Boom di aste giudiziarie nel 2009
In un anno cresciute del 20%per un valore di 10 miliardi di euro
11 ottobre, 17:49
ROMA - Tempo di crisi e boom per le aste giudiziarie: quest'anno l'offerta di beni è stata del 20% superiore rispetto al 2008. Nel 2009 pignoramenti e fallimenti spingeranno all'incanto un capitale pari a 10 miliardi di euro. Secondo una ricerca condotta sulla banca dati di Aste in Linea, società che gestisce gli avvisi di vendita per conto di oltre la metà dei tribunali italiani, alla fine dell'anno saranno 60 mila le gare avviate per aggiudicarsi un'abitazione, un'auto, un gioiello o un mobile, per citare alcune delle categorie per cui più spesso batte il martelletto del giudice. Ed è tutto merito della crisi. "Il mercato delle aste è inversamente proporzionale al mercato commerciale", ha spiegato Gian Luca Montanini, amministratore delegato di Aste in Linea. Considerando il bacino di gran lunga più rilevante dei beni messi all'incanto, quello degli immobili, la recessione da una parte congela le transazioni dall'altra fa lievitare il numero di debitori insolventi che si ritrova con la propria casa messa all'asta per fare fronte agli obblighi verso il creditore. Insomma, se c'é depressione economica l'asta è più ricca, non a caso, come sottolinea Montanini, il numero di beni messi in vendita dai tribunali è superiore al Mezzogiorno, 60% sul totale, rispetto al Nord (40%). Le difficoltà economiche del dopo crack Lehman hanno sì indebolito la domanda, ma per un lasso di tempo limitato al 2008. Aste in Linea, infatti, stima per il 2009 un aumento delle aggiudicazioni di 7 punti percentuali, dal 20% al 27%. Un bene per così dire svenduto fa sempre gola: lo sconto medio rispetto al prezzo commerciale si aggira intorno al 20%. Tuttavia il "tasso di invenduto" rimane alto (75%). Oltre alla crisi, ha contribuito a gonfiare il mercato delle aste il nuovo quadro normativo con cambiamenti che si susseguono da dieci anni e che solo ora iniziano a far sentire i loro effetti: il giudice non è più solo di fronte a una cancelleria colma di procedimenti, il magistrato infatti può delegare la vendita all'esterno del tribunale. Inoltre, come sottolinea Luca Castagna, responsabile della banca dati Aste Annunci.it, "oggi non si compra più a scatola chiusa, grazie alla nuova figura del custode giudiziario chi è interessato a partecipare all'asta può visitare la casa". Ma probabilmente il principale volano delle aste è stata la pubblicità degli avvisi di vendita che avviene attraverso siti internet autorizzati dai tribunali. Così quello che prima era un mercato riservato a pochi (investitori istituzionali, fondi, agenzie immobiliari) si é "democratizzato" e ha aperto le porte ai privati cittadini. Andando a vedere più da vicino il "bazar" delle aste è subito evidente come il primo fornitore siano le esecuzioni immobiliari (l'85% dei beni messi in vendita), il resto (12%) è invece frutto di fallimenti. Quando il giudice autorizza la vendita il prezzo di partenza, stabilito da un perito, è di circa il 40-50% inferiore a quello di mercato, ma nel corso della gara per l'aggiudicazione il valore si rialza in media del 30% e in alcune occasioni può quasi pareggiare il prezzo commerciale. Casi rari, certo, ma è anche avvenuto in quella che è stata la prima asta giudiziaria on line. Una sorta di e-bay garantito dal Tribunale di Milano, che per primo a settembre ha sperimentato la gara in tempo reale su internet.






