Percorso:ANSA.it > Cronaca > News

Fini, voto su Papa valido

Presidente della Camera risponde alla richiesta del Pdl di verificare regolarita' della consultazione su Papa

21 luglio, 17:49
Berlusconi ieri in aula
Berlusconi ieri in aula
Fini, voto su Papa valido

ROMA - "Non ci sono presupposti per considerare non valido" il voto di ieri nell'aula della Camera sulla richiesta di arresto per Alfonso Papa: così il presidente della Camera Gianfranco Fini risponde alle contestazioni sulla validità del voto avanzate dalla maggioranza, che ha protestato sul fatto che Pd e Idv hanno reso palese il loro voto. Alla cerimonia del Ventaglio Fini spiega: "Nella sua sovranità e autonomia l'Aula si è espressa a favore della richiesta di arresto, ed il Parlamento ha esercitato una delle prerogative che la Costituzione gli assegna. Non ci sono presupposti per considerare quel voto come non valido. Lo stesso on. Cicchitto è perfettamente consapevole che quel voto ha una oggettiva regolarità". Quanto alla questione della segretezza, Fini sottolinea che "non si tratta di una novità" e spiega: "Da una parte ogni deputato ha il diritto di vedere tutelata la segretezza del proprio voto; d'altra parte, egli ha la piena facoltà di far conoscere come ha votato". E, citando un intervento in proposito dell'allora presidente della Camera Scalfaro, annuncia: "Continueremo la discussione sul tema in ufficio di presidenza. E' indubbio - ha proseguito - che nessuno possa controllare come un deputato vota a scrutinio segreto, ma è evidente che la segretezza del voto è certa solo se lo stesso deputato si avvale del proprio diritto". Puntualizzando che "il voto elettronico e il sistema con le minuzie non c'entrano nulla", Fini dice: "Se ci sono accorgimenti tecnici in più da prendere li valuteremo. In ogni caso non è contestabile il voto di ieri, che si è svolto nella assoluta regolarità. La presidenza non può andare oltre la predisposizione di strumenti idonei a garantire la libertà di voto. La non controllabilità del voto è posta nel senso di responsabilità del deputato elettore", ha concluso Fini.

Intanto le votazioni sugli emendamenti e sul decreto che proroga le missioni italiane all'estero non si terranno oggi, ma slittano a martedi' prossimo. Oggi l'assemblea proseguira' con l'intervento del relatore e con il dibattito generale. E' questo il risultato di un breve confronto che ha interessato tutte le forze politiche dopo che ieri il leghista Roberto Castelli aveva annunciato il suo no al provvedimento.

DOMANI IN CDM DDL SU RIFORME COSTITUZIONALI - Il Consiglio dei Ministri, convocato domani alle 9,00, affrontera' tra i vari provvedimenti all'ordine del giorno un Disegno di Legge Costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo.

CICCHITTO, VOTO SU PAPA NON E' STATO SEGRETO - ''Le stesse parole del presidente Franceschini sono testimonianza evidente che ieri su Papa non c'e' stato voto segreto, e che ci sarebbero gli estremi per invalidare quella votazione. Ma siccome pensiamo al futuro, e penso che tragedie come quella di ieri in questa aula avranno a ripetersi, in quest'aula deve esserci garanzia di un voto segreto non la parodia di un voto segreto'': lo ha detto nell'aula della Camera il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto. ''Senza una procedura che garantisca davvero la segretezza del voto- puntualizza Cicchitto - ritireremo la nostra adesione a questo meccanismo di voto'', quello che avviene con il sistema elettronico e con le impronte digitali. ''Il voto - dice ancora Cicchitto - o e' segreto o non lo e'. Cosa avrebbe detto la sinistra se noi avessimo fatto come loro sui voti segreti relativi al biotestamento?''.
 
PDL: FINI VERIFICHI SE VOTO HA RISPETTATO SEGRETEZZA - ''Chiediamo alla presidenza della Camera di valutare attentamente se le modalita' con le quali si e' proceduto al voto abbiano rispettato i principi contenuti nell'art.67 della nostra Costituzione e il disposto degli artt. 49 e 51 del nostro regolamento''. E' quanto chiedono, in una nota congiunta, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro e Simone Baldelli, contestando l'effettivo rispetto della segretezza sul voto sulla richiesta di arresto del deputato del Pdl Alfonso Papa, a seguito delle dichiarazioni fatte ieri in aula dal capogruppo del Pd Dario Franceschini
 
PRIMA NOTTE IN CARCERE PER PAPA - Prima notte in carcere, a Poggioreale, per il deputato del Pdl Alfonso Papa, arrestato intorno alle 22 di ieri sera a Roma dalla Guardia di Finanza, tre ore dopo che la Camera dei Deputati aveva autorizzato l'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti, nell'inchiesta P4, per una serie di episodi di corruzione e rivelazione di segreto.

