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Mills: Berlusconi in aula, Attanasio: 'mai dato soldi'

Armatore: 'Non diedi 600mila dollari all'avvocato inglese'. Saltano 4 udienze, rinvio al 18 luglio

19 giugno, 13:44
Processo Mills, Berlusconi lascia palazzo giustizia diretto ad Arcore
Processo Mills, Berlusconi lascia palazzo giustizia diretto ad Arcore
Mills: Berlusconi in aula, Attanasio: 'mai dato soldi'

di Igor Greganti

Non fosse stato per la 'selva' di telecamere fuori dal Palazzo di Giustizia e per il presidio di guardie del corpo e carabinieri, la presenza di Silvio Berlusconi nell'aula del processo Mills in veste di imputato sarebbe passata quasi inosservata. Nemmeno una parola alla stampa da parte del premier, nessuna dichiarazione ai giudici e nessun supporter del presidente del Consiglio fuori dal Tribunale di Milano. A parlare ci ha pensato Diego Attanasio, l'armatore napoletano testimone 'chiave' del processo, che ha ribadito di non aver mai dato 600 mila dollari a Mills, fornendo una versione che gia' contrastava con quella della difesa dell'avvocato inglese e che va a favore dell'accusa anche nel processo al presidente del Consiglio. ''Lei ha mai regalato 600 mila dollari a Mills?'', ha domandato il pm Fabio De Pasquale all'armatore, che in passato era stato cliente di David Mills, il quale gli aveva gestito un patrimonio di 10 milioni di dollari.

''Mi sembra proprio di no, non ci sarebbe stato motivo per me per regalare 600 mila dollari a Mills'', ha risposto Attanasio. Nel processo all'avvocato d'affari inglese, conclusosi con la prescrizione dichiarata dalla Cassazione, la difesa aveva sempre sostenuto, invece, che era stato Attanasio a dare a Mills quei 600 mila dollari al centro del processo. Sentito in aula gia' nel 2007, il testimone aveva spiegato di non averglieli ne' prestati ne' regalati, come ha confermato anche oggi. Secondo l'accusa, quella cifra sarebbe in realta' il prezzo della corruzione versato dal premier al legale inglese come ''regalo'' per due testimonianze reticenti nei processi sulle presunte tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. Gli avvocati Niccolo' Ghedini e Piero Longo hanno provato a chiedere che Attanasio venisse sentito non come teste 'semplice', ma come imputato in un procedimento connesso, con l'assistenza di un legale e la possibilita' di avvalersi della facolta' di non rispondere.

Il collegio, presieduto da Francesca Vitale, ha pero' bocciato l'istanza e cosi' Attanasio ha cominciato a rispondere alle domande, alla presenza di Berlusconi, che mancava da un mese in Tribunale. Il presidente del Consiglio e' rimasto seduto per tutte le tre ore e mezza circa di udienza, prendendo appunti e parlando, durante le pause, solo coi suoi avvocati. L'atmosfera in aula si e' 'scaldata' quando e' stata affrontata la questione del calendario delle successive udienze, argomento non di secondaria importanza dato che, come ha ricordato il pm, ''la prescrizione e' vicina'' e arrivera' a gennaio prossimo.

Causa difficolta' nelle rogatorie per i testi stranieri e la richiesta della difesa di far ritornare in aula testi gia' convocati dal pm, il processo ha subito oggi una battuta d'arresto. Quattro udienze gia' fissate, compresa quella di lunedi' prossimo, sono saltate e si tornera' in aula il 18 luglio. E con una speranza: ''Speriamo di celebrare l'udienza con i testi in videoconferenza dalla Svizzera per il 18'', ha concluso, infatti, il giudice Vitale, consapevole che potrebbero presentarsi dei problemi. Prima di quella data, poi, non si possono sentire i testimoni italiani della difesa, perche' i legali del premier hanno chiesto e ottenuto di convocarli quando saranno conclusi i testi del pm. Altra richiesta, accolta e confermata dal Tribunale, e' quella di effettuare in altra data l'esame da parte della difesa di testi gia' chiamati dal pm, come Attanasio che dovra' dunque tornare. ''Un abuso di diritto'', lo ha definito il pm, soprattutto perche' ''in questo processo non c'e' neppure un foglio di carta nuovo''. Ovvero si basa, secondo il pm, su 'carte' gia' discusse nel processo a carico di Mills. ''I ritmi dei processi a Silvio Berlusconi in Tribunale a Milano sono abbastanza peculiari'', ha replicato l'avvocato Longo

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