Percorso:ANSA.it > Economia > News

Cofferati: su Art. 18 attacco grave, tornare in piazza

Epifani: Sacconi il solito noto. Gasparri: diritti non lesi ma rafforzati

04 marzo, 17:36

BRUXELLES  - Quello che rimette in discussione l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori "é un provvedimento grave". E la risposta di sindacati e opposizione deve essere "un'iniziativa di massa nelle piazze e nei luoghi di lavoro". Suona la carica l'ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, oggi europarlamentare del Pd, che otto anni fa portò in piazza tre milioni di persone proprio contro le modifiche alla norma sui licenziamenti senza giusta volute dal governo Berlusconi. "Spero ci siano le condizioni per una iniziativa unitaria del sindacato e per un'iniziativa politica forte da parte dell'opposizione", ha auspicato Cofferati in una conversazione con l'ANSA, sottolineando come il "provvedimento di oggi è molto peggiore del provvedimento di otto anni fa".

Il disegno di legge sul processo del lavoro, che prevede anche il ricorso all'arbitrato nelle controversie tra datore di lavoro e lavoratore, per Cofferati "é un provvedimento molto grave". "Perché - spiega - altera contemporaneamente il sistema dei diritti fondamentali di chi lavora e il modello di relazioni tra impresa e lavoratori. A ciò si aggiunge una pericolosa soluzione di deroga per legge applicata su altre leggi". In pratica, prosegue l'ex leader della Cgil, "non c'é solo una violazione dell'articolo 18, con tutto ciò che comporta nella tutela della dignità dei lavoratori, ma si introduce un principio di deroga su altre leggi del lavoro e sui contratti collettivi, dando la possibilità ad un imprenditore, che di norma è il soggetto più forte, di condizionare il lavoratore, il soggetto più debole, per fargli accettare in cambio del posto di lavoro condizioni materiali, normative e salariali di gran lunga inferiori a quelle previste dalla legge e dal contratto".

Di qui l'invito alla mobilitazione rivolto a sindacati e opposizione. Sopratutto quest'ultima, per Cofferati, "deve capire come sia indispensabile colmare il ritardo, recuperare il tempo perduto, visto che si è avvicinata al voto con un atteggiamento di sostanziale immobilismo". Serve dunque "una iniziativa di massa determinata e rigorosa, nei luoghi di lavoro e nelle piazze, per far conoscere a tutti i contenuti del testo".

EPIFANI, POTREI DIRE CHE ANCHE SACCONI E' IL SOLITO NOTO  - "Potrei dire che anche Sacconi è il solito noto ma è una battuta da avanspettacolo, mentre bisogna ragionare sul merito". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, replicando al ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, sulla norma che riguarda l'arbitrato, contenuta nel ddl lavoro diventato ieri legge. Il leader della Cgil, durante un convegno sui lavoratori immigrati, ha precisato: "non ci sono soliti noti né da una parte né dall'altra e non c'é una questione di buona o malafede". Epifani ha chiarito come bisogna occuparsi di quello che comporta la misura appena passata: "se si chiede ad un lavoratore che deve essere assunto di rinunciare alla magistratura per la difesa dei suoi diritti non è pienamente libero di dire di no e se dice di sì finisce sotto schiaffo del datore di lavoro".

RINALDINI, PRIORITA' PER SCIOPERO GENERALE - La questione dell'articolo 18, che può essere sostituito da un arbitrato sul lavoro, è "uno degli obiettivi prioritari dello sciopero generale del 12 marzo". Lo sostiene il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, che ha parlato a margine del X Congresso regionale dell'Organizzazione in Lombardia. Secondo Rinaldini "il governo ha scelto di evitare un'operazione frontale svuotando il significato dell'articolo 18". A suo avviso in questo modo "le imprese assumeranno soltanto chi accetterà la clausola di rinunciare all'articolo 18". Il provvedimento, secondo il sindacalista, "fa parte di una serie di piccole leggi che vengono fatte quotidianamente per smantellare le tutele dei lavoratori nel silenzio più assoluto".

GASPARRI, DIRITTI NON LESI MA RAFFORZATI  - La norma sull'arbitrato contenuta nel disegno di legge delega sul Lavoro approvato ieri in via definitiva dal Senato "non lede i diritti di nessuno, ma consente trasparenza nelle procedure per garantire il lavoratore". E' l'opinione del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, secondo il quale si tratta di "un processo di modernizzazione del mercato del lavoro che già la legge Biagi ha innescato. I diritti non vengono lesi, ma rafforzati nella sostanza da procedure più moderne".

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni