Protesi Pip, fondatore rilasciato su cauzione
L'accusa per Jean Claude Mas non e' piu' quella di omicidio ma di lesioni colpose
27 gennaio, 19:06
MARSIGLIA - Il fondatore della società di protesi mammarie Pip Jean Claude Mas, al centro di uno scandalo mondiale, è stato accusato oggi a Marsiglia di 'lesioni colpose'. Lo si è appreso presso il suo avvocato. Mas, 72 anni , che era stato arrestato ieri mattina, è stato posto sotto controllo giudiziario dalla giudice Annaik Le Goff contro il versamento di una cauzione di 100.000 euro, ha precisato il legale Yves Haddad dopo oltre due ore di audizione.
Mas - ha precisato il suo avvocato - è stato quindi rilasciato su cauzione e sottoposto a regime di sorveglianza, e l'accusa contro di lui non è più quella di omicidio, ma quella, meno grave, di lesioni colpose. Il rilascio è stato deciso dopo una giornata di interrogatori.
Il proseguio delle indagini potrà comunque condurre a un processo - ha aggiunto il legale - che si preannuncia più lungo e complesso di quello, per frode, che già Mas deve affrontare, previsto per il prossimo mese di ottobre.
Fra le 400.000 e le 500.000 donne nel mondo sono portatrici delle protesi fabbricate dalla Pip in modo fraudolento con silicone che non sarebbe stato destinato ad uso medico. Secondo le autorità sanitarie, chi ha le protesi della Pip ha rischi più elevati della media di fughe di silicone e di rottura dell'involucro.
La ditta fondata da Mas è in fallimento dal 2010 ed ha ormai ammesso di aver fabbricato il gel di silicone non omologato, pur se respinge ogni ipotesi di pericolo per la salute. "Sapevo che il gel non era omologato - aveva detto Mas lo scorso ottobre ai gendarmi che lo interrogavano - ma l'ho fatto espressamente perché il Pip era meno caro e di migliore qualità".
In Francia sono esplose polemiche nei mesi scorsi per 20 casi di cancro, di cui 16 al seno, denunciati da altrettante portatrici di impianti Pip (Poly Implant Prothese), ma non è al momento stato accertato alcun legame di causa-effetto. Le autorità sanitarie francesi hanno comunque raccomandato alle 30.000 donne interessate di farsi asportare le protesi.







