Partorisce e getta neonato: gemellino lotta tra vita e morte
Accusata anche di infanticidio la 21enne di Ozzano Emilia
22 luglio, 13:21Correlati
Si aggiungono anche le accuse di infanticidio e occultamento di cadavere a carico della 21enne che l'altra notte ha dato alla luce in casa, a Ozzano Emilia (Bologna) il primo di due gemelli, di circa 23 settimane, poi lo ha messo in un sacchetto di plastica e lo ha gettato in un cassonetto della spazzatura, dove la polizia lo ha trovato morto. L'accusa iniziale di ieri era relativa all'interruzione di gravidanza. Oggi il Pm Domenico Ambrosino ha conferito l'incarico medico legale che deve chiarire molti aspetti."Si tratta di una imputazione provvisoria", ha spiegato l'avv. Massimiliano Cané, nominato d'ufficio per la ragazza. "L'auspicio è che si modifichi dopo gli accertamenti medico legali", ha aggiunto il legale. Il capo di imputazione dice che la giovane dopo aver partorito il feto "ne ha cagionato la morte recidendo il cordone ombelicale e mettendolo in un sacchetto trasparente e gettandolo nel cassonetto dei rifiuti". L'accertamento autoptico sul feto è stato programmato per mercoledì prossimo. Il Pm ha nominato il prof.Carlo Scorretti, medico legale dell'Università di Trieste, il dott.Daniele Trevinasutti, neonatologo dell'ospedale di Padova, il Prof.Michele Franchina, ginecologo di Bologna, e la dottoressa Elia Del Borrello, referente del laboratorio di tossicologia forense. Avranno 60 giorni di tempo per le conclusioni, ma è possibile che vista la delicatezza dell'accertamento i tempi si allunghino. Molti gli aspetti che i consulenti dovranno chiarire. Prima di tutto se il parto è stato indotto o meno. Meno accreditata la prima ipotesi, anche perché a casa non sono stati trovati medicinali o attrezzi (che però potrebbero essere stati gettati) e non ci sono tracce di lesioni nell'utero. Poi, cosa fondamentale, se il piccolo è nato morto o vivo. Nel primo caso resterebbe solo il reato di occultamento di cadavere, se l'aborto è stato spontaneo. Nel secondo il reato potrebbe arrivare sino all'omicidio. Se è nato vivo andrà poi stabilito quanto poteva vivere. Al momento le indagini escludono che la ragazza - che dovrebbe essere dimessa lunedì e che è stata vista in ospedale da uno psicologo - sia stata aiutata da qualcuno. Il coinvolgimento di altre persone allo stato è escluso. Gli amici con cui era uscita la sera, in base a tutti gli accertamenti sin qui compiuti, non l'avrebbero seguita a casa. I genitori - e anche questo è dimostrato - erano fuori a cena. La sorellina è in vacanza. E' possibile pure che il magistrato decida di far valutare da uno psichiatra lo stato oggettivo della giovane. Il ragazzo - quasi un coetaneo e fuori dal gruppo stretto di amici - indicato dalla ragazza come il padre dei due gemelli ha negato, dicendo di non avere avuto rapporti sessuali con la 21enne. A quanto pare i due non si vedevano più da tempo. Andrà, peraltro, stabilito se questo è un aspetto che può interessare le indagini.
Intanto ha superato la notte, ma lotta ancora fra la vita e la morte, il gemellino sopravvissuto al dramma dell'altra sera a Ozzano Emilia, nel Bolognese. il suo peso non arriva al mezzo chilo e il piccolo è assistito con ventilazione meccanica in terapia intensiva prenatale al policlinico Sant'Orsola, con una prognosi definita 'estremamente riservata'. La giovane, anche lei ricoverata nello stesso ospedale, sta meglio, ma non è ancora stata interrogata dalla polizia, a parte le dichiarazioni che ha reso nell'immediatezza dei fatti. Gli investigatori della squadra Mobile hanno parlato a lungo con i genitori e con quattro amici della 21enne, con i quali era uscita la sera stessa del parto e che poi l'avevano riaccompagnata a casa. Gli inquirenti stanno cercando di capire se, quando ha dato alla luce il primo bimbo, fosse davvero sola in casa e abbia dunque fatto tutto da sé.