Magistrato con alle spalle importanti incarichi al ministero della Giustizia, di recente sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal Csm, deputato dal 2008, l'on. Papa - secondo quanto si e' appreso - aveva scelto, dopo il voto dell'aula di Montecitorio, di costituirsi nella casa circondariale di Orvieto (Terni), ma ha desistito, consegnandosi alle Fiamme Gialle, quando ha saputo che il gip aveva disposto che doveva essere condotto nel carcere di Poggioreale.

L'ingresso nella casa circondariale napoletana e' avvenuto intorno alla mezzanotte di ieri: consegnati, nel rispetto del regolamento carcerario, gli oggetti personali, l'on. Papa, accompagnato dalla polizia penitenziaria, ha raggiunto la cella che gli e' stata assegnata. In considerazione dell'orario, alcuni adempimenti all'ufficio matricola sono stati rinviati ad oggi.


Probabilmente gia' prima della fine della settimana si svolgera' l'interrogatorio di garanzia, e sara' quello il primo faccia a faccia dell'on.Papa con il gip Luigi Giordano, che ha disposto la cattura, e con i pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, che hanno chiesto l'arresto del parlamentare.

Domani la posizione del deputato e di altri indagati sara' esaminata dal tribunale del riesame, quale giudice d'appello, in seguito all'impugnazione da parte dei pm della decisione del gip di non accogliere la richiesta di misura cautelare per altri gravi reati, tra i quali l'associazione segreta (la cosiddetta P4), costituita - sempre secondo l'accusa - con lo scopo di raccogliere informazioni riservate e utilizzarle per esercitare pressioni, ricatti e, soprattutto, ottenere vantaggi personali. L'on. Papa, intervistato nelle scorse settimana, ha respinto tutti gli addebiti ed anche ieri, prendendo la parola nell'aula di Montecitorio, si e' detto innocente.

L'on. Papa e' il secondo indagato a finire in regime di detenzione nell'inchiesta P4: dal 15 giugno, infatti, e' agli arresti domiciliari il consulente Luigi Bisignani: proprio a quest'ultimo Papa avrebbe rivelato notizie coperte da segreto. La misura cautelare nei confronti di Bisignani e' stata recentemente confermata dal Tribunale del riesame di Napoli.

BERLUSCONI FURIBONDO: UNA VERGOGNA. MA ORA TEME LA LEGA

di Federico Garimberti 
 Silvio Berlusconi resta convinto che di per se' il voto che aprira' le porte del carcere per Alfonso Papa non determini automaticamente una crisi di governo, ma la rabbia nei confronti di chi per anni ha professato garantismo, ivi inclusi deputati di Lega e forse dello stesso Pdl, e' superata dal timore che ora nella Lega non sia piu' Umberto Bossi a comandare, ma quel Roberto Maroni molto meno incline a salvaguardare ad ogni costo la sopravvivenza della coalizione. E di questo parlera' con il senatur in un faccia a faccia venerdi' a margine del Consiglio dei ministri. Il Cavaliere, che prima di entrare in Aula si era detto ottimista sulla votazione, una volta appreso l'esito dello scrutinio si lascia andare a gesti di rabbia come solo nelle occasioni piu' difficili gli succede: prima batte il pugno sul banco del governo quando sullo schermo dell'aula di Montecitorio si materializza il si' all'arresto del deputato pidiellino, poi con ministri e deputati si lascia andare ad un lungo sfogo. E' una ''vergogna'', una cosa ''inaccettabile'', una ''follia'', un voto da ''pazzi'', si rischia una ''escalation' come nella tangentopoli del '92. Berlusconi punta il dito contro tutti quelli che hanno votato in favore dell'arresto, ma cita esplicitamente solo Pier Ferdinando Casini, i Radicali e Benedetto Della Vedova. A suo dire tutti ex garantisti che pur di buttarlo giu' e di far cadere il governo sono pronti a sacrificare un individuo, dimostrando che delle persone non gli interessa nulla e che pensano solo ai loro giochi politici. Lui non lo dice, ma tutti guardano anche al Carroccio perche' la matematica conferma che senza il sostegno di tante camicie verdi quel risultato non si sarebbe mai avuto. Ed e' qui che nascono le principali preoccupazioni del capo del governo, perche', come gli fa notare un ministro nel breve vertice nella saletta del governo di Montecitorio, il voto non e' altro che un ''regolamento di conti'' in casa della Lega. Lo stesso ministro e' ancora piu' esplicito e sostiene che lo stesso ministro dell'Interno ha riconosciuto che il voto e' stato ''l'ultimo atto della resa dei conti con Marco Reguzzoni''. Parole che il premier non commenta limitandosi ad annuire con la testa. Ma e' chiaro che le condivide perche' sa bene che Maroni da tempo conduce una sua partita personale all'interno di via Bellerio. E quello che preoccupa il premier e il Pdl e' che i numeri sembrano stare dalla sua parte, come sembra dimostrare il voto di oggi. Tanto che, riunito con lo stato maggiore del partito, a Palazzo Grazioli, Berlusconi fa sapere di voler verificare la fedelta' dell'alleato chiedendo direttamente al Senatur se l'asse Lega-Pdl e' ancora solido. La speranza del Cavaliere e di tutto il Pdl e' che la prova di forza nella Lega si fermi qui e non prosegua nei prossimi delicati appuntamenti che attendono l'esecutivo: la decisione sull'arresto di Marco Milanese e quella che potrebbe riguardare la sfiducia sul ministro Saverio Romano. Perche', ragiona Berlusconi, un conto e' un deputato, tutt'altra cosa e' se cade un ministro. In quel caso, e' l'amara conclusione, il governo sarebbe davvero a rischio. Ecco perche' e' meglio verificare subito lo stato di salute dei rapporti con la Lega, ma soprattutto se Bossi detenga ancora la leadership nel Carroccio. Il resto dei commenti di Berlusconi sono piu' che altro una speranza: il voto di oggi dimostra che dobbiamo continuare a lottare ed anzi farlo con maggior vigore. L'intenzione dunque e' quella di andare avanti, ma per farlo dovra' prima risolvere il nodo di Maroni.(


