Genova: 'Io vivo solo per aver cambiato turno'
'Miracolato' racconta, 'collega mi aveva chiesto di sostituirlo'
08 maggio, 17:54
GENOVA - "Posso dire di essere un miracolato": ha le lacrime agli occhi Bruno Prinz, telefonista della Torre Piloti di Genova che ieri ha acconsentito alla richiesta del suo collega di lavoro Maurizio potenza di cambiare il turno sulla torre. "Se non me l'avesse chiesto, probabilmente io oggi non sarei qui" dice al Molo Giano, visibilmente scioccato per quanto avvenuto.
"Il mio collega Maurizio Potenza solo l'altra sera mi aveva chiesto: 'Ho bisogno di un cambio: domani posso lavorare al posto tuo?'. Ovviamente ho acconsentito, è prassi normale tra noi colleghi, quando si può. Anche se Potenza era uno di quelli che, in genere, non chiedeva mai cambì. Così Bruno Prinz è rimasto a casa, a Genova, e intorno alle 23 di martedì ha appreso che qualcosa di gravissimo era successo là dove ogni giorno lui va a lavorare. Il suo posto di lavoro, la 'sua' torre, non c'era più: "Mia moglie e io abitiamo nel quartiere di Apparizione, sulle alture di Genova. Da lassù abbiamo sentito con le nostre orecchie come un boato, una deflagrazione. Sembrava il tuono di un temporale, un boato sordo. Siamo rientrati in casa e mi sono collegato a internet. Sui siti non c'erano ancora notizie, eppure io 'sapevo' che era successo qualcosa di grave in porto. E dopo un po' è arrivata la conferma".
Non nasconde la sua commozione, Bruno Prinz: "Quei ragazzi li conoscevo tutti. E se penso che potevo esserci io al posto di Maurizio.... Sono un miracolato, dovevo esserci io là sotto". Bruno Prinz stringe tra le mani le chiavi della Torre Piloti. E' tutto quello che gli resta di ciò che era il suo posto di lavoro. Il suo 'ufficio' era lassù, alto 50 metri. "Si vedeva tutta genova da lassù, e tutto il porto. Era bellissimo".







