219,17 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,42% a 1.065,13 punti. Wall Street archivia la seconda peggiore seduta dell'anno, ai livelli minimi dal febbraio 2008. Le flessioni accusate dallo S&P 500 e dal Nasdaq - in base alle rilevazioni dell'emittente Cnbc - sono maggiori di quelle registrate il 6 maggio scorso, il giorno del 'flash crash'. Il Dow Jones dall'inizio del 2010 è in calo del 4,8%, il Nasdaq del 2,2% e lo S&P 500 del 4,5%.

EUROPA DEBOLE CON WALL STREET, MILANO E MADRID -3% -  Si confermano deboli le principali borse europee, penalizzate dall'andamento di Wall Street dopo i dati macoreconomici Usa sulle retribuzioni, dall'allarme sull'economia ungherese lanciato da un portavoce del governo di Budapest e dalle indiscrezioni sulla possibile recrudescenza delle perdite di Societe' Generale legate ai derivati, che il gruppo francese sta smentendo, secondo indiscrezioni dell'agenzia Bloomberg, direttamente con gli analisti. Sotto pressione il comparto bancario (-3,78% l'indice di settore), insieme ad auto (-2,49%), costruzioni (-2,45%) ed assicurativi (-2,63%). Caute energia (-0,53%) e telecomunicazioni (-0,58%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra -1,58% - Parigi -2,61% - Francoforte -1,61% - Madrid -3,57% - Milano -3,21% - Amsterdam -1,70% - Stoccolma -1,64% - Zurigo -1,44% - Atene -5,59% - Budapest -9,04%.

UNGHERIA A RISCHIO DEFAULT,CROLLO BORSA E FIORINO - Un nuovo caso Grecia, con tanto di dati statistici 'manipolati', aleggia sull'Europa. Il rischio default, con conseguente crollo della Borsa e della valuta locale, il fiorino, e' stavolta dell'
Ungheria, dove il governo parla di ''situazione molto grave''. ''E' chiaro - ha detto il portavoce del primo ministro, Viktor Orban, in carica da appena una settimana - che l'economia versa in una situazione molto grave. Non penso affatto che sia un'esagerazione parlare di un rischio default''. Il problema e' che anche in questo caso qualcuno avrebbe messo lo zampino sui dati statistici che fotografano lo stato dei conti pubblici: il portavoce ha infatti parlato di numeri ''manipolati'' dal precedente governo, che ''mentono'' sulla situazione reale dell'economia del Paese. La reazione dei mercati non si e' fatta attendere, anche perche' l'allarme era gia' scattato ieri: Lajos Kosa, ex presidente del partito Fidesz oggi al potere, aveva infatti definito come ''molto tenui'' le possibilita' per il Paese di evitare una situazione simile a quella greca. E cosi' il fiorino nel giro di 24 ore ha perso il 5,5%, scendendo a quota 272 contro l'euro; i credit default swap, vale a dire gli strumenti finanziari che assicurano contro il fallimento, sono balzati di 69 punti base a 391,5 punti; la Borsa di Budapest e' arrivata a perdere l'8,4%, per poi terminare la seduta in calo del 3,3% a 21.288,93 punti. L'Ungheriasi trova da tempo in una situazione difficile e dall'autunno del 2008 gode di iniezioni finanziarie da parte di varie istituzioni internazionali: finora il Fondo monetario internazionale, l'Unione europea e la Bce hanno messo sul piatto ben 20 miliardi di euro. La situazione, tuttavia, sembra lungi dall'essere risolta: Mihaly Varga, segretario di Stato ed esperto economico del Fidesz, ha gia' annunciato che il deficit nel 2010 potrebbe arrivare al 7,5% del Pil, contro il 3,8% previsto dal governo socialista precedente. Secondo qualche analista, tuttavia, potrebbe trattarsi anche di una precisa strategia politica, che punta sull'esagerazione delle difficolta' per l'impossibilita' di mantenere la promessa elettorale di tagliare le tasse. La credibilita' finanziaria del Paese, in ogni caso, e' per lo meno messa in discussione: e cosi' il governo, per adesso, ha promesso entro lunedi' prossimo la diffusione di cifre concrete accompagnate da un piano di riforme.
 

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