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Sacchetti di plastica duri a morire

Un terzo dei negozianti li usa

13 gennaio, 17:20
I sacchetti di plastica sono stati aboliti dal primo gennaio dello scorso anno
I sacchetti di plastica sono stati aboliti dal primo gennaio dello scorso anno
Sacchetti di plastica duri a morire

ROMA - L'uso dei bio-shoppers, i sacchetti biodegradabili, riguarda il 96% dei negozianti, e quello dei sacchetti di carta il 68%. Scarsa, però, è la conoscenza del materiale dei sacchetti biodegradabili: solo il 10% di chi ha dichiarato di usare il biodegradabile sa che si tratta di un materiale compostabile, il 77% non sa. E c'é ancora chi usa i 'vecchi' sacchetti di plastica: a un anno dall'entrata in vigore del divieto delle buste non biodegradabili, un terzo dei negozianti italiani usa ancora questi sacchetti inquinanti. Lo rileva un'indagine Ispo per Assobioplastiche presentata, in occasione della conferenza 'Un anno di divieto: dodici mesi di successi con molte domande', sulla ricezione della legge da parte dei commercianti italiani di cui é stata data un'anticipazione.

La ricerca, sottolinea l' associazione, "evidenzia alcune criticità che richiedono risposte urgenti da parte del governo, per dare maggiore chiarezza sia ai produttori che agli utilizzatori". Sarà presentata anche un'analisi del Consorzio Italiano Compostatori che indica un cambio di abitudini degli italiani nell'utilizzo degli shopper compostabili "con particolare riferimento alla raccolta differenziata della frazione organica" dei rifiuti.

Già a 6 mesi dall'entrata in vigore del divieto era emerso, sempre da una ricerca commissionata a Ispo da Assobioplastiche, che la quasi totalità degli italiani (93%) era consapevole che dal 2011 non è più possibile commercializzare i classici sacchetti in plastica, e circa 6 su 10 avevano espresso il loro consenso in modo convinto. Secondo Assobioplastiche, il comparto delle bioplastiche negli ultimi due anni ha incrementato gli addetti del 10%, arrivando ad un giro d'affari di oltre 500 milioni di euro. "Grazie a questi sviluppi - sottolinea - in Italia sono già stati riconvertiti impianti chimici fermi o destinati alla chiusura in diverse parti del Paese".

CLINI, LAVORIAMO A NORMA - "Stiamo lavorando sulla norma. Bisogna applicare la legge e identificare le caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità dei sacchetti di plastica". Così il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, intervenuto all'incontro "Un anno di divieto: dodici mesi di successi con molte domande", organizzato a Roma da Assobioplastiche, in merito all'esclusione della norma nel testo del cosiddetto decreto Milleproroghe dell'articolo che stabiliva i corretti parametri di biodegradabilità nell'ambiente e compostabilità degli shopper.

Da decidere ancora la forma della nuova norma, o come emendamento o come decreto Sviluppo Economico e Ambiente. Secondo Clini bisogna "arrivare fino in fondo alla procedura avviata nel 2007 e su questo non c'é da aprire una discussione. la strada maestra non si discute". "Abbiamo l'opportunità di dare forza a una filiera produttiva per dare forza all'industria italiana", ha proseguito Clini che, ricordando il suo passato da medico del lavoro a Porto Marghera e i due accordi sulla chimica uno a fine anni '80 e l'altro nel '98, ha sottolineato che sostenere la ''chimica verde è un asset strategico per il nostro Paese".

"Non è questione di lobby ma di stare ai fatti - ha proseguito Clini - e considerare come si muove l'economia mondiale". Questa filiera "non affama nessuno e va spiegata ai consumatori", ha detto il ministro invitando a non perseguire "campagne ideologiche" perché "se diciamo che mette a rischio la sicurezza alimentare siamo sulla strada sbagliata".

FARE VERDE,DEVONO ESSERE COMPOSTABILI  - "Degradabile non basta, gli shopper devono essere compostabili". A dirlo Massimo De Maio, presidente di Fare Verde della norma che dovrebbe chiarire i parametri di dispersione nell'ambiente dei sacchetti. "Abbiamo accolto con piacere la nota del ministero dell'Ambiente del 31 dicembre 2011 che smentiva le voci di una possibile cancellazione della norma che vieta la commercializzazione di buste in plastica non biodegradabile - afferma De Maio - Ma non basta. Ora attendiamo la normativa che definisca i criteri di biodegradabilità in conformità con le normative europee in modo da poter esser utilizzato anche per la raccolta differenziata dell'umido". Secondo De Maio "non basta aggiungere un additivo alla plastica tradizionale per spacciare i sacchetti della spesa come biodegradabili". Pertanto, "chiediamo al ministro Clini di approvare al più presto le norme che impongono la piena compostabilità".

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