Pensioni, bamboccioni e polemiche Brunetta, 'Italia paese di ipocriti'
P.Chigi: iniziativa del ministro mai concordata
25 gennaio, 21:06
ROMA - "Sorrido perché questo è un paese di ipocriti". Così il ministro della P.A., Renato Brunetta, commenta le polemiche scatenate ieri dalla sua proposta di dare 500 euro al mese ai giovani per facilitare l'uscita da casa agendo sulle pensioni d'anzianità . "Da sempre - spiega il ministro intervistato a Mattino 5 su Canale 5 - si sa che l'Italia spende troppo per le pensioni e troppo poco per i giovani; troppo per i padri mandandoli in pensione a 52 o 55 anni, troppo per le pensioni di invalidità e per il welfare spendaccione e confusionario che abbiamo. Ai giovani, invece, non si da niente". Invece, prosegue "si parla di patto generazionale, soprattutto a sinistra, ma io dico queste cose e me ne dicono di tutti i colori". Alla domanda se la bufera sia stata provocata dalla convinzione che non si dovrebbe parlare di pensioni in campagna elettorale, Brunetta risponde "forse", ma aggiunge: "Parliamo dei problemi veri e dei difetti. Non togliamo le pensioni a nessuno, ma vogliamo fare una riflessione su noi stessi e sulla nostra organizzazione sociale? Sennò è inutile lagnarsi perché i figli stanno a casa fino a 30 anni e oltre: stanno a casa per l'egoismo dei padri".
E' BUFERA SU BRUNETTA
(di Luca Patrignani)
Fornire ai giovani 500 euro al mese di "sgravi, detrazioni sugli affitti, prestiti, ecc" per aiutarli a metter su casa da soli, lontani da mamma e papà . Il ministro Renato Brunetta torna alla carica sul tema dei 'bamboccioni', ma questa volta incassa una secco stop da Palazzo Chigi: "é un'idea del tutto personale del ministro, mai concordata all'interno del Governo".
A sette giorni dalla proposta di far uscire di casa "per legge" i diciottenni (poi definita "solo una lucida provocazione"), Brunetta ci ritenta con questa nuova idea. Le risorse per realizzarla? Da prendere "agendo sulle pensioni di anzianità , quelle che partono dai 55 anni - spiega il ministro della Pubblica amministrazione - perché si deve dare meno ai genitori e più ai figli". Insomma, meno soldi alle pensioni, più ai giovani.
E immediata, oltre alla precisazione di Palazzo Chigi, arriva anche la polemica, con i partiti di opposizione e i sindacati che tuonano contro quella che considerano una ennesima provocazione. Brunetta aveva previsto che "una proposta del genere avrebbe
scatenato le proteste dei sindacati, che sono quelli che difendono i genitori". "L'Italia - dice Brunetta - è piena di giovani per bene, che rischiano e che vogliono la libertà . La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro
genitori". Nel corso della trasmissione televisiva 'Domenica In' il ministro, oltre a lanciare l'idea, assicura che sulla
proposta "é d'accordo anche il ministro Tremonti".
Poi, in una nota successiva, il ministero chiarisce che "su questa e altre ipotesi a favore dei giovani il dibattito è aperto e il ministro Brunetta ne parlerà nei prossimi giorni con i competenti membri del Governo, a partire dai ministri Tremonti, Sacconi, Meloni e Gelmini". Brunetta assicura anche che le misure "non peseranno sul deficit" e si finanzieranno solo "intervenendo sulle anomalie e sulle distorsioni del sistema pensionistico e di welfare che, come noto, dà troppo ai padri e quasi nulla ai figli".
Motivazioni che non convincono e, anzi, indignano chi vede nella proposta solo fumo negli occhi. A partire dalla Cgil, che invita a evitare "contrapposizioni di tipo generazionale".
Anche per la Uil si tratta di una proposta che "toglie ai poveri per dare ai poveri". Il Pd e l'Idv attaccano, parlando di ennesima trovata demagogica. "Il governo fa correre il Paese dietro a palle perse e a proposte che si accendono e si spengono in 48 ore, come quella di oggi del ministro Brunetta", afferma Bersani; "sono quindici anni di promesse non mantenute: ci hanno dato lo scudo fiscale invece della riduzione delle tasse, oggi arriva la promessa di 500 euro per i giovani da finanziare con le pensioni invece che con i soldi degli evasori", aggiunge Di Pietro. I Verdi, fatti due conti, spiegano al ministro Brunetta che "con 500 euro al mese, tra affitti e altre spese, non si vive", mentre Paolo Ferrero (Federazione della sinistra) invita semmai a reperire le risorse "dai ricchi, dai redditi alti".
E mentre la maggioranza fa quadrato attorno al ministro, tacciando i critici di 'conservatorismo', il diretto interessato conferma: "su questo tema si scatena l'ira di dio perché tocchiamo un nervo scoperto. Tra pensioni di anzianità e welfare - ribadisce - tutta la stabilità va ai padri, mentre tutta la flessibilità rimane ai figli".









