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Battisti: la lunga partita dell'estradizione

Roma tra cautela e pressing. I ribaltoni di Brasilia

29 dicembre, 17:54
Battisti, Lula verso no a estradizione
Battisti, Lula verso no a estradizione
Battisti: la lunga partita dell'estradizione

di Eloisa Gallinaro

ROMA - Uno scontro diplomatico sfiorato piu' volte ma sempre rientrato: l'affaire Battisti ha messo a dura prova, negli ultimi mesi, i rapporti tra Roma, che chiedeva l'estradizione dell'ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) e Brasilia, che ha prima concesso un controverso asilo politico e poi - con una sorta di ribaltone della Corte suprema - ha dato un sostanziale via libera all'estradizione, lasciando pero' l'ultima parola al presidente Lula. Ma sono state la cautela, e l'attesa, a segnare l'ultimo periodo, anche se in Italia, dopo il si' del Tribunale supremo brasiliano poco piu' di un anno fa, si respirava soddisfazione, al Quirinale come a Palazzo Chigi e alla Farnesina. ''Una ''decisione importante'' l'aveva definita il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, sottolineando che ''una decisione diversa avrebbe dato un giudizio assolutamente negativo sul sistema giudiziario e penitenziario italiano'' che ha le ''carte in regola''. L'indecisione di Lula, che ha aspettato gli ultimi giorni del mandato presidenziale per pronunciarsi, non ha pero' turbato gli incontri con Silvio Berlusconi, complici anche i rapporti economici bilaterali di altissimo profilo tra Italia e Brasile.

Nel faccia a faccia tra i due, a fine giugno a San Paolo, durante il Forum bilaterale italo-brasiliano, si e' evitato di parlare del caso Battisti. E in aprile, nel corso di un incontro a Washington tra il premier e il presidente carioca, c'era stato il 'pressing' italiano per l'estradizione ma sempre, avevano fatto filtrare fonti diplomatiche, con un totale appoggio e fiducia nei confronti delle autorita' e dei giudici brasiliani. Una posizione ribadita qualche giorno fa dal ministro degli Esteri Franco Frattini. ''Il Brasile e' uno stato sovrano e noi non abbiamo il potere di imporre ovviamente niente'', ha detto il titolare degli Esteri. Che, pero', ha anche tenuto a sottolineare come ''il presidente Lula finirebbe il suo mandato in un modo oscuro se negasse la restituzione alle carceri italiane di un terrorista''. Una buona dose di pragmatismo e' trapelata dalle parole del ministro della Difesa Ignazio La Russa. Durante le trattative per vendere armamenti al Brasile, ha rivelato la Russa in un convegno nel settembre scorso, ''ho fatto prevalere la ragion di stato sull'etica politica''. E, ha raccontato, ''Mi sono fatto forza per firmare anche con il Brasile dei rapporti che il mio animo mi diceva di tenere quanto meno in stand by''.

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