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Ruby: Minetti assente. Pm, multarla

La consigliera del Pdl non si presenta a testimoniare. Boccassini: 'Deve avere rispetto'

13 luglio, 20:49
Ruby e Minetti
Ruby e Minetti
Ruby: Minetti assente. Pm, multarla

di Igor Greganti

Per Nicole Minetti non si porrà più il problema di doversi sedere sul banco dei testimoni nel processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi. La certezza è arrivata oggi. Mentre l'ex showgirl smentiva con poche parole le voci che la vedrebbero presto fuori dal Consiglio regionale lombardo su decisione dello stesso leader del Pdl, in Tribunale a Milano, infatti, si prendeva atto per la seconda volta in pochi giorni della sua assenza, con un altro legittimo impedimento presentato , in questa occasione per volare a Parigi per una "visita medica".

Una 'mossa', o almeno così l'ha intesa la Procura, che ha fatto 'infuriare' Ilda Boccassini, la quale già lunedì scorso aveva dovuto incassare un impedimento da parte della Minetti, causa seduta del Consiglio regionale. Il giorno successivo, però - ha ricostruito il pm - è stata notificata al suo legale la nuova citazione per l'udienza di oggi, ma proprio dopo quella seconda chiamata a deporre "risulta che la teste abbia pagato un biglietto aereo on line per Parigi". Un impedimento "costruito", secondo la Procura, e una mancanza di "rispetto per il Tribunale e gli avvocati", da parte di una "persona che rappresenta le istituzioni".

Mentre il difensore della Minetti (che avrebbe anche potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, in quanto imputata nel processo 'parallelo'), l'avvocato Pasquale Pantano, chiariva che la consigliera era Parigi per una "visita medica", Boccassini chiedeva ai giudici di condannarla a una multa. E contemporaneamente, viste le due citazioni andate a vuoto ("azioni dilatorie"), rinunciava ad ascoltarla nel processo. Poco rispetto, hanno tuonato dal canto loro i legali di Berlusconi, gli avvocati Ghedini e Longo, l'ha avuto invece la Procura che "prima ha citato e poi ha rinunciato alla teste". I giudici, infine, preso atto della rinuncia della Procura, hanno deciso di non punirla con una sanzione pecuniaria. Intanto, lei si occupava del suo 'scranno' in Regione: "Dimettermi? No, è solo un'indiscrezione. Io non ho presentato nessuna lettera di dimissioni, sono tranquilla e rimango al mio posto, ma non fatemi dire altro". In aula, nel frattempo, l'accusa ha concluso l'esame dei suoi oltre 90 testimoni, dopo averne tagliati una quarantina.

Oggi sono passate sul banco dei testi le ultime ragazze che hanno raccontato, come altre, che quelle di Arcore erano "cene normali", negando "rapporti sessuali a pagamento", e che poi hanno dovuto 'subire' le contestazioni dei pm sulla base delle intercettazioni. Silvia Trevaini, giovane giornalista Mediaset, al pm Antonio Sangermano che le chiedeva il motivo di quei 440 mila euro versati sul suo conto dall'ex premier nel 2009, ha risposto: "Penso che sia stato un suo gesto affettuoso e mi sono serviti per l'acquisito della seconda casa, la prima comprata nel 2006, sempre grazie a Berlusconi, l'ho venduta". Il presidente del collegio della quarta penale, Giulia Turri, invece ha chiesto conto a Imma De Vivo, una delle gemelle napoletane 'ex Isola dei Famosi', come si mantenesse. E lei: "Adesso non svolgo alcuna attività, ho avuto di recente degli aiuti da Berlusconi, tre bonifici, due da 15mila e uno da 30mila euro". Domande spesso interrotte da una precisazione costante dell'avvocato Ghedini: "Sono irrilevanti rispetto al capo di imputazione".

E Longo al giudice: "Il Tribunale dovrebbe essere al di sopra delle parti, noi avvocati siamo sensibili all'autorità, ma non all'autoritarismo". La pausa estiva ha fatto slittare la ripresa del processo al prossimo 5 ottobre quando, se Berlusconi deciderà di rispondere in aula, potrebbe esserci il suo interrogatorio. Altrimenti si inizierà coi testi della difesa. Al momento i legali hanno deciso di non tagliarli e quindi "allo stato" non hanno rinunciato nemmeno a sentire Ruby, come invece ha già fatto l'accusa. I difensori, comunque, hanno precisato che anche su questo aspetto, "l'esame della persona offesa", dovranno "confrontarsi" con l'ex premier.

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