Borse giù, Milano -3%. Fmi: la crisi non è finita
Europa brucia 91 miliardi, peggior calo da 4 mesi
31 ottobre, 17:24
di Alfonso Neri
MILANO - Conti del gigante dell'hi tech Alcatel molto peggiori del previsto, consumi delle famiglie statunitensi in calo per la prima volta in cinque mesi, mercati molto volatili sui quali opera la speculazione e non investitori veri. Sono questi gli ingredienti di un cocktail molto indigesto per le piazze azionarie mondiali e per Milano in particolare, dove una giornata iniziata incerta, con segnali positivi dall'Asia, si è rivelata come quella del peggior calo degli ultimi quattro mesi.
In Europa lo scivolone si è concretizzato soprattutto nel finale di seduta, complice, secondo alcuni degli operatori più 'anziani' di Piazza Affari, un meccanismo vecchio come la Borsa: nell'ultimo giorno della settimana azionaria, soprattutto se in precedenza si sono registrati forti recuperi, si fa una cosa molto semplice, si vende, perché nessuno ha voglia di tenersi in tasca per tutto il week end titoli che magari il lunedì mattina valgono molto meno. In questo clima l'indice Dj stoxx 600, che segna l'andamento dei principali marchi quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto l'1,99%, che equivale a oltre 91 miliardi di euro bruciati in una sola seduta. Ma questa volta il Dj stoxx 600 non fotografa fedelmente la scivolata dei mercati, in quanto i titoli maggiori hanno tenuto un po' meglio della gran massa delle azioni e perché la forza di Stoccolma, sostenuta da alcune banche locali, ha attenuato la discesa di questo indice pan-europeo.
Tutti gli altri mercati tranne Londra hanno infatti ceduto oltre due punti percentuali, con Milano e Francoforte in calo finale superiore ai tre punti. Mentre su Wall Street ha pesato soprattutto la contrazione dello 0,5% in settembre del consumo delle famiglie causato anche dalla fine degli incentivi governativi e dalla perdita di posti di lavoro, le Borse italiana e tedesca hanno accusato un forte calo dei titoli delle auto, con Daimler in ribasso finale del 4,35%, Pirelli del 4,13%, Fiat del 3,61%, Porsche del 2,89%. Ancora una volta sulle piazze azionarie europee a dettare l'andamento della giornata è stato il comparto delle materie prime minerarie, il cui indice Dj stoxx di settore è sceso di oltre 4 punti percentuali. Ma anche tra i titoli finanziari si é registrata una forte corrente di vendite, in particolare tra gli assicurativi, dove Aegon ha ceduto il 6,06%, Allianz il 4,42%, Generali il 4,24%. Nel comparto del credito, Deutsche postbank ha ceduto il 5,26% finale, il Banco popolare il 5,04%. In Europa seduta nera soprattutto per Alcatel Lucent, che perso il 10,61% dopo che nel terzo trimestre ha registrato una perdita netta di 182 milioni di euro, assai superiore a quella di 40 milioni dell'anno prima, per un fatturato sceso del 9,3% a 3,6 miliardi: in entrambi i casi, risultati assai peggiori di quelli attesi dagli analisti. In una giornata di ribassi diffusi, hanno come sempre limitato le perdite i settori dei titoli farmaceutici e dell'alimentare, con qualche spunto interessante per alcuni marchi. E' il caso di Elan tra i farmaceutici, salito del 4,94%, ma anche il gigante del comparto Novarits ha registrato un segno finale positivo: +0,66%.








