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Camusso, Fiat dica come esce da crisi

L'Ad di Fiat: ''Pianificare azioni. Faremo la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto''

26 settembre, 16:08
Susanna Camusso
Susanna Camusso
Camusso, Fiat dica come esce da crisi

POTENZA-  Camusso,  il Lingotto dica come affronta uscita da crisi "Lo abbiamo detto ieri sera al Governo: il tema non è aspettare che si esca dalla crisi". Così, a Potenza, il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto alle domande dei cronisti sull'incontro sulla Fiat con i ministri Fornero e Passera. La Fiat "deve dire - ha aggiunto - quali modelli intende produrre e come intende recuperare le quote di mercato che ha perso in questo periodo".

Sulla produttività "non basta agire sulla leva contrattuale": ha detto. Ad esempio - ha spiegato - "il calo dei consumi è una delle grandi ragioni della riduzione della produttività".Secondo il segretario della Cgil "bisogna agire sui fattori che facciano crescere la produzione, a partire dagli interventi di politica industriale e di incentivazione alla produzione". Rispondendo alle domande dei giornalisti sui contratti, Camusso ha evidenziato che "stiamo continuando un dialogo con tutte le associazioni di impresa. Abbiamo detto, in particolare a Confindustria, che bisogna applicare l'accordo del 28 giugno a partire dalla rappresentatività. Questo - ha continuato Camusso - è un tema molto importante perché è evidente che siamo in una stagione in cui c'é bisogno di determinare chi rappresenta chi e che rappresentanza ha: è questo un elemento di trasparenza nei confronti del Paese". "Noi - ha concluso il leader della Cgil - vogliamo continuare la discussione sul rapporto tra contratto nazionale e contrattazione di secondo livello, ricordando che questo è un paese per la maggior parte di piccole imprese che hanno solo il contratto nazionale: in questo senso bisogna tenere un rigoroso equilibrio".

Bonanni "L'incontro con i ministri Fornero e Passera èstato un incontro per riferire ciò che si sono detti con la Fiat, ma noi abbiamo bisogno di parlare direttamente con la Fiat per sapere cosa vuole fare, quando questa storia della crisi del mercato finirà. Vogliamo sapere se l'azienda conferma gli investimenti annunciati tre anni fa". E' il commento del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, (assente al faccia a faccia di ieri al ministero del Lavoro) ai microfoni de "L'Economia prima di tutto" Gr Rai. "Ho avuto modo di parlare con Marchionne l'altra sera e ci ha detto che appena tornerà dagli Stati Uniti si incontrerà con noi ed avremo modo di discutere. Tra qualche giorno ci farà sapere quando", assicura quindi Bonanni, secondo il quale "il governo deve aprire una discussione in aiuto a ciò che si aspettano i territori ed i lavoratori. Se il governo vuole fare qualcosa deve lavorare sulle infrastrutture, sulle amministrazioni, sulle tasse locali , i servizi comuni. Di questo discuta con noi".

Marchionne "Non ho mai smesso di occuparmi della Fiat e non ho intenzione di farlo. Non ho alcuna intenzione di abbandonarvi". Lo ha detto l'ad della Fiat, Sergio Marchionne, ai dirigenti riuniti ieri al Lingotto a Torino.

"Negli ultimi quattro anni - ha detto Marchionne - ho viaggiato spesso tra l'Italia e gli Stati Uniti e ho passato molto tempo in Chrysler. Sarei un ingenuo se non mi fossi accorto che questo ha generato, anche internamente, un certo stato d'animo. Tutti eravate abituati a una guida sempre presente. E poi, all'improvviso, una settimana c'era e queila dopo stava a 7.000 chilometri di distanza. So che sono nati dubbi, dentro l'azienda e che li avete condivisi con i vostri colleghi. Dubbi sul mio impegno personale in Fiat e in Italia, timori che il mio ufficio di Detroit possa diventare quello principale. Questi pensieri possono avere alimentato un certo senso di abbandono. Vi ho voluto incontrare anche per questo. Non ho mai smesso di occuparmi della Fiat e non ho intenzione di farlo. L'impegno che ho preso il primo giugno 2004, con gli azionisti ma prima di tutto con voi, è immutato, è vivo e forte, oggi più' che mai". Marchionne ha spiegato che era necessario andare di frequente negli Usa "perché' dovevamo rimettere in moto Chrysler in tempi record. Era necessario a tutti quanti perché' il nostro futuro è garantito da questa alleanza".

