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Tragedia Costa, comandante: impattato con roccia non segnalata

16 gennaio, 10:38
Soccorsi ai passeggeri della nave Costa Concordia
Soccorsi ai passeggeri della nave Costa Concordia
Tragedia Costa, comandante: impattato con roccia non segnalata

E' in stato di fermo il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Lo conferma il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio che lo sta interrogando da alcune ore.

I reati contestati a Schettino, e al primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c'erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo.

''Quella roccia non era segnalata sulla carta, non c'era, non doveva esserci''. Il comandante Francesco Schettino ripete il ritornello come un bambino che ha imparato la poesia a memoria: ai soccorritori che l'hanno salvato su una roccia dell'isola del Giglio a due passi dal porto, agli investigatori che da questa mattina stanno cercando di capire come e perche' la 'Concordia', gioiello della Costa Crociere, sia finita contro uno scoglio a meno di duecento metri dalla riva. In un punto dove non avrebbe dovuto essere.

Schettino - che, secondo la compagnia, era sul ponte di comando al momento dell'incidente - sa bene che la sua versione fa fatica a tenere. E non e' un caso che sull'isola piu' di un abitante va incontro ai cronisti per dire che no, non e' proprio vero, che 'Le scole' - cosi' si chiamano il gruppo di scogli dove e' finita la corsa della Concordia - non ci sono sulle carte. ''Le isolette attorno al Giglio, come Le scole, sono tutte ben segnalate sulle mappe - afferma sicura Stefania Pini, titolare di un bar al porto - chi va per mare questo lo sa e lo sappiamo bene noi dell'isola''. Ma Schettino va dritto per la sua strada: ''e' successo che mentre camminavamo con la normale navigazione turistica ci siamo scontrati con uno spunzone di roccia che non era segnalato. Eravamo a 300 metri dagli scogli e quello sperone non doveva esserci. Io e l'equipaggio siamo stati gli ultimi ad abbandonare la nave''. Fa muro anche la compagnia, anche se non puo' non ammettere che quella navigazione cosi' vicino alla costa e' quantomeno anomala. E va spiegata al piu' presto.

''Sara' l'inchiesta della magistratura a chiarire se si sia trattato di un guasto tecnico o di altro. Da parte nostra ci sara' una collaborazione franca, completa e trasparente con l'autorita' giudiziaria'' dice Gianni Onorato, il direttore generale della Costa Crociere spedito al Giglio per assistere gli oltre 3mila passeggeri nel miglior modo possibile e cercare di spiegare una tragedia che ha ancora diversi punti oscuri. Parole che, di fatto, non escludono l'errore umano. Quello che piu' o meno tutti, sull'isola, danno per certo. Costa Crociere, invece, esclude in maniera assoluta qualsiasi errore nelle procedure di evacuazione della nave. Nonostante diversi passeggeri abbiano raccontato che dal momento dell'impatto con lo scoglio, all'ordine di abbandonare la Concordia, sia passata oltre un'ora.

''Le procedure di sicurezza ed evacuazione previste in questi casi sono state eseguite nei tempi corretti, le norme sono state rispettate dal comandante - spiega Onorato - e corretta e' stata anche la decisione del comandante di evacuare la nave Concordia quando ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza''. Le cose si sono pero' complicate in seguito ad una ''repentina inclinazione'' del gigante lungo 290 metri, che ha reso difficile e in alcuni casi impossibile calare le scialuppe e le zattere cosi' come previsto dalle procedure. Certo e' che in quei momenti, dice Onorato, ''l'unico che può prendere decisioni sui tempi e' il comandante. E noi dobbiamo rispettarle''.

Cosi' come e' certo che ''in 64 anni di storia questo e' il momento piu' tragico per Costa Crociere'' ammette a mezza bocca Onorato. Sapendo che si tratta di un duro colpo per la compagnia. ''Ma il nostro pensiero in questo momento va alle vittime, alle loro famiglie, ai nostri ospiti e anche all'equipaggio, che ha operato in condizioni difficilissime. Quando saremo certi che tutti gli ospiti e l'equipaggio saranno tornati a casa - conclude il direttore generale - allora capiremo i motivi dell'incidente. E soprattutto avvieremo un'indagine per far si' che non avvenga mai piu'''.

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