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Crisi: Draghi, ripresa ancora fragile ovunque

"Ancora disomogenea e debole"

17 marzo, 18:46
Mario Draghi
Mario Draghi
Crisi: Draghi, ripresa ancora fragile ovunque
BRUXELLES  - ''La ripresa e' disomogenea, debole in Europa, ancora fragile ovunque'': lo ha detto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, intervenendo al Parlamento europeo.

NUOVE REGOLE NON DEVONO DANNEGGIARE RIPRESA 
- Nel mettere a punto le nuove regole sui requisiti di capitale delle banche "bisogna avere un tempo di transizione adeguato per non danneggiare la ripresa": lo ha ribadito il governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board (Fsb), Mario Draghi, per il quale però "non dobbiamo permettere che le attuali situazioni di difficoltà incidano sulla definizione dei nuovi standard". Draghi, intervenuto al Parlamento europeo, ha parlato di "resistenze" verso le nuove regole e si è soffermato sul lavoro che sta svolgendo l'Fsb, soprattutto in riferimento al principio del 'too big to fail' (banche 'troppo grandi per fallire'): "Il costo del fallimento potenziale di queste banche ricadrebbe su tutti, perché queste istituzioni sanno di essere troppo grandi per fallire e prendono più rischi, perché sanno che i governi non le abbandoneranno. Ecco perché i governi devono intervenire" per risolvere tale problema.
 
IN RIPRESA MA ANCORA ELEMENTI FRAGILITA' - ''Quasi tutte le banche sono sulla via di risolvere i problemi di finanziamento, ma i loro bilanci sono ancora esposti a elementi di fragilita' legate soprattutto allo stato della ripresa economica'': ha detto il governatore di Bankitalia.
PAESI PAGHINO PER COMPORTAMENTI DEVIANTI - Il governatore di Bankitalia e presidente del Fsb, Mario Draghi, è tornato a chiedere "un più forte governo economico della UE, che si occupi della disciplina sul fronte degli aggiustamenti di bilancio e delle riforme strutturali" dei vari stati membri. E alla domanda su possibili sanzioni per i paesi inadempienti, Draghi ha risposto: "per i comportamenti devianti bisognerebbe aumentare i costi economici, e anche quelli politici, di queste deviazioni".

GRECIA: DRAGHI, ITALIA SUPERO' SITUAZIONE PIU' GRAVE - All'inizio degli anni '90 l'Italia affrontò una crisi più grave di quella attuale della Grecia e ne uscì con "un aggiustamento fiscale drammatico che é durato a lungo, ma che alla fine è stato premiato con l'ingresso nell'euro": lo ha detto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Draghi ha ricordato come "nel 1991 l'Italia viveva una crisi drammatica con un deficit superiore al 10%, un debito pubblico che superava il 100% e un'inflazione al 19%. Inoltre il Paese viveva una crisi sociale altrettanto drammatica, che stava vivendo l'ennesima ondata di terrorismo". Eppure, ha spiegato Draghi, l'Italia è uscita da tale situazione senza un significativo sostegno dall'esterno. Anche se la differenza fondamentale col caso greco - ha aggiunto - è che oggi "siamo più sensibili al rischio sistemico".

SERVE IMPEGNO DIRETTO E IMMEDIATO - "Quella della Grecia è una crisi di bilancio e su una crisi di bilancio si interviene con un impegno diretto e immediato. Solo così i mercati ridurranno immediatamente gli spread": lo ha detto il governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi. "In questa fase questo è il piano da attuare", ha detto Draghi, sottolineando come gli interventi a favore della Grecia devono essere "strutturati, altrimenti i mercati li ignoreranno", e come serva infine "un controllo attento e una rapida attuazione". Secondo Draghi poi l'ipotesi di un Fondo monetario europeo va vista in termini di "linea di credito d'emergenza", da utilizzare se c'é "un'emergenza di liquidità".
 
MERKEL CONTRO SOSTEGNO IMMEDIATO - La cancelliera tedesca Angela Merkel si è schierata oggi contro un sostegno in tempi brevi alla Grecia ed ha ribadito la proposta della Germania di espellere dalla zona euro quei paesi che non rispettano i parametri del Patto di Stabilità. "Una manifestazione di solidarietà in tempi brevi non può essere la risposta adatta", ha detto la cancelliera durante un intervento al Bundestag. Secondo la leader conservatrice, bisogna invece "attaccare il problema alle radici", in modo che sia la stessa Grecia a fare ordine nei propri conti pubblici. Quanto alle sanzioni più incisive già evocate la settimana scorsa per i membri di Eurolandia che non rispettano il Patto di Stabilità, la Merkel ha confermato la proposta lanciata dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ribadendo di essere favorevole a un'eventuale espulsione dalla zona euro di questi paesi.

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