Confcommercio: ripresa lenta, Sud paga tassa criminalità
Stima Pil 2010 +0,8%. Sangalli: meridione deve segnare il goal della crescita
12 marzo, 16:32CERNOBBIO (COMO) - La ripresa c'é ma "é lenta e fragile": è soprattutto il Sud che "deve segnare il goal della crescita". Così Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, il cui ufficio studi ha rivisto al ribasso le previsioni di aumento del Pil italiano nel 2010: +0,8%, con consumi delle famiglie che saliranno ancora meno velocemente: il rialzo sarà solo dello 0,6% quest'anno.
"I segnali di ripresa vanno irrobustiti puntando su Pmi, servizi e turismo - spiega Sangalli in avvio del Forum di due giorni organizzato a Cernobbio, sul lago di Como, dall'associazione dei commercianti - oltre che sul ruolo che deve giocare il Sud: è il Mezzogiorno che deve segnare il goal della crescita". In tal senso vanno colte "le potenzialita del progetto della Banca del Mezzogiorno che potrà contribuire ad un riequilibrio nazionale" con lo sviluppo del credito nel meredione d'Italia. Ma sulle aziende del Sud pesa una 'extra imposta' che "nessuna impresa, probabilmente da nessuna parte del mondo, può permettersi", afferma l'associazione. E' quella della contraffazione, dell'abusivismo e, soprattutto, della criminalità , che costa alle imprese dei servizi, del commercio e del turismo del Meridione quasi l'8% del reddito prodotto. "Calcolando i costi diretti - spiega l'ufficio studi Confcommercio - come le spese di contrasto sostenute privatamente, gli esborsi per le cure dovute a ferimenti negli atti criminosi subiti, spese per il ripristino dai danneggiamenti e per le assicurazioni, emerge in tutta Italia una spesa per il settore di 8,7 miliardi di euro, il 4,2% del valore aggiunto. Per le imprese del Sud il costo in rapporto al reddito prodotto è del 7,8%", pari a 3,5 miliardi di euro bruciati e una perdita media per impresa di 5.374 euro all'anno.
"Sosteniamo un rigoroso impegno per la tutela della legalità e contro la criminalità ", aggiunge Sangalli, che non dimentica la partita fiscale, lanciando qualche frecciata nel giorno dello sciopero Cgil. "Se facessimo più confronti e meno scioperi sarebbe positivo: da tempo - afferma Sangalli - chiediamo un riforma fiscale che semplifichi le procedure e che riduca la pressione complessiva, privilegiando i redditi da lavoro. L'evasione fiscale è una patologia che taglia trasversalmente tutta la società e l'economia, quindi è giusto sollecitare un ulteriore impegno per arrivare all'applicazione di un principio importante che è quello di pagare tutti per pagare meno, ma allo stesso tempo per arrivare a un altro principio che è quello di pagare meno per pagare tutti". Ma il problema poi sta sempre nei numeri. "La crisi non avrebbe potuto creare più ostacoli al meccanismo perequativo insito nel progetto di riforma federalista dello Stato - aggiunge l'ufficio studi della Confcommercio - ed è doloroso ma opportuno sottolineare che oggi il prodotto lordo e i consumi sono su livelli pro capite, al netto dell'inflazione, pari a quelli di circa dieci anni fa: se il tasso di variazione di queste variabili dovesse confermarsi attorno all'1% aggregato, come indicato nel quadro macroeconomico, il ritorno a consumi e Pil pro capite a livelli pre-crisi avverrebbe rispettivamente nel 2015 e nel 2019".







