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Arrestato marocchino, progettava attentato sinagoga Milano

15 marzo, 17:58
Jarmoune Mohamed il marocchino arrestato
Jarmoune Mohamed il marocchino arrestato
Arrestato marocchino, progettava attentato sinagoga Milano

ROMA - Il marocchino arrestato questa mattina a Brescia stava progettando un attentato alla sinagoga di Milano. E' quanto hanno accertato nel corso delle indagini gli uomini della Digos dell'Antiterrorismo dopo aver intercettato un messaggio del ragazzo, 20enne, in cui parlava di una "missione jihad". A conferma delle intenzioni del marocchino, i poliziotti hanno trovato in documento salvato nel suo pc in cui era registrato un vero e proprio sopralluogo virtuale alla Sinagoga di via Guastalla a Milano.

L'uomo aveva annotato sul suo pc ogni dettaglio in vista di un attentato alla Sinagoga milanese: misure di sicurezza adottate, personale di polizia impiegato, blocchi eventuali e possibili vie di accesso. Al momento non sono stati fermate altre persone ma gli investigatori non escludono che il giovane possa avere dei complici, anche all'estero.

Indagini parallele a quelle dell'Antiterrorismo sono in corso in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove si trovano soggetti che erano in contatto tramite internet con il marocchino. In questo quadro, gli agenti della polizia di Londra hanno fermato una donna risultata in contatto con il giovane marocchino.

''Dubito che sia una iniziativa individuale, la metodica e la mole della documentazione acquisita non sembrano frutto del lavoro di un folle isolato". Così Roberto Jarach, presidente della comunità ebraica milanese, commenta l'arresto del giovane marocchino. "La notizia - aggiunge Jarach - ci ha colto di sorpresa. Da circa due mesi c'era stato un generico rialzo del livello di attenzione, segnalato dalle Forze dell'ordine, ma non sembravano esserci elementi specifici di preoccupazione". "Per ora - spiega il presidente - conosco il nome solo della persona arrestata, ma mi hanno riferito che potrebbero esserci legami con l'Inghilterra. Stiamo facendo anche noi delle verifiche per capire la consistenza di eventuali cellule terroristiche". "Quello che giunge oggi - conclude Jarach - è uno dei segnali più inquietanti per la comunità ebraica di Milano, città in cui in passato ci sono stati pochi momenti di tensione legati a segnalazioni specifiche".

Non ci sono "particolari allarmi di terrorismo" ma l'arresto del ventenne marocchino a Brescia "é un'attività molto seria". Così il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha commentato l'operazione che ha portato all'arresto del giovane marocchino. "E' una operazione molto bella - ha aggiunto - in cui le nostre forze di polizia hanno lavorato bene anche con gli organismi internazionali".

VIA WEB IL SOPRALLUOGO VIRTUALE ALLA SINAGOGA - Era un vero e proprio hacker il 20enne marocchino arrestato a Brescia perchè, stando agli investigatori, stava preparando un attentato terroristico alla sinagoga di Milano. Lo ha affermato il dirigente della Digos di Brescia Giovanni De Stavola. "Abbiamo acquisito elementi probatori soprattutto sul web - ha detto - e abbiamo eseguito veri e propri pedinamenti informatici". Il giovane, infatti, nel giro di pochi mesi ha cambiato almeno 7 profili Facebook e oltre 10 account di posta elettronica, oltre ad aver effettuato un vero e proprio 'sopralluogo virtuale' tramite Google maps dell'area della sinagoga di via Guastalla a Milano. Tramite internet il marocchino avrebbe fatto una ricognizione del suo obiettivo, prestando particolare attenzione ai dispositivi di sicurezza attivati, come la presenza di un'auto della polizia. Il ragazzo era anche riuscito a proteggere con efficacia con un particolare software il proprio computer; da qui il nome dell'operazione di polizia, 'Firewall'. Mohamed Jarmoune aveva una vita normale e lavorava come operaio siderurgico. "Non aveva mai mostrato problemi di inserimento sociale - ha affermato il questore di Brescia Lucio Carluccio - ma aveva fatto propria l'ideologia che rigetta la società occidentale, considerata infedele". A quanto si apprende non aveva mai frequentato la moschea, ma era comunque affascinato dal modello ideologico islamico e gestiva anche un gruppo su Facebook insieme ad una donna residente a Londra, sulla quale sta investigando la Metropolitan police inglese.

VENTENNE ARRESTATO E' TIPICO 'NUOVO JIHADISTA' - Il profilo del 20enne marocchino arrestato a Brescia è frutto del nuovo modus operandi di al-Qaida. "Non siamo di fronte ad un'organizzazione criminale nell'accezione tradizionale- ha spiegato il questore di Brescia Lucio Carluccio -. Sono sempre meno le cellule jihadiste che operano fisicamente sul territorio; al contempo, però, nascono con grande velocità e facilità gruppi di giovani isolati ma che rimangono in contatto grazie alle relazioni che si possono mantenere via web". "Fa parte della nuova strategia mediatica di al-Qaida, adottata nell'ultimo decennio: si vogliono indottrinare uno ad uno giovani musulmani residenti nei Paesi occidentali - ha spiegato Vincenzo Di Peso della Direzione centrale della polizia di prevenzione. - Il messaggio che viene loro inviato tramite siti web e pubblicazioni ad hoc è 'colpite come e quando potete'". Siamo di fronte, è stato spiegato nella conferenza stampa in questura a Brescia, ad un vero e proprio esercito di singoli potenziali jihadisti che si addestrano autonomamente tramite il web. "Per questo la minaccia è più polverizzata e per questo più difficile da cogliere, - ha affermato Di Peso - sono i singoli che si autopromuovono".

ARRESTATA A LONDRA SOSPETTA COMPLICE MAROCCHINO - Scotland Yard ha arrestato oggi a Londra una donna legata al complotto terroristico contro la sinagoga di Milano. La 40enne è stata fermata in un raid alle prime luci dell'alba nella sua casa nel sud della capitale. Gli inquirenti britannici e italiani stanno cercando di stabilire il legame tra i due sospetti. La donna è sotto interrogatorio mentre il suo appartamento viene perquisito. Un portavoce della polizia ha affermato: "Alle 4.30 circa gli agenti dell'antiterrorismo hanno arrestato ua donna di 40 anni sospettata di reati sotto la sezione 58 della legge antiterrorismo del 2000. E' stata arrestata nel sud di Londra ed é stata portata alla stazione di polizia locale dove rimane sotto custodia. Un mandato di perquisizione è stato eseguito per una residenza legata all'arresto ed è tuttora in corso".

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