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IL PUNTO SULL'INCHIESTA

da analisi vestiti nuove tracce di dna

15 giugno, 18:03
Come e' stato trovato il corpo
Come e' stato trovato il corpo

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IL PUNTO SULL'INCHIESTA

Il mistero sulla sua morte resta fitto, nonostante le indagini di carabinieri, polizia e magistratura continuino infaticabilmente. Trapelano, intanto, nuove indiscrezioni sulle analisi degli indumenti della tredicenne scomparsa il 26 novembre da Brembate Sopra (Bergamo) e ritrovata morta tre mesi dopo in un campo di Chignolo d'Isola. I carabinieri del Ris di Parma hanno isolato finora almeno quattro tracce di Dna, appartenenti a persone sconosciute. Oltre ai due profili genetici (uno maschile e uno femminile) trovati su un guanto di Yara, di cui si ebbe notizia pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo, ce ne sarebbero almeno altri due, uno sugli slip e un altro, maschile, appartenente ad un individuo di etnia bianca, sulla maglietta. Ancora non si sa se questi ultimi due Dna appartengano o meno alla stessa persona, né quali tracce biologiche (saliva, sudore, sangue, o altro ancora) siano state trovate per risalire ai profili genetici. Si tratta comunque di elementi in mano da tempo ai carabinieri, ma di cui solo ora si viene a conoscenza, poiché sono sempre stati tutelati dal più stretto riserbo.

Tutte le tracce in possesso degli inquirenti sono già state comparate nelle scorse settimane con gli oltre duemila Dna raccolti in questi mesi di indagini, purtroppo senza alcun risultato. Sarebbero dunque profili di persone venute a contatto con Yara e che la ragazzina forse non conosceva, ma non è detto che appartengano tutti ai suoi assassini. Se davvero così fosse, la tredicenne potrebbe essere stata vittima non di una o due persone, ma di un gruppo, oltretutto così ben organizzato che, a parte poche tracce di Dna, non ha lasciato altri indizi. Il ritrovamento di più profili genetici potrebbe dunque non rappresentare necessariamente un passo avanti per le indagini: troppe tracce, trapela dagli investigatori, sarebbero addirittura fuorvianti. Eppure, gli investigatori danno molta importanza almeno ai profili biologici trovati su slip e maglietta, confidando sul fatto che possano davvero appartenere a chi ha ucciso Yara. In particolare, il dna trovato sugli slip sembra rafforzare l'ipotesi del delitto a sfondo sessuale, seppure sia stato accertato che non è stata consumata alcuna violenza sul corpo della ragazzina.

L'impressione è che più si aggiungono elementi e più il caso, anziché avviarsi ad una soluzione, si trasformi un vero e proprio rompicapo. Le analisi degli indumenti della tredicenne non sono ancora terminate, mentre le indagini proseguono anche con il reperimento di altri profili da comparare con quelli trovati sui vestiti. Ma si tratta di una operazione complicata, poiché non ci sono persone sospettate e a tutti i conoscenti della vittima e dei suoi familiari è già stato prelevato un campione di Dna. Ora l'attenzione si sposta al 27 giugno, quando scadrà anche il mese di proroga concesso dal pubblico ministero Letizia Ruggeri alla dottoressa Cristina Cattaneo, per la consegna della relazione definitiva su autopsia e analisi. Solo allora, forse, si saprà qualcosa di più, anche se tutto lascia credere che al momento non siano emersi elementi in grado di dare una svolta a un caso che resta pieno di misteri.

YARA: SI CERCA 'PARENTE' DEL PROFILO DNA - E' una ricerca nella ricerca quella che viene compiuta, da giorni, dagli investigatori che indagano sull'omicidio di Yara Gambirasio. Dai molti test del Dna effettuati finora, infatti, non si cerca solo di ottenere una ''scrematura'' dei possibili sospettati ma anche, in modo discreto, di identificare un possibile 'parente' dell'uomo e della donna che hanno lasciato il loro Dna sui guanti di Yara. Da quelle tracce genetiche ''integre e leggibili'', come aveva precisato il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni, gli inquirenti hanno ricavato un profilo biologico che permetterebbe, attraverso le comparazioni casuali di queste settimane, di identificare non solo un profilo esattamente compatibile, ovvero il proprietario del Dna, ma anche un profilo parzialmente compatibile, un parente del possibile aggressore. Un lavoro complesso, un fine discreto che spiega in parte un diffuso campionamento genetico che altrimenti difficilmente avrebbe portato da qualche parte. ''Questo pero' nell'ipotesi che il dna isolato sui guanti di Yara sia quello dell'assassino - precisa un esperto - perche' in caso contrario troveremmo soltanto un sospettato legato a quel profilo, ma estraneo ai fatti''.

