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In Sardegna morte e distruzione

23 novembre, 14:36

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In Sardegna morte e distruzione

Un vero e proprio ciclone si è abbattuto sulla Sardegna orientale seminando morte e distruzione: il bilancio è di 16 morti e un disperso.

Centinaia di uomini lottano ancora contro il fango da portare via da case e strade. E della paura: la Sardegna in ginocchio incassa solidarietà, aiuti e anche garanzie dal Governo, ma il tempo non migliora.

Piccoli segnali di ritorno alla normalità, intanto: gli sfollati diminuiscono e le utenze Enel ora sono state ripristinate, rimane, invece, l'emergenza acqua in alcuni comuni. Tutta l'Italia continua a stringersi intorno all'Isola: nel giorno del lutto nazionale bandiere a mezz'asta e un minuto di silenzio prima del via a spiegazioni e interrogazioni nelle scuole. La presidente della Camera Laura Boldrini ha ricordato in Aula le vittime, soffermandosi sui due bambini uccisi dal ciclone. Anche Palazzo Madama si è alzato in piedi e qualcuno ha anche pianto. "In ricordo delle vittime dell'alluvione che ha colpito la Sardegna - ha detto il presidente Piero Grasso in apertura di seduta - il Senato si raccoglie con profonda commozione per esprimere la sua vicinanza e partecipazione alla popolazione. Il loro dolore, la loro angoscia e il senso di desolazione che ha avvolto la loro esistenza impongono a tutte le Istituzioni risposte certe".

E, a proposito di risposte, dopo il premier Enrico Letta è arrivato in Sardegna il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. "Dobbiamo smettere di vivere in emergenza, dobbiamo tornare subito alla normalità". A cominciare dalle infrastrutture per i collegamenti: entro tre-quattro mesi, ha garantito il ministro nella sua tappa a Olbia, saranno ripristinati strade e ponti distrutti. Anche con un intervento dell'Anas, non solo nelle arterie statali, ma pure in quelle provinciali. I soldi? Lupi ha confermato gli interventi dai fondi della Legge di stabilità, ma ha anche parlato di un pacchetto nazionale da 1,2 miliardi del decreto del Fare per la prevenzione. Di questi, 300 milioni sono per la manutenzione di ponti e viadotti, 300 per le ferrovie, 500 per le scuole e 100 per la riqualificazione dei piccoli comuni: risorse destinate a tutte le regioni, ma sono fondi che per la Sardegna rappresentano una speranza in più. Buoni segnali anche dall'Europa.

"Siamo pronti a modificare il programma regionale se necessario", ha garantito il commissario Ue Hahn dopo la richiesta del governatore Cappellacci di rimodulare i fondi Fesr.

Soffre anche il sistema giustizia. Il sottosegretario Cosimo Maria Ferri ha chiesto al Governo di valutare la possibilità di emettere un decreto legge per sospendere i procedimenti civili, penali e amministrativi e i termini di prescrizione nelle zone più colpite dall'alluvione. Intanto sono partite le inchieste sul disastro nelle Procure di Tempio Pausania e Nuoro. "Non escludo un cortocircuito informativo - ha detto il pm di Tempio, Riccardo Rossi, riferendosi al meccanismo dell'allerta meteo che non ha funzionato a dovere in tutti i comuni coinvolti - ma il vero problema ora è vedere com'è stata costruita una città. Ci può essere stata una sottovalutazione del rischio, ma è una delle tante cause: in questo momento è meno importante rispetto a sapere come erano state fatte le infrastrutture - ha spiegato il magistrato - Olbia va sott'acqua con 10 minuti di pioggia".

Solidarietà da tutta Italia: le banche propongono almeno un anno di moratoria sui mutui. Mentre dal sud Sardegna, colpito dal disastro del 2008, aziende e lavoratori offrono ore di lavoro.

I NUMERI DA CHIAMARE PER LE EMERGENZE

Zona #Olbia: 0789 69502; 0789 52020; 366 6617681.
Zona #Uras: 348 7074692; 347 1240911

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