VINCE LINEA MARONI, BOSSI COSTRETTO A 'TRADIRE' SILVIO
di Silvia Gasparetto
Bossi assente. Berlusconi livido e muto. Maroni che, sorridente in Transatlantico, e' l'unico a parlare. Si e' consumato cosi', in pochi minuti, quello che in ambienti della maggioranza viene definito il 'tradimento' del Senatur, passato per il pressing di Maroni che alla fine e' riuscito a 'spezzare' l'asse del Nord, portando il Carroccio a votare (inaspettatamente) numeroso per l'arresto di Alfonso Papa. A nulla infatti e' servita la moral suasion del premier, che ancora lunedi' aveva cercato in tutti i modi di convincere Bossi a 'salvare il soldato Papa'. Ma la Lega, anche alla luce della liberta' di coscienza lasciata sul finale ai deputati - segnale che era stato letto come una sorta di 'compromesso' - ha preferito seguire la spinta della base e le indicazioni ripetute anche ad Arcore da Maroni, votando numerosa per il si'. Scatenando la rabbia, e l'incredulita', del Pdl. E' Maroni, per l'appunto, l'unico che rompe il silenzio surreale del Transatlantico dopo il voto, per sottolineare che le 'camicie verdi' sono state ''coerenti'' e hanno votato ''cosi' come avevamo detto''. Ed e' Maroni, anche secondo i pidiellini, il vero vincitore della giornata, visto che il Carroccio, e' il ragionamento, non risponde piu' a Bossi ma a lui. Del Senatur, invece, nemmeno l'ombra a Montecitorio. Una assenza che ha piu' di un motivo, e ognuno valido, vista la delicatezza della giornata. E Bossi, ricorda un deputato leghista di lungo corso, ''e' saggio''. E quindi non si presenta alla Camera evitando cosi' di mettere la faccia sul 'tradimento' e allontanando le voci che vogliono che non abbia piu' il controllo totale sui suoi. Voci che pero' si fanno sempre piu' insistenti tanto da dare per imminente un cambio della guardia al gruppo di Montecitorio a favore del maroniano Stucchi. Ma la Lega, viene comunque fatto trapelare, non ha votato a cuor leggero per l'arresto di Papa. Perche' nel merito, piu' di qualcuno anche dopo il voto, ribadisce di avere avuto dubbi fugati all'ultimo istante alla luce della tensione che saliva dalla base: se si fosse fatto diversamente - e' il ragionamento dei lumbard - nessuno si sarebbe piu' potuto presentare in piazza. Certo, c'e' pure chi scherza nei confronti delle rimostranze del Pdl, buttando li' che ''cosi' gli abbiamo dato una mano, inaugurando il partito degli onesti''. Di certo in casa Pdl le battute oggi non sono gradite. Fino all'ultimo nessuno si aspettava il tracollo e ora tutti puntano il dito contro l'alleato 'infedele' - o meno affidabile - che crea proprio quel precedente pericoloso tanto temuto dal Cavaliere. Perche' a breve, anche se probabilmente dopo l'estate, tocchera' pure esprimersi su Milanese. Il premier, intanto, e' furente e ha gia' fatto sapere che sara' il primo argomento di cui parlera' con Bossi venerdi', in consiglio dei ministri. Conseguenze immediate sul governo, per ora, nessuno si azzarda a pronosticarle. Ma gia' questa settimana, dopo lo schiaffo su Papa e rifiuti, c'e' un'altra grana che rischia di fare esplodere i rapporti tra Lega e Pdl: le missioni all'estero, altro punto 'aggredito' da Bossi a Pontida. E il viceministro Castelli in serata ha fatto capire che la linea morbida non e' cosa leghista, annunciando che dara' ''un altro dispiacere a Berlusconi'' votando ''no'' al rifinanziamento.

 

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni