Percorso:ANSA.it > Cronaca > News

Memoriale Berlusconi: 'Sono innocente'

24 febbraio, 19:06
Un dossier del giudice relatore Domenico Spina, presentato nel processo d'appello a carico dell'avvocato inglese David Mills
Un dossier del giudice relatore Domenico Spina, presentato nel processo d'appello a carico dell'avvocato inglese David Mills
Memoriale Berlusconi:  'Sono innocente'

"Di fronte a questi argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe dovuto chiudere il processo": così Silvio Berlusconi, conclude una lunga memoria diffusa alla vigilia della sentenza Mills. "L'avvocato Mills - premette - era uno dei tantissimi avvocati di cui all'estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest. Io non ricordo di averlo mai conosciuto. A processo avviato ho appreso dagli atti processuali che Mills era l'avvocato di un armatore italiano residente in un Paese africano, del quale gestiva anche il patrimonio e seguiva gli affari. Dai conti di tale armatore, oltre a trattenersi il denaro corrispondente a parcelle emesse, si era trattenuto anche 600.000 dollari quale ulteriore compenso professionale. Per non pagare l'imposta del 50% al fisco inglese e per non dover dividere la restante somma con i suoi soci di studio, Mills si inventò la storia che quei seicentomila dollari non erano frutto di una attività professionale, ma di una donazione esente da tasse. Gli venne in mente il nome di un dirigente Fininvest con il quale aveva avuto rapporti in passato, Carlo Bernasconi. E si inventò che quei soldi erano una donazione di Bernasconi. Perché proprio di Bernasconi? Perché Bernasconi nel frattempo era morto. E perché Bernasconi gli avrebbe dato quei soldi? Per riconoscenza, perché Mills, due anni prima della pretesa donazione, sarebbe stato attento, rendendo due testimonianze processuali in Italia, a non penalizzare il gruppo Fininvest e Silvio Berlusconi".

Una tesi "risibile": "Mills era un testimone dell'accusa e in quelle occasioni le difese si opposero addirittura alla sua audizione. Se fosse stato un teste 'amico' - argomenta - ovviamente non vi sarebbe stata opposizione alcuna. Invece era certamente un teste ostile tanto che le sue dichiarazioni furono utilizzate quale punto principale per motivare, in primo grado, due sentenze di condanna. I due processi furono poi vinti da Fininvest in appello e in Cassazione. Non solo. Era anche in corso fra la Fininvest e Mills un aspro contenzioso poiché questi si era trattenuto una ingente somma pari a ben 10 miliardi di lire di allora, che non voleva restituire e che poi effettivamente non restituì trattenendosela. E' evidente quindi che mai si sarebbe potuto riconoscere alcunché a chi con le sue testimonianze era stato causa di due sentenze di condanna e si era trattenuto una somma così elevata ed oggetto di richiesta di restituzione". Ecco come nasce il caso: "L'avvocato Mills - racconta Berlusconi - avendo in corso una verifica fiscale e non volendo né pagare le tasse né dividere quei 600.000 dollari con i soci del suo studio, come aveva dovuto fare con i 10 miliardi che aveva trattenuto quale compenso professionale, tentò tramite il suo commercialista di costruire una storia verosimile per il fisco inglese. Ma gli andò male perché il fisco scoprì il trucco. I pubblici ministeri italiani, avvertiti, gli piombarono addosso e in un drammatico interrogatorio durato dieci ore a Milano, Mills, ormai sfinito e temendo di venire arrestato, come ebbe a spiegare egli stesso, diede una versione di comodo per poter ritornare immediatamente in Inghilterra". Ma "tornando in Inghilterra si rese conto di essersi comportato in modo del tutto incongruo e che la sua tesi era insostenibile e decise finalmente di dire tutta la verità. Nelle sue recenti testimonianze nel processo ha ricordato di avere indicato anche ai PM di Milano che i soldi erano dell'armatore Attanasio, affermazione che invece i PM, sempre secondo Mills, si astennero dal verbalizzare.

La procura milanese utilizzò invece la sua prima dichiarazione al fisco per montare con grande gaudio e grande risonanza mediatica questo processo a mio carico. Ripeto: né le mie società né tanto meno io, avevamo ragioni per fare quel versamento a Mills che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di due sentenze di condanna. Davvero una totale assurdità! E, naturalmente, di un tale importante versamento avrebbe dovuto trovarsi una prova che, naturalmente, non essendoci stato, non si è trovata davvero". "Nel 2006 promossi addirittura una conferenza stampa a Palazzo Chigi perché i miei avvocati erano riusciti a reperire la documentazione che provava in modo indiscutibile il passaggio dei seicentomila dollari dall'armatore a Mills. Sono stati ricostruiti tutti i movimenti contabili dei conti correnti di Mills e del suo cliente documentando 'per tabulas' provenienza e destinazione del denaro. Ma - aggiunge - c'é dell'altro. Già tre anni fa il processo sarebbe caduto in prescrizione, se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non si fosse inventata la stupefacente tesi che il reato di presunta corruzione non si perfeziona nel momento in cui il corrotto riceve i soldi dal corruttore, ma nel momento in cui comincia a spenderli! Cioé due anni dopo, proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione. Per finire l'ultimo paradosso: il fisco inglese, dopo indagini approfondite, ha deliberato di far pagare a Mills l'imposta del 50% più una forte penalità, su quei seicentomila dollari, proprio perché ha accertato che si trattava di un corrispettivo dovuto per una prestazione professionale e non di una donazione da parte di terzi che, come donazione, sarebbe stata esente da tassazione". "Questi - conclude - sono i fatti. E così li ha raccontati lo stesso Mills testimoniando nei giorni scorsi. L'avvocato Mills, sentito per ben cinque udienze quale testimone, ha radicalmente escluso, comprovandolo con riscontri documentali, di aver mai ricevuto somme di denaro da chicchessia per aver reso delle dichiarazioni in precedenti processi non rispondenti al vero. Tale testimonianza ha trovato totale riscontro negli atti di causa e non potrebbe che portare ad altro che ad una sentenza di prima e totale assoluzione".

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni