Giallo a Brescia, trovato morto operaio con testa in sacchetto
In una ditta di Montichiari nei pressi di un altoforno, con delle ferite al capo e un sacchetto di cellophane in testa
13 agosto, 19:26Correlati
di Mario Pari
MILANO- Un colpo di pistola alla testa, un altro esploso senza che andasse a segno. Poi quel sacchetto di plastica sul capo di Michele Peroni, 27 anni, operaio alla Fassa Bortolo di Montichiari, azienda che produce calce. Il delitto è avvenuto in piena notte, con ogni probabilità al primo piano dell'azienda. Il corpo è poi stato trascinato su un ascensore e portato al terzo piano, vicino ad un forno, dove a 1000 gradi viene preparata la calce.
A causa del calore sembra sia difficile ora risalire con estrema precisione all'ora della morte. Durante la notte erano in due nella fabbrica: Michele Peroni e un collega che oggi è stato interrogato a lungo dai carabinieri della compagnia di Desenzano e del Nucleo Investigativo. Si sarebbero dovuti incrociare, nel controllo dei forni, ogni 20 minuti, ma secondo quanto riferito agli investigatori, questo non avveniva da circa due ore. Così, ha raccontato il testimone, è andato a cercarlo e l'ha trovato al primo piano, supino in un lago di sangue, la testa nel sacchetto di plastica. Nella vita della vittima, che da una decina d'anni viveva a Ghedi con i genitori, non è emerso nulla che potesse fare pensare a una simile fine.
I colleghi, sconvolti, hanno parlato di "una persona tranquilla, taciturna, con la passione dei minerali e della grafica". Alcuni di loro sono stati sottoposti, dai carabinieri all'esame dello stub, il vecchio guanto di paraffina, che consente di rilevare tracce di polvere da sparo sulle mani. Non è escluso che l'omicida volesse buttare il corpo nel forno dove si produce la calce e la temperatura raggiunge i 1000 gradi. A Ghedi, dove il giovane viveva con i genitori, la notizia dell'omicidio si è diffusa nel pomeriggio. Ma a quanto si è appreso il giovane non era particolarmente conosciuto. La famiglia infatti si era trasferitàin paese una decina di anni fa, ma il ragazzo non aveva particolari frequentazioni. La scorsa notte, secondo quanto si è appreso dai colleghi era stato messo al turno notturno, dalle 22 alle 6 del mattino, per una sostituzione estiva, ma solitamente lavorava di giorno.






