Termini Imperse verso auto elettrica, da regione 350 mln
Giunta lombardo 'blinda' area. Dalla Spagna voci su gruppo Renault
09 febbraio, 19:40di Alfredo Pecoraro
PALERMOB - Prende sempre più corpo l'ipotesi che il dopo-Fiat a Termini Imerese possa essere all'insegna dell'auto elettrica, con lo stabilimento trasformato in un centro per la produzione di tecnologia e vetture a emissioni zero, con più partner industriali coinvolti nel progetto.
Tra i nomi spunta anche quello di Renault, voce rimbalzata da San Sebastian, in Spagna, dove si sono riuniti i ministri dell'Industria dell'Ue proprio per discutere di auto elettriche che il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ha indicato come "una soluzione possibile" per Termini Imerese. Sono molti i segnali che portano verso questa soluzione, non ultima la delibera con cui la giunta di Raffale Lombardo, la scorsa notte, ha vincolato l'area in cui insiste lo stabilimento Fiat all'attività industriale e, in particolare, alla produzione automobilistica.
Il provvedimento fa cadere alcune delle ipotesi circolate nei giorni scorsi sulle proposte per la fabbrica termitana, dagli studios cinematografici al gruppo Ikea, che però ha già smentito. Il percorso, tuttavia, è tutto da costruire. Al momento il ministero dello Sviluppo, assieme a una decina di proposte alcune delle quali ritenute interessanti dal leader della Confindustria Emma Marcegaglia, tiene nei cassetti anche quella del finanziere siciliano Simone Cimino, presidente del fondo Cape Natixis. Cimino vorrebbe rilevare, con la casa automobilistica indiana Reva, lo stabilimento per farne un centro di assemblaggio di vetture elettriche di piccole dimensioni, creando oltre 3 mila posti di lavoro, assorbendo i 2.200 addetti di Fiat e delle aziende dell'indotto. La proposta è stata presentata dalla Cape Regione siciliana Sgr Spa, il fondo costituito quattro anni fa da Cimino con la Regione siciliana, che ne detiene il 49%. Dunque, nell'operazione Termini Imerese potrebbe esserci anche l'intervento pubblico, una garanzia per i sindacati, il cui primo obiettivo è la salvaguardia dei posti di lavoro.
Ma non è escluso che anche altri gruppi industriali possano partecipare all'iniziativa, come è emerso ieri dalla commissione Attività produttive dell'Ars che, insieme a rappresentanti della Confindustria locale, valuta l'interesse da parte di una cordata di imprenditori siciliani. Proprio oggi Lombardo ha presentato, a Palazzo d'Orleans, la 'Maranello', un'auto elettrica prodotta dalla Effedi (che ha avuto da Ferrari il via libera all'utilizzo del marchio, ndr) nei suoi impianti di Carini, venduta nel comune di Antibes in Francia e in alcune città italiane, tra cui Modena e Firenze, ma non nell'isola perché manca la rete di supporto per questo tipo di vetture. "Si parla tanto, anche per Termini Imerese, di auto elettriche - dice Lombardo - Speriamo che possa essere presto una realtà siciliana". Il presidente conferma che per la fabbrica della Fiat c'é l'interesse di "tante cordate italiane e non solo, ci sono gli indiani e i cinesi, valuteremo tutte le proposte in un tavolo tecnico. Mi auguro - aggiunge - che la Fiat almeno lasci, come aveva detto, lo stabilimento perché altri possano prendere il suo posto".
Di auto elettriche ne hanno discusso a San Sebastian, in Spagna, i ministri dell'Industria europei. Un settore dove la Fiat ha annunciato di essere a buon punto con un veicolo che sarà , però, prodotto negli Usa col marchio Chrysler. In Francia, invece, la Renault ha in programma di proporsi sul mercato già nel 2011, e avrebbe messo in piedi, in parallelo, un polo per lo studio e lo sviluppo delle tecnologie per le batterie elettriche necessarie all'alimentazione di questi veicoli. Sarebbe proprio questo il settore in cui l'Italia potrebbe proporsi per sviluppare una forma di collaborazione con i francesi e l'impianto di Termini Imerese potrebbe diventare un polo di sviluppo della tecnologia.








