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Caso Lusi, Rutelli: 'Tutti sapevano? Smentito dalla Procura'

'Nessuna spartizione, i soldi li ha presi lui'

30 marzo, 15:24
Rutelli
Rutelli
Caso Lusi, Rutelli: 'Tutti sapevano? Smentito dalla Procura'

ROMA  - In merito al "tutti sapevano" detto da Lusi riferendosi alla Margherita, Rutelli, Bianco e Bocci sottolineano che il caso è stato chiuso "con il sigillo della Procura: Lusi non ha potuto che mettere a verbale la propria incapacità di indicare il nome di un solo dirigente che fosse a conoscenza" delle sue "attività predatorie".

La pubblicazione di stralci dell'interrogatorio dell'ex-tesoriere Lusi, si legge nella nota diffusa dai tre ex margherita - Rutelli, Bianco e Bocci - "solleva tre punti che rendono necessaria un'immediata precisazione. 1. A proposito delle notizie da più parti pubblicate nelle ultime settimane sotto il titolo "tutti sapevano" - ovvero, circa l'informazione dei dirigenti della Margherita sulle attività illecite del Lusi - il tema è risolto, con l'autorevole sigillo del comunicato ufficiale della Procura della Repubblica di Roma. Il Lusi non ha potuto far altro che mettere a verbale la propria incapacità di indicare il nome di un solo dirigente del partito che fosse a conoscenza delle sue "attività predatorie" (termine usato dai magistrati). Ovviamente coltiveremo le azioni giudiziarie già intraprese in materia, per il risarcimento dei danni derivanti dalle diffamazioni subite. 2. Non vi è bisogno neppure di commentare le asserzioni dell'ex-tesoriere: di avere sottratto enormi cifre con il fine di "metterle da parte per il partito". Le ha intestate a sé stesso e a propri familiari, sulla base della propria esclusiva azione illecita. Egli non può "restituirle, ora che non è più tesoriere", poiché non ne ha la disponibilità, in quanto sono sotto sequestro, e tocca all'autorità giudiziaria disporne. Noi intendiamo recuperare tutto il maltolto, sino all'ultimo euro. 3. Non è mai esistito un "accordo" per la destinazione delle risorse della Margherita. All'oggetto della prossima Assemblea Federale, che nelle nostre intenzioni dovrà essere quella conclusiva, sarà la liquidazione del partito e l'attribuzione delle risorse residue. La legittima e doverosa destinazione di risorse nei 10 anni di vita della Margherita non è mai stata effettuata sulla base di una ripartizione per aree e correnti (salvo, ovviamente, la retrocessione di 25 milioni di euro ai 4 partiti fondatori, ultimata nel 2006 ed iscritta nei bilanci). I fondi destinati al personale, alle attività politiche, alle elezioni, ai servizi, ad Europa etc sono stati disposti direttamente dal Tesoriere, come da Statuto e da sua precisa responsabilità. L'individuazione di quote percentuali, come riportate da alcuni giornali, è del tutto priva di fondamento. Il quotidiano "l'Unità", in particolare, sarà immediato oggetto di azione giudiziaria, per aver pubblicato addirittura un'indicazione economica di un'inesistente "spartizione", mai verificatasi. La Magistratura dispone da ormai settimane di tutti i documenti contabili del partito, per cui ogni illegalità, da chiunque compiuta, potrà essere sanzionata; i nostri consulenti stanno predisponendo bilanci puntuali e rigorosi per l'approvazione dell'Assemblea Federale. Dalle analisi in corso stanno emergendo i sofisticati artifici adoperati dall'ex-tesoriere, ed ulteriori significativi elementi, da noi subito trasmessi agli inquirenti".

EX DL,NO SPARTIZIONI, SOLDI LI HA PRESI LUI
- Le "enormi cifre" sottratte da Luigi Lusi non sono state oggetto di alcuna "spartizione" nel partito né sono state messe da parte per il partito. Lo precisano Rutelli, Bianco e Bocci spiegando che "le ha intestate a sé stesso e a propri familiari, sulla base della propria esclusiva azione illecita".

'PRONTO A RESTITUIRE TUTTO ALLA MARGHERITA'
di Francesco Tamburro
L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi è pronto a restituire il maltolto. Lo ha dichiarato martedi' pomeriggio ai magistrati romani che lo hanno interrogato per sei ore nella veste di indagato per appropriazione indebita, lo hanno ribadito ieri i suoi legalì, Luca Petrucci e Renato Archidiacono. "Abbiamo ricevuto mandato dal senatore Luigi Lusi e da sua moglie - hanno affermato - di procedere alla formalizzazione dell'offerta di cessione di quote della società 'Luigia Ltd' dagli stessi detenuta in favore dei rappresentanti del movimento politico 'La Margherita - Democrazia e Liberta'". Una decisione maturata all'indomani del lungo atto istruttorio tenutosi davanti al procuratore aggiunto Alberto Caperna ed al sostituto Stefano Pesci, alla presenza del neo procuratore capo Giuseppe Pignatone. Cinque pagine di verbale nelle quali l'ex tesoriere, espulso dal Pd, ha ripercorso molte tappe della vicenda. Tra l'altro ha detto che ebbe l'incarico di investire nel migliore dei modi la liquidità del partito, costituita in gran parte da rimborsi elettorali, e di aver operato allo scopo di creare una serie di "posizioni finanziarie e/immobiliari di carattere fiduciario". "Dell'acquisto di immobili - ha aggiunto - peraltro alcuni sapevano. Preferisco non fare nomi perché so bene che nessuno di loro confermerebbe le mie parole".

Al riguardo la procura ha precisato ieri che non corrisponde al contenuto dell'atto istruttorio la ricostruzione, riportata da vari organi di informazione, secondo la quale Lusi "avrebbe affermato che gli investimenti immobiliari e mobiliari da lui effettuati con i fondi della Margherita sarebbero stati concordati con i vertici". Finita la liquidità del partito - ha aggiunto l'indagato - gli "impieghi sarebbero stati dismessi, liquidati a vantaggio e nell'interesse della Margherita". Quanto alle spese personali, Lusi ha affermato che al termine del proprio mandato avrebbe fatto un consuntivo tra quanto da lui speso e le spettanze che "ritengo mi competerebbero". Alla domanda se avesse concordato con qualcuno tali spettanze, il senatore ha detto di ritenere di non rispondere alla domanda. Un capitolo dell'interrogatorio è stato dedicato a quello che Lusi ha definito l'accordo, all'interno della Margherita, per la ripartizione dei fondi e delle spese tra Popolari (60%) e Rutelliani (40%) dopo la fusione tra Margherita e Ds.

 

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