Genova: soccorritori, mai visto niente così
Notte passata a scavare macerie, scenario era quello di un sisma
08 maggio, 18:24
GENOVA - Di 'disastri' ne hanno visti molti, e abitualmente sono impegnati in recuperi difficili su strade e autostrade. Di ferite brutte ne hanno viste tante soprattutto quando devono tirar fuori corpi umani da lamiere di automobili accartocciate. Ma i due militi della Croce Azzurra di Genova Davide Boccaccio e Donato Altamura, tra i primi la notte scorsa a presentarsi al Molo Giano, una scena cosi' non l'avevano mai vista. ''Era come stare dentro ad una apocalisse di macerie e acqua salata e sporca - hanno detto i due soccorritori -. Siamo arrivati sul posto quasi subito, e ci siamo trovati dentro a una situazione che non avevamo mai visto prima: c'erano corpi sotto le macerie. Dovevamo fare in fretta, ma la situazione era davvero difficile''. Non solo per l'ora notturna, ma anche perche' l'acqua del mare con il crollo della torre e' diventata di colpo torbida, rendendo difficilissimo il lavoro dei sommozzatori dei vigili del fuoco immediatamente accorsi sul posto.
''Abbiamo cercato di gestire una situazione di vera emergenza. Il nostro compito era quello di cercare di raggiungere le persone rimaste incastrate sotto la struttura che si e' accartocciata. Bisognava procedere in fretta, ma nello stesso tempo con cautela, per non ferire ulteriormente eventuali sopravvissuti''. In tutto la' sotto di feriti ce n'erano ancora quattro, tutti militari della capitaneria di Porto di Genova. ''Lo scenario era quello di un terremoto. Era crollata non solo la torre ma anche l'adiacente palazzina''. I soccorritori si sono aperti un varco tra le macerie ancora fumanti usando le mani nude, per evitare ulteriori crolli che avrebbero potuto essere fatali. E' stato fatto intervenire un pontone, ma subito si e' capito che usando le macchine si sarebbero messi a rischio eventuali sopravvissuti. ''Cosi' abbiamo continuato a mano, e' stato faticosissimo. Per fortuna siamo riusciti a tirarne fuori quattro ancora vivi''. ''Le condizioni dei feriti sono apparse subito gravi - ha detto il medico del 118 Andrea Furganti, intervenuto al Molo Giano -. Abbiamo cercato di stabilizzarli. Uno era in crisi ipotermica, era rimasto a lungo in acqua. Altri avevano apparenti fratture. Li abbiamo messi in sicurezza e fatti trasportare in ospedale''.







