Fiocco giallo, solidarietà giornalisti a Quirico
Iniziativa straordinaria per il rispetto del lavoro dei giornalisti
07 maggio, 16:11
QUIRICO: BONINO, NON CI SONO SEGNALI POSITIVI - "Il fatto che non ci sia stata nessuna reazione alla notizia" resa pubblica della scomparsa in Siria dell'inviato della Stampa, Domenico Quirico, "non mi sembra un elemento molto positivo. Non è certo un segnale positivo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino a Londra.
Bonino ha tuttavia assicurato che il caso Quirico continua a essere seguito "con grandissima attenzione dall'unità di crisi della Farnesina".
FIOCCO GIALLO SUI GIORNALI - "Un fiocco giallo su tutti i giornali. Iniziativa straordinaria per il rispetto del lavoro dei giornalisti, per Domenico Quirico e tutti i giornalisti impediti di comunicare o fermati nei luoghi di guerra. La 20/a giornata mondiale dell'Unesco per la libertà di stampa è dedicata dalla Federazione Nazionale della Stampa alla sicurezza e alla libertà di espressione, messe particolarmente a rischio nei luoghi di guerra, nelle terre dominate dai regimi e ovunque (anche in Italia) dalla malavita che infesta soprattutto le aree di frontiera". E' quanto sottolinea lo stesso sindacato dei giornalisti in una nota. "La notizia di un attentato a un collaboratore de 'La Nuova Sardegna' mercoledi', in provincia di Sassari, è il più recente episodio di un fenomeno inquietante e da stroncare
QUIRICO; PROCURA ROMA APRE INDAGINI - La Procura di Roma ha avviato una indagine in relazione alla scomparsa in Siria dell’inviato de La Stampa, Domenico Quirico. Come da prassi, nel fascicolo si ipotizza il reato di sequestro di persona con finalita’ di terrorismo. Al momento, in base a quanto si apprende a Piazzale Clodio, sono pochi gli elementi in mano agli inquirenti.
Il fascicolo è stato aperto dal sostituto Francesco Scavo. Il pm ha affidato delega ai carabinieri del Ros per effettuare l'attività di indagine. Le tracce di Quirico si sono perse da oltre venti giorni. Il giornalista, che si trovava nella zona di Homs, per una serie di reportage, era entrato in Siria, palcoscenico di una violenta guerra civile, il 6 aprile scorso. Secondo quanto è finora emerso, due giorni dopo ha prima mandato un messaggio alla moglie Giulietta, per dirle che era in Siria e che era tutto ok, poi verso sera l'ha chiamata a casa. Martedì 9 l'inviato ha ancora mandato un sms a un collega della Rai nel quale diceva di essere sulla strada per Homs dopodiché si sono persi i contatti.








