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Marcegaglia, allarma lo Stato debitore

Ricerca e innovazione sono l'unica strada per poter continuare ad essere competitivi

18 novembre, 16:50
Emma Marcegaglia
Emma Marcegaglia
Marcegaglia, allarma lo Stato debitore

VICENZA  - Le imprese soffocano per la crisi e non arriva ossigeno da chi dovrebbe fornirlo, gli enti pubblici che non pagano i lavori ordinati e consegnati. La denuncia è stata reiterata oggi a Vicenza dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "In generale è una situazione che sottolineiamo da tempo - ha affermato Marcegaglia - ma oggi c'é un'aggravante: oltre ai crediti non riscossi della P.A. che abbiamo stimato in circa 70 miliardi di euro, oggi ci sono anche i Comuni che non pagano, dai più piccoli ai più grandi". Secondo Marcegaglia "da settembre c'é stato un notevole peggioramento. Questo è molto negativo, nel Nordest in particolare è particolarmente forte. Rischiamo - ha proseguito - che numerose imprese falliscano, debbano portare i libri in tribunale perché non vedono pagati i lavori fatti dopo aver acquistato le materie prime, pagato i lavoratori. E' un fatto drammatico: tutto si inserisce in una situazione di crisi dove gli ordini sono pochi e c'é già una restrizione del credito da parte delle banche. Trovarsi in una situazione in cui lo Stato dovrebbe essere il primo pagatore non paga o paga con ritardi biblici è una situazione inaccettabile".

Ricerca e innovazione "sono l'unica strada per poter continuare ad avere un sistema manifatturiero forte e competitivo". Il presidente di Confindustria  ha ricordato che l'Italia non può competere sui costi con la Cina e con i Paesi dell'est ma possiamo farlo nel mondo se abbiamo prodotti con maggiore valore aggiunto e tanti contenuti di innovazione e tecnologia". Marcegaglia ha quindi ribadito che "il Made in Italy è fatto di questo: se vogliamo mantenere la forza della nostra impresa dobbiamo investire in ricerca. Siamo contrari ai tagli e stiamo chiedendo con forza che anche il tema del credito d'imposta per la ricerca che oggi ha un tetto venga assolutamente rivisto perché se ci sono tante imprese che hanno deciso di investire pensando di poter far conto su questo strumento, trovarlo non utilizzabile è un fatto molto negativo".

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