Percorso:ANSA.it > Economia > News

Alfa di Arese, vicina la chiusura

Protesta alla Fiat di Termini Imerese, operai occupano il Municipio

20 novembre, 10:33
Alfa, addio a Milano
Alfa, addio a Milano
Alfa di Arese, vicina la chiusura

MILANO - La Fiat non ha accolto la richiesta dei sindacati di ritirare la procedura di trasferimento per 232 lavoratori del centro stile progettazione di Arese. Lo afferma Corrado Delle Donne, sindacalista dello Slai Cobas, che ha da poco lasciato la sede di Assolombarda dove era in corso l'incontro tra i rappresentanti della Fiat e i sindacalisti. Di fatto si configura la chiusura del Centro stile e progettazione a cui seguirà quella di Powertrain col trasferimento anche del call center e quindi l'abbandono definitivo - temono i sindacati - dell'Alfa Romeo di Arese.

La delegazione della Fiat era guidata da Andrea Farinazzo, il manager sequestrato dai dipendenti per qualche ora a Bruxelles nello scorso aprile a seguito dei licenziamenti che il gruppo aveva annunciato in Belgio. Secondo quanto riportato da Maria Sciancati della Fiom-Cgil, il Lingotto ha motivato la propria decisione con "esigenze organizzative finalizzate al miglioramento". Sciancati ha poi spiegato che i manager Fiat hanno affermato che i lavoratori "sicuramente saranno trasferiti a partire dal 4 gennaio a Mirafiori". Secondo la Fiom e gli altri sindacati "il ritiro della procedura è la condizione per discutere". In caso contrario, "si va allo scontro". Già da lunedì prossimo è convocata una assemblea di tutti i sindacati alla portineria centrale di Arese e, come ha aggiunto Corrado Delle Donne, "ci saranno iniziative continuative per raggiungere uniti il nostro risultato". L'obiettivo dei sindacati è "non mollare finché la Fiat non molla, Torino non può pensare di chiudere l'Alfa ad Arese e per questo le istituzioni si debbono schierare".

Qui i sindacati chiamano in causa la Regione Lombardia, che nel 2004 aveva predisposto il "piano per la mobilità sostenibilé con il mantenimento dell'Alfa Romeo ad Arese e l'arrivo di nuove iniziative imprenditoriali rivolte all'attività di ricerca e produzione di veicoli a basso impatto ambientale. Qualcosa però si sta muovendo anche a livello istituzionale, e per questo i sindacati sono allarmati, in quanto venerdì prossimo verrà presentato a Rho, in Comune, il piano per l'area dell'Alfa Romeo di Arese in vista dell'Expo 2015. Sul piatto c'é il cambio, almeno in parte, di destinazione d'uso dell'area, da industriale a residenziale e servizi. Per questo Fiom-Cgil Slai-Cobas e Flmu-Cub hanno annunciato battaglia non solo nei confronti della Fiat, ma anche verso le istituzioni.

ADDIO A MILANO DOPO UN SECOLO SUCCESSI

'Milano' era scomparsa dallo stemma del Biscione Alfa Romeo già nel 1963 quando il Portello, troppo stretto per la crescita tumultuosa del mercato automobilistico, aveva lasciato il posto alla Fiera campionaria. Oggi, con la chiusura definitiva di quel poco che restava dello stabilimento Alfa di Arese, l'ultimo marchio dell'automobile - la Anonima Lombarda - lascia anche la Lombardia pochi mesi prima di poter compiere i 100 anni.

Non piangerà nessuno: l'Autobianchi di Desio la ricordano solo gli automobilisti coi capelli bianchi o gli amanti dei film di Fantozzi. E la fine di Arese, il declino del suo mito di industria a tutto tondo che fa vivere un territorio intero, che alimenta una società attorno alla fabbrica, si è stemperata in troppi anni di coma. Nel frattempo il mondo è cambiato. E del resto ad Arese non misero mai piede né il fondatore, l'ingegnere napoletano Nicola Romeo, né Enzo Ferrari, pilota di discreto valore delle rosse del Portello, né Nuvolari e Fangio che, insieme a tanti altri, da Milano hanno trascinato il marchio italiano nel paradiso delle automobili. L'Alfa nacque il 24 giugno del 1910 e fu subito innovativa: la 24HP aveva un motore monoblocco a quattro cilindri con un'unica testa e un solo carter in lega leggera.

L'auto era già in grado di superare i 100 km/h e il connubio con le corse venne naturale tanto che l'anno dopo un'Alfa esordì nella Targa Florio. Il decennio antecedente alla seconda guerra mondiale consolidò la fama mondiale dell'Alfa, sempre grazie soprattutto alle corse e ai suoi piloti: Giuseppe Campari, Tazio Nuvolari, Gastone Brilli-Peri, Mario Borzacchini. L'azienda nel 1932 venne acquisita dall'IRI che, tra i primi provvedimenti, interruppe l'attività delle corse e affidò la gestione sportiva alla Scuderia Ferrari. Nel dopoguerra, gli anni '50 furono probabilmente i piu' importanti nella storia della casa, che produce due modelli di auto destinati a fare storia, la 1900 e la Giulietta. Si tratta dei primi modelli costruiti in catena di montaggio, e il primo apre la strada anche alla fornitura delle auto della polizia: comincia la leggenda delle Pantere, mentre col ritorno alle corse arrivano i due primi Campionati Mondiali di Formula 1, 1950 e 1951, grazie rispettivamente a Giuseppe Farina e Juan Manuel Fangio. Nel 1961 uscì dalle catene di montaggio la 100.000/esima Giulietta e l'anno successivo venne messa in produzione un'altra delle vetture che hanno fatto la storia di questa casa, la Giulia. Nel frattempo - con la Giulia Gt - entrò a regime anche il nuovo stabilimento di Arese e continuò la collaborazione con i migliori designer italiani, da Zagato a Pininfarina a cui si deve la famosissima spider Duetto. Il 1972 è l'anno dell'inaugurazione dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. L'Alfa si sdoppia e comincia ad allontanarsi da Milano portando al Sud la rivoluzione tecnologica della prima trazione anteriore con un motore boxer, appunto la piccola Alfasud. Se ne riusciranno a produrre nell'arco del decennio circa un milione di esemplari. Arese risponde subito con un capolavoro, l'Alfetta, e più tardi con la nuova Giulietta e la 75 (per i trequarti di secolo della casa) che sarà l'ultima Alfa di grande serie a trazione posteriore. Nel 1986 arriva la Fiat e nello stabilimento lombardo resta solo la nuova 164 e alcuni modelli prestigiosi ma di nicchia. Nasce così la SZ l'ultima Alfa Romeo ad avere lo schema con ponte De Dion e la trazione posteriore. Ad Arese restano i laboratori dai quali usciranno meraviglie tecniche come il Twin spark o il Multijet, che renderà i diesel più potenti e veloci dei motori benzina e i disegni delle Alfa del presente, la Gt, la Brera, la Mito e la prossima Milano. Ma oramai la produzione è tutta a Pomigliano. E da oggi si potrebbe chiudere del tutto. L'ultimo manipolo di quello che era stato un esercito di quasi 20.000 operai, imballa gli ultimi scatoloni e trasloca a Torino. Ad Arese resta - come è giusto - il Museo storico, con le sue oltre 250 vetture, visitato ogni anno da oltre 12.000 persone. Servirà anche a mantenere in Lombardia un marchio e una bandiera.

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni