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Ruby: Marina Berlusconi, il processo e' una farsa

Marina Berlusconi contro processo Ruby: farsa Unicost chiede intervento della titolare Giustizia

15 maggio, 14:40
Anna Maria Cancellieri
Anna Maria Cancellieri
Ruby: Marina Berlusconi, il processo e' una farsa

E' stato approvato dal plenum del Csm, sia pure con alcune modifiche, il documento dei consiglieri di Unicost che chiede al ministro Cancellieri di manifestare "il proprio sostegno alla magistratura intera senza incertezza alcuna". I voti favorevoli sono stati 19, 3 i contrari e 2 le astensioni. Tra i favorevoli anche il laico del Pdl Romano.

I voti contrari sono venuti dai laici del Pdl, Nicolò Zanon e Annibale Marini, e dal laico della Lega, Ettore Adalberto Albertoni. Nel documento - passato con i sì di tutti i togati, dei laici del centrosinistra e del vicepresidente del Csm Vietti, oltre che di Romano - "si definisce indispensabile che tra tutte le istituzioni vi sia il massimo rispetto per le reciproche attribuzioni costituzionali"; e richiamando le recenti parole del capo dello Stato e dello stesso Vietti, si sottolinea "la necessità" di difendere il ruolo della magistratura "a difesa della legalità". Al ministro Cancellieri si chiede anche di affrontare subito "i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano, nell'interesse preminente di tutti i cittadini". E si invita il Guardasigilli ad avviare "a breve" un dialogo con il Csm per tracciare "un'agenda di lavoro sulle priorità essenziali da affrontare. Per questo il documento impegna il vicepresidente del Csm a concordare con il ministro Cancellieri un incontro in un prossimo plenum. I consiglieri indicano sin da ora le loro priorità: a cominciare dalla richiesta di "scelte chiare e definitive" sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, dal bando di un nuovo concorso per assumere magistrati, da misure per accelerare e deflazionare i processi, dalla riforma della prescrizione e da interventi contro il sovraffollamento carcerario. Dal testo presentato da Unicost è stato invece cancellato un passaggio critico nei confronti di Cancellieri, in cui si evidenziava che nel recente conclave governativo il ministro si era astenuto dall'esposizione di una relazione sui temi del suo dicastero "proprio mentre nelle stesse ore si era assistito ad un'ennesima puntata del conflitto tra giustizia e politica". Resta invece un passaggio in cui comunque si fa presente che finora da parte del Governo non c'é stato "alcun accenno ai temi della Giustizia".

"Il ministro della Giustizia faccia sentire il proprio sostegno alla magistratura intera senza incertezza alcuna": è quanto chiedono i consiglieri di Unicost al Csm di fronte alla "ennesima puntata del 'rituale' conflitto tra giustizia e politica". E' "indispensabile che tra tutte le istituzioni vi sia il massimo rispettò,dice il documento.

Il documento dei consiglieri di Unicost è stato presentato stamattina al plenum del Csm con la richiesta di procedere ad una discussione in via d'urgenza. Al ministro il gruppo chiede anche di affrontare "subito i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano", e di avviare "al più presto" un dialogo con il Csm per "tracciare un'agenda di lavoro sulle priorità essenziali". Unicost chiede infine al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, di concordare con il ministro Cancellieri un incontro, che dovrà avvenire con tutta l'assemblea di Palazzo dei Marescialli.

"Il processo Ruby? Quello non è un processo, è una farsa che non doveva neppure cominciare. Le presunte vittime negano, o addirittura accusano l'accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l'ombra". Lo sostiene Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista a Panorama.

"Hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni - continua Marina Berlusconi nell'intervista che sarà in edicola nel numero di domani di Panorama -, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti".

Secondo Marina Berlusconi, "certi interrogatori" dell'inchiesta Ruby, "nella loro sconcertante insistenza, facevano pensare ben più al voyeurismo che alla ricerca della verità". Secondo la figlia di Silvio Berlusconi, "finirà tutto in una bolla di sapone, come sempre, ma all'associazione della gogna non importa nulla di come andrà a finire, interessa solo la condanna mediatica. E, quando il teorema dell'accusa crollerà, quale interdizione dovrebbe essere chiesta per coloro che hanno costruito questa montatura infernale?". Marina Berlusconi parla di "un attacco concentrico. Un assedio. L'obiettivo è chiaro: colpire una volta di più mio padre, come politico, come imprenditore, ma anche nella sua dignità di uomo. E, una volta di più, per colpire Silvio Berlusconi non si fermano neppure davanti al rischio di fare danni gravi, molto gravi, all'intero Paese".

La presidente di Finivest, in un intervista a Panorama - parla anche del processo Unipol, di quello per i diritti Mediaset, e degli "attacchi al patrimonio". Cita "quell'esproprio da 564 milioni per la vicenda del Lodo Mondadori" e aggiunge: "Per chi avesse ancora dei dubbi sull'aria che tira nel palazzo di giustizia di Milano, c'é anche la sentenza sul divorzio di mio padre. La cifra fissata mi pare dimostri come ogni senso della realtà e della misura sia stato ampiamente superato". Alla domanda su che cosa si attende dai processi in corso e dalle sentenze che arriveranno, Marina Berlusconi risponde: "Posso dirle quel che dovrei attendermi. Una cosa soltanto. Giustizia". "Tutto quel che mio padre ha dovuto subire e sta subendo mi fa star male". "Ma c'é una cosa, una in particolare. Ed è la distanza siderale fra quello che lui è e il modo in cui in tanti cercano di dipingerlo. Sui giornali, in tv, in certe aule di Tribunale".

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