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Tangenti: Formigoni, vogliono colpire la nostra esperienza

02 dicembre, 12:08
Formigoni
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Tangenti: Formigoni, vogliono colpire la nostra esperienza

MILANO - "Qualcuno vuole colpire la nostra esperienza politica". E' la conclusione tirata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,sullo scandalo delle tangenti che ha coinvolto il vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani. "Abbiamo sviluppato in questi anni la migliore esperienza regionale in Italia - ha proseguito - con servizi di altissimo livello e anche dal punto di vista della trasparenza abbiamo messo in moto meccanismi di garanzia, un dato che è chiaro a tutti". Dunque, in risposta alle richieste di dimissione che ha ricevuto da più parti, Formigoni ha replicato che "le responsabilità sono delle singole persone", mentre "é una speculazione politica voler colpire l'esperienza politica che guida il governo della Regione Lombardia". Alla domanda su chi siano i soggetti che vogliono colpire la regione, Formigoni ha replicato: "tutti quelli che si sono messi a invocazione le dimissioni e dimenticano che ci sono personaggi indagati e di grandissimo peso anche nell'opposizione". Il presidente della Lombardia ha poi ribadito la propria posizione sul fatto che "non ci sono responsabilità collettive, l'azione della giunta è ineccepibile e virtuosa".

INTERROGATO IL VICEPRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDIA - E' durato circa 45 minuti l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Cesare Bonamartini di Franco Nicoli Cristiani, il vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia arrestato nell'ambito di un'inchiesta per una tangente da 100 mila euro. L'accusa a carico del 68enne bresciano in forza al Pdl è corruzione aggravata.

Il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristiani, arrestato ieri per corruzione, intende rinunciare a qualsiasi carica e funzione politica non appena gliene sarà data la disponibilità. "Il mio assistito - ha dichiarato l'avvocato il suo difensore, Piergiorgio Vittorini dopo l'interrogatorio - si è reso disponibile a rispondere alle domande degli inquirenti, a patto che gli venga data la possibilità di leggere gli atti che costituirebbero fonte di prova contro di lui. E' sua intenzione - ha spiegato - rinunciare a qualunque carica e funzione politica, non appena gliene sarà data la possibilità". In questo modo, ha spiegato il legale di Nicoli Cristiani, potrebbe venir meno l'unica ragione leggibile nell'ordinanza che giustifica la custodia cautelare in carcere: il pericolo di reiterazione del reato. Il legale ha chiesto gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato cinque giorni per valutare le richieste della difesa.

FORMIGONI, ADDOLORATO MA NO DIMISSIONI - "Per carità non capisco perché dovrebbe essere così per responsabilità personali che non riguardano la giunta". Così il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha riposto a una domanda su eventuali sue dimissioni dopo l'inchiesta sulle presunte tangenti a Brescia. Formigoni ha comunque aggiunto: "Mi addolora, mi immalinconisce, mi sconcerta vedere uomini dedicati alla politica cedere a comportamenti illegali e contrari alla mia idea di politica al servizio del bene pubblico". Formigoni ha ribadito che per quanto atteneva alle competenze della Regione "é stato tutto eseguito a regola d'arte dalla giunta. Se ci sono responsabilità vanno trovate altrove".

E ha sottolineato in particolare che "nessuna persona indagata o arrestata ha mai partecipato a questa fase di autorizzazione" della discarica di Cappella Cantone, mentre per quanto riguarda il capitolo Brebemi, "la responsabilità della gestione dei cantieri è in carico alle società". Il presidente della Lombardia ha quindi osservato che c'é "la consapevolezza che le grandi opere in corso in Lombardia, in prospettiva anche l'Expo, attirano o possono attirare l'interesse della malavita o di operatori disonesti". Proprio per questo ha ricordato le misure di controllo e prevenzione decise negli ultimi anni dalla Regione. "Ma evidentemente - ha aggiunto Formigoni con un pizzico di amarezza - non si è sorvegliato abbastanza, non si sorveglia mai abbastanza, e i controlli vanno potenziati: non si può dunque che essere grati alla magistratura, che ha sicuramente strumenti più efficaci dei nostri".

LUNEDI' FORMIGONI INTERVIENE IN CONSIGLIO REGIONALE - Lunedì il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, interverrà al Consiglio regionale sulle recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la Regione. "Ho informato il presidente del Consiglio regionale Davide Boni - dice Formigoni in una nota - che lunedì intendo intervenire in Aula sulle recenti vicende oggetto dell'azione della magistratura".

"Apprezzo il gesto del Presidente Formigoni e lo ringrazio per la sua disponibilità ad essere presente in Aula lunedì prossimo", ha detto in una nota il presidente del Consiglio regionale e della Lombardia, Davide Boni. Il Consiglio regionale della Lombardia è stato convocato lunedì pomeriggio (con prosecuzione martedì mattina). Le sedute del Pirellone si tengono di norma nella sola giornata di martedì.

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