PROCURA: DISPOSTI 400 TEST DNA POI SI VEDRA' - Per adesso i test disposti dall'autorità giudiziaria che indaga sull'omicidio di Yara Gambirasio "sono 400, poi si vedrà". A precisarlo è stato stamani il magistrato titolare dell'indagine, Letizia Ruggeri. Per quanto riguarda poi alcune indiscrezioni sull'isolamento di nuovo dna maschile sui vestiti della tredicenne, il pm ha detto: "a me non risulta e credo che sarei la prima persona ad esserne informata, nel caso".

E sull'ipotesi che i test possano essere estesi a parti più ampie della popolazione ha precisato che "per ora lavoriamo su scenari circoscritti. Una volta esperito ogni tentativo in questo senso vedremo se estendere i test, anche perché c'é un costo rilevante per i contribuenti". "Estenderli a tutta la popolazione? Si vedrà, ma per adesso ci limitiamo a delle realtà ben definite". Il magistrato lo ha detto in riferimento ai test che vengono condotti da alcuni giorni su alcuni degli abituali frequentatori della palestra, soprattutto giovani maschi, di Brembate Sopra (Bergamo) dove il 26 novembre scorso è scomparsa Yara, che si vanno a sommare a quelli già fatti su amici, conoscenti e un numero nutrito di persone ritenute di interesse per le indagini.

SOPRALLUOGO SCIENTIFICO, PRELEVATO TERRICCIO - E' terminato alle 13:15 il sopralluogo scientifico sul luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso, i cui resti sono stati trovati sabato scorso in un campo a Chignolo d'Isola (Bergamo). Secondo quanto si e' potuto osservare da una certa distanza, dove in cordone delle forze dell'ordine teneva i giornalisti, i fotografi ed i curiosi, lo staff che ha effettuato il sopralluogo, coordinato dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, ha prelevato terriccio e scattato foto. Del gruppo facevano parte oltre alla dottoressa, personale della Scientifica e dello Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato. Il gruppo che ha effettuato il sopralluogo si e' allontanato a bordo di tre auto passando per una direzione diversa da quella di arrivo in modo da eludere giornalisti e fotografi.

DNA: SI PROCEDE PER LE COMPARAZIONI - La parte piu' importante dell'esame autoptico condotto sui resti di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra (Bergamo) il cui cadavere e' stato trovato sabato scorso in un campo di un paese vicino, si e' conclusa questa notte all'Istituto di medicina legale di Milano. Ma le analisi anatomopatologiche proseguiranno oggi e nei prossimi giorni per ottenere eventuali evidenze di valore investigativo tra i reperti isolati. L'obiettivo e' quello di ottenere indizi utili da comparare poi con una rosa di profili di persone sospette gia' individuate nel corso dei tre mesi di indagine.