"Dobbiamo ripensare il modello di business al quale siamo abituati", ha aggiunto, commentando l'incontro di sabato con il premier Mario Monti.

"Noi ci impegniamo a fare la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto. E' necessario iniziare da subito a pianificare azioni, a livello italiano ed europeo, per recuperare competitività nazionale", ha detto Marchionne ai dirigenti riuniti al Lingotto a Torino.

"A volte mi sono chiesto se ne valga la pena, mi sono chiesto che senso abbia fare tutto ciò per un Paese che non apprezza, che spera nei miracoli di un investitore straniero, che ci dipinge come sfruttatori incapaci. Ma poi mi sono reso conto che loro non sono la maggioranza e non sono certo la parte sana del Paese", ha aggiunto l'a.d. di Fiat.

''La Fiat è un esempio positivo. E' l'esempio di una grande impresa industriale che non si rassegna all'abbandono. Siamo l'esempio di quella parte del Paese che si tira su le maniche e si mette alla prova", ha detto.

INCONTRO FORNERO-PASSERA CON I SINDACATI - ''Non una semplice informativa'' sull'incontro di sabato tra governo e Fiat, ma l'apertura di un canale di dialogo con i sindacati sulle prospettive del Lingotto in Italia, e sul confronto avviato tra l'Esecutivo e i vertici dell'azienda. Dal governo c'e' la volonta' di ''una interlocuzione'', per comprendere meglio'' la posizione dei sindacati, per recepire ''impressioni e suggerimenti''. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, con accanto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, ha impostato cosi' - secondo quanto riferito dai presenti - la riunione che i due ministri hanno tenuto in serata su Fiat con le organizzazioni sindacali. Freddi i sindacati, delusi dal quadro di un confronto che appare ancora lontano da indicazioni nel dettaglio sul piano industriale per gli stabilimenti in Italia, programmi di investimento, ricadute sul lavoro.

Confronto partito male, anche per la decisione di non partecipare dei leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Alla riunione le due organizzazioni sono state rappresentate solo dai responsabili per il settore auto delle sigle di categoria Fim e Uilm. Non ha usato mezzi termini Luigi Angeletti, parlando di un incontro che sarebbe stato ''inutile'', ''cosi' rituale da essere patetico'', anche ''perche' il governo non ci dira' nulla di piu' di quello che gia' sappiamo''.

OCSE, IN ITALIA CLIMA SFAVOREVOLE A IMPRESE - Per convincere un grande gruppo come Fiat a restare e investire in Italia ci vuole un'economia aperta a ricevere investimenti, 'cosa che purtroppo in Italia da tempo non e''. Lo sottolinea il capoeconomista Ocse Piercarlo Padoan.

Intanto il leader della Uil Angeletti annuncia che a giorni i sindacati avranno unincontro con l'ad Fiat Marchionne, e definisce 'rituale patetico' quello che invece è in programma questa sera con il governo: 'Come possiamo - afferma - discutere di ammortizzatori sociali se Fiat non li ha nemmeno chiesti?'.

L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, incontrerà oggi pomeriggio al Lingotto migliaia di dirigenti del gruppo. Con loro farà il punto sulla situazione della società dopo l'incontro di Palazzo Chigi e ribadirà l'impegno per l'Italia. Gli stabilimenti Fiat aperti saranno collegati con il Lingotto per consentire ai lavoratori presenti in fabbrica di ascoltare le parole di Marchionne.

OPERAI TERMINI IMERESE OCCUPANO AGENZIA ENTRATE - Gli operai della Fiat e dell'indotto di Termini Imerese hanno occupato la sede dell'Agenzia delle Entrate. Il blitz è scattato alla fine dell'assemblea dei lavoratori in piazza Duomo, davanti al municipio. Le tute blu, circa 400, in corteo hanno raggiunto Termini Bassa, poi hanno occupato l'Agenzia.

"Non ce ne andremo fino a quando non avremo le risposte che aspettiamo", dice il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone. L'attesa è per l'esito dell'incontro di oggi tra il ministro del Lavoro Elsa Fornero e i sindacati. "Ci auguriamo che si parli anche di Termini Imerese - afferma Mastrosimone - a differenza di quanto avvenuto nell'incontro tra il premier Monti e Marchionne, che ci hanno totalmente ignorati". La Fiom ricorda che a fine dicembre scade la cassa integrazione per i 2.200 operai Fiat e dell'indotto, "dopodiche senza una soluzione ci saranno i licenziamenti collettivi". La fabbrica siciliana è stata chiusa a fine dicembre, le trattative per la cessione dello stabilimento sono bloccate.

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