Caso Lusi: accertamenti pm su altri 20 milioni
Destinatari non risultano di facile identificazione
20 febbraio, 15:38Correlati
Il lavoro dei pm romani che indagano sull'ex tesoriere Dl, Luigi Lusi, si sta concentrando su più di 20 mln di euro (dei 60 transitati sui conti), oltre ai 13 mln già oggetto di inchiesta. Dalle verifiche dei movimenti nei due conti correnti Dl tra il 2007 e il 2011 ci sarebbero oltre 20 milioni con destinatari di non facile identificazione. Obiettivo dei magistrati Š capire se l'ex tesoriere si sia appropriato di altre somme, destinandole all'acquisto di ulteriori immobili, e se parte dei fondi degli ex Dl siano finiti a soggetti a cui non potevano essere destinati in base allo statuto del partito. Oggi, intanto, il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha provveduto a sequestrare, su disposizione del Gip di Roma, Simonetta D'Alessandro, le quote della TTT e della Paradiso Immobiliare,titolari,rispettivamente, dell'appartamento da 1,9 milioni nel centro di Roma, in via Monserrato e di una villa a Genzano del valore di circa 3 milioni.
IA GIP SI' A SEQUESTRO QUOTE SOCIETARIE - Via libera lo scorso 17 febbraio del gip di Roma al sequestro preventivo delle quote societarie delle societa' ''TTT'' e ''Paradiso immobiliare'' del senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di essersi appropriato di 13,5 milioni di euro dalle casse del partito. La decisione e' a firma del magistrato Simonetta D'Alessandro. I pm Alberto Caperna e Stefano Pesci avevano sollecitato il sequestro preventivo, che sara' eseguito nei prossimi giorni dalla Guardia di Finanza, recependo una richiesta della Margherita volta ad ottenere garanzie in merito alla trattativa in corso tra il parlamentare ed il partito circa la restituzione di una parte del maltolto. Le due societa' immobiliari sono proprietarie dell'appartamento di via Monferrato, nel centro di Roma, e della villa di Genzano acquistati da Lusi con denaro sottratto illecitamente dalle casse del partito. Nei giorni scorsi Lusi ha proposto la restituzione di cinque milioni di euro dapprima attraverso una fideiussione, ritenuta inadeguata dalla Margherita e, successivamente, il pegno delle quote delle societa' immobiliari. Intanto oggi i pm Caperna e Pesci hanno sentito come testimone Giuseppe De Meo, direttore generale della Margherita ed esperto di questioni contabili. Secondo quanto si e' appreso, nel corso dell'atto istruttorio sono stati chiesti al teste chiarimenti in merito ad alcune movimentazioni di denaro riconducibili a Lusi indicate nei rendiconto acquisiti nei giorni scorsi. Quello di oggi e' stato un primo contatto tra gli inquirenti e De Meo e non e' escluso che alla luce della complessita' di tutte le operazioni contabili fatte dall'ex tesoriere possa tornare nuovamente a piazzale Clodio.








