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Claps: Restivo condannato a 30 anni

Giiudicato con rito abbreviato

13 novembre, 12:02
Claps: inchiesta procura su perizia Dna
Claps: inchiesta procura su perizia Dna
Claps: Restivo condannato a 30 anni

degli inviati Patrizia Sessa e Francesco Loscalzo

SALERNO - Quando ha sentito che Danilo Restivo era stato condannato a trenta anni, al massimo della pena prevista, Filomena ha alzato gli occhi al cielo: "Elisa, figlia mia, giustizia è stata fatta", ha detto. Poi, ha pianto. E come lei, quasi tutti nell'Aula G 207 del Tribunale di Salerno dove oggi l'omicida di Elisa Claps, a 18 anni dalla sua morte, è stata condannato dal giudice Elisabetta Boccassini. Elisa, 18 anni fa, era poco più che una bambina. Aveva 16 anni quando fu accoltellata più e più volte nel sottotetto della Chiesa della SS. Trinità di Potenza. Lì dove è stata per 17 anni e lì dove, il 17 marzo dello scorso anno, è stata ritrovata. Non era più un corpo, no. Di lei c'erano solo dei resti, "non ho potuta neanche toccarla, abbracciarla", dice mamma Filomena che oggi era piena di rabbia. E di emozione.

Guai a parlarle di perdono, "mai per Restivo", ha ripetuto per tutto il giorno. "Se me l'avesse fatta ritrovare, se me l'avesse fatta abbracciare, allora forse le cose sarebbero state diverse", dice. Ma Restivo non lo perdonerà mai. Ed è a Danilo, "che deve marcire in Inghilterra" dove è detenuto per l'omicidio di un'altra donna, che mamma Filomena si rivolge: "Prendi carta e penna e scrivimi la verità, dimmi chi ti ha coperto". E lo stesso appello lo rivolge anche alla mamma di Danilo: "Ha sempre detto al figlio di non parlare, di non rispondere, ora gli dica di dire la verita". La verità, già. Quella ancora deve uscire. Perché si sa che Danilo Restivo ha ucciso Elisa. Ma non si sa chi lo aiutato. Ed è per questo che mamma Filomena, al collo oggi un crocefisso che aveva indossato sua figlia, se la prende come sempre, in questi 18 anni, con la Chiesa: "Sono cattolica, cristiana, credente ma quello che hanno fatto a me e ad Elisa determinati membri della Chiesa non dovevano farlo. Ed è la verità sulla Chiesa che voglio e che deve venire fuori a tutti i costi". Quella stessa Chiesa di Potenza che oggi, alla sentenza di condanna, ha riservato un secco "no comment". Se la prende, poi, mamma Filomena, anche con il magistrato "che ha condotto le prime indagini, si deve fare un esame di coscienza. Cosa ha fatto per Elisa, quanto dolore mi ha dato in questi 18 anni, avrei potuto abbracciare Elisa se me l'avesse fatta trovare quel giorno stesso.

Oggi non ho potuto toccare Elisa, non la potrò toccare, posso solo andare sulla sua tomba". Trenta anni, dunque. Il massimo della pena che si poteva ottenere, visto il rito abbreviato. E poi, 700mila euro di risarcimento provvisionale, interdizione perpetua dai pubblici uffici e libertà vigilata per tre anni dopo l'espiazione della pena. E dire che i difensori di Restivo, Mario e Stefania Marinelli, oggi nella loro arringa hanno cercato di cambiare innanzitutto l'immagine di Restivo, "non un mostro, un ragazzo un po' strano ma non un serial killer". E poi, il giorno della sua scomparsa "Danilo ha incontrato Elisa in chiesa, poi l'ha vista uscire". Come dire, nel sottotetto non c'é mai salito con Elisa che è "piuttosto andata con qualcuno di cui si fidava". Nell'assoluzione ci speravano. Ed ora, a sentenza di condanna pronunciata, annunciano che faranno appello, subito dopo aver letto le motivazioni. Emozionata anche l'impassibile pm Rosa Volpe che in questi anni, insieme a Luigi D'Alessio, non si è mai fermata e non si fermerà visto che ha aperto un'inchiesta anche sul ritrovamento del corpo di Elisa, che potrà far luce sui sodali di Danilo: "Giustizia è stata fatta nei limiti che può fare una sentenza per un fatto così grave". E' commossa, tanto, anche l'avvocato dei Claps, Giuliana Scarpetta: "E' solo colpa della Chiesa se Restivo non ha avuto l'ergastolo.

Ma noi non ci fermeremo, scopriremo tutta la verità ". Mamma Filomena, piena zeppa di dolore, ha la forza di abbracciare idealmente anche le altre mamme che hanno perso i loro figli senza un perché: immediatamente dopo la sentenza, ricorda le mamme di Angela Celentano, Meredith Kercher, Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Emanuela Orlandi, e tante ancora che non hanno smesso di lottare e cercare la verità. Accanto a lei, come sempre, ci sono i figli Luciano e Gildo. Anche loro hanno gli occhi lucidi. Gildo parla di giustizia, di verità. Poi, si ferma, respira e parla con Elisa: "Cara sorellina, ce l'abbiamo fatta".

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