IN QUEL CAMPO FATTE SOLO RICERCHE MARGINALI - Nel campo vicino alla zona industriale di Chignolo d'Isola (Bergamo) dove sabato pomeriggio e' stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio, le ricerche sono state compiute, ma secondo alcune indiscrezioni non in modo particolarmente approfondito. Il particolare emerge dagli accertamenti in corso da parte degli inquirenti che devono capire esattamente chi abbia condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia. ''Non si tratta di gettare la croce su nessuno, sia ben chiaro'', dice un investigatore. Ma il particolare e' fondamentale per capire se Yara possa essere stata abbandonata li' da tempo o piu' di recente. Secondo le risultanze emerse, le ricerche in quel campo furono condotte il 12 dicembre scorso. A condurre le ricerche e' stato un gruppo di circa 15 persone che in quella giornata si occupo' delle zone di Bonate Sopra (l'area del tiro al piattello), Terno D'Isola (le aree adiacenti il cimitero) e Chignolo D'Isola (la zona di via Bedeschi - quella in cui e' stato trovato il cadavere). Il gruppo delle ricerche, che comprendeva dieci volontari della Protezione Civile, due carabinieri e almeno un'unita' cinofila, si sarebbe diviso in due diverse direzioni: una che portava verso un'area di alberi ad alto fusto, alle spalle del campo dove sono stati trovati i resti, e una verso un torrente che scorre parallelo allo sterrato. Inoltre, la testimonianza raccolta ieri dall'ANSA di un operaio della vicina ditta Rosa & C., che aveva dichiarato di aver partecipato con alcuni colleghi a una ulteriore ricerca spontanea in quel campo, e' stata meglio precisata oggi: i dipendenti dell'azienda hanno si' organizzato una ricerca decisa concordemente con il titolare, prima del 12 dicembre, ma in quella occasione si sarebbero recati a cercare nell'area che dai capannoni industriali della fabbrica degrada verso il torrente adiacente. Un'area, quindi, a lato del campo. Non e' escluso, poi, che qualche operaio abbia deciso di proseguire fino alla zona in cui sono stati trovati i resti ma il grosso delle ricerche e' stato effettuato in un altro posto. Intanto prosegue anche stamani il via vai di gente comune, alcuni curiosi, altri addolorati per il ritrovamento, nel campo incolto dove l'altro ieri pomeriggio è stato trovato il cadavere di Yara. Stamani, in quella sorta di spianata surreale, dove i nastri della polizia scientifica e le bandierine degli esperti della polizia hanno lasciato i segni della tragedia che si è consumata, non ci sono più pattuglie delle forze dell'ordine, ma ancora troupe giornalistiche e diversi curiosi.

CADAVERE AVEVA BRACCIA ALL'INDIETRO. IN TASCA CHIAVI E SIM DI UN CELLULARE, MA MANCA TELEFONINO - Yara è stata colpita dal suo assassino con almeno sei coltellate, alcune delle quali inferte con molta violenza. E' quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate che stanno indagando sulla morte della tredicenne di Brembate. L'esame del cadavere avrebbe evidenziato una ferita alla gola, una al polso e ben quattro alla schiena, una delle quali molto profonda all'altezza dei reni. L'ipotesi è che la ragazza sia stata prima colpita al collo, poi al polso, nel tentativo di difendersi, e infine alla schiena.Il corpo di Yara era disteso sulla schiena con le braccia all'indietro. A riferirlo è un testimone oculare, uno dei primi arrivati sul posto, che ha potuto osservare la scena del crimine prima che tutti venissero allontanati per fare spazio agli uomini della Scientifica. Secondo quanto si è appreso, i resti non erano individuabili da lontano, e nonostante si trovassero senza alcuna copertura nemmeno parziale sopra le sterpaglie, già da pochi passi risultavano praticamente invisibili. La scena apparsa davanti agli occhi delle prime persone accorse sul posto è stata quella di un cadavere in avanzatissimo stato di decomposizione: disteso sulla schiena, con le braccia all'indietro oltre il capo come nel tentativo di liberarsi da qualcuno di dosso, o forse per via di un breve trascinamento. Le mani parzialmente coperte dalle maniche del giubbotto, lo stesso che indossava il giorno che è scomparsa, come peraltro gli altri abiti che indossava, la felpa, i pantaloni elasticizzati e i guanti. In tasca sono stati trovati alcuni oggetti come una sim card di un telefonino, presumibilmente il suo, le chiavi di casa e la batteria di un telefonino, che invece manca all'appello. Il corpo in alcuni tratti era quasi mummificato e in alcuni punti scarnificato forse per l'intervento di alcuni animali, e presentava dei taglietti, uno più esteso alla schiena all'altezza dei reni, altri più piccoli all'altezza del collo e del petto. Segni che però ancora non è chiaro se siano stati provocati da chi l'ha aggredita o se siano stati inflitti post mortem. Una parola certa su tutto ciò non si potrà avere, a livello investigativo, fino a quando gli accertamenti più approfonditi sugli oggetti trovati e le risultanze autoptiche non daranno il giusto valore a ciascuno di questi elementi.

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