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Alluvione Sardegna: Genova esempio per la sicurezza

21 novembre, 18:18

Il Comune di Genova ha reagito ai sei morti provocati dall'alluvione del 4 novembre 2011 con un piano straordinario di lavori pubblici, una riorganizzazione della Protezione civile, nuove limitazioni nelle zone a rischio in caso di allerta meteo, una condivisione e una diffusione della cultura della sicurezza tra i cittadini, fino a un piano di incentivi per chi demolisce nelle zone a rischio. Sono queste le scelte che hanno portato il Capo della Protezione civile Franco Gabrielli ad indicare Genova come esempio virtuoso. Entro la metà del 2014 a Genova inizieranno i lavori per la costruzione dello scolmatore del torrente Fereggiano, la più grande opera pubblica programmata dopo l'alluvione, per far defluire le acque del rio, che il 4 novembre 2011 trasformatosi in uno 'tsunami', provocò sei morti. Il Comune si è aggiudicato 25 milioni di euro di fondi nazionali stanziati dal 'Piano Città' del governo Monti per costruire l'opera, cui si aggiungeranno 15 milioni stanziati dallo stesso Comune più 5 dalla Regione Liguria, per un totale di 45 milioni.

Cinque anni i tempi previsti per la realizzazione. Soddisfazione per le parole del capo della Protezione civile Franco Gabrielli è stata espressa dall'assessore comunale ai Lavori pubblici e alla Protezione civile Gianni Crivello. "Oltre allo scolmatore del Fereggiano abbiamo programmato una serie di interventi nei torrenti minori genovesi, sono circa 88 i rivi che attraversano la nostra città di cui 28 tombinati - ha spiegato Crivello - Abbiamo rafforzato e coordinato un nuovo sistema di presidio del territorio in caso di allerta meteo, grazie alla sinergia della Polizia Municipale e dei numerosi volontari di protezione civile". "L'obiettivo è quello di limitare al massimo i disagi ai cittadini, ovvero le zone 'chiuse' in caso di allerta - ha sottolineato - per consolidare il rapporto con la città è stato attivato un sistema di chiamate vocali, sms, segnali alle fermate bus, messaggi tv, radio, sul sito web del Comune e l'eventuale numero verde, per informare in tempo reale i cittadini". Agli studenti nelle scuole a rischio è stato insegnato come proteggersi e ripararsi ai piani superiori degli edifici. Il Comune ha diffuso oltre 60.000 volumi informativi tra i più giovani. "Il nostro obiettivo è condividere la cultura del rischio con i cittadini portando avanti allo stesso tempo interventi infrastrutturali - ha aggiunto Crivello - Genova non sarà mai a rischio zero alluvioni, ma sta cercando in tutti i modi di mettersi sulla buona strada".

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