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Protesta a Napoli, imbrigliata statuta di Dante

Intanto la riforma dell'università sarà discussa in aula al Senato dopo il dibattito sulla fiducia previsto per martedì 14 dicembre

04 dicembre, 13:19
Protesta a Napoli, imbrigliata statuta di Dante
Protesta a Napoli, imbrigliata statuta di Dante
Protesta a Napoli, imbrigliata statuta di Dante

NAPOLI - Hanno imbrigliato la statua di Dante a Napoli per "ribadire il proprio dissenso contro il processo di mortificazione che la cultura sta subendo in Italia", e per protestare, anche così, contro la riforma Gelmini. La singolare iniziativa, in piazza Dante, ad opera degli studenti di architettura. Ai piedi della statua, è stato collocato anche uno striscione "fatti non foste a viver come bruti". E poi, ancora, slogan come 'la cultura non e' solo un monumento, impediamo il degrado del pensierò. Non è la prima volta che le statue, a Napoli, diventano 'protagoniste' di singolari proteste: tempo fa la statua di Garibaldi fu incappucciata per fare in modo "che non guardasse il disastro sociale della città". E poi, nel bel mezzo dell'emergenza rifiuti, cartelli di protesta 'affidati' alle mani delle statue di piazza del Plebiscito. (ANSA).
SS/

Dai tetti ai monumenti e, ora, ai teatri di lirica. La protesta degli studenti contro la riforma dell'universita' non si ferma, nonostante il provvedimento sia al Senato in attesa che si voti la fiducia il 14 dicembre, e anzi viene rilanciata con nuove iniziative e con l'appoggio dei liceali: come a Napoli dove hanno occupato i binari della metropolitana, come a Roma dove hanno sfilato per le vie del centro e fatto un'occupazione lampo alla stazione Tiburtina o come a Torino, dove hanno bloccato il traffico.

Ma e' il nuovo scenario della protesta universitaria sembrano proprio essere i teatri, attraverso i quali si salda anche il disagio dei lavoratori della cultura colpiti dai tagli: e' stato il caso del Massimo di Palermo, occupato e liberato dai ragazzi al canto di ''Va' pensiero''.

Tutto e' iniziato il 30 novembre con l'occupazione del Petruzzelli a Bari. Poi e' stata la volta degli studenti dei Dams di Roma 3 all'apertura della stagione dell'Opera e, soprattutto, al San Carlo di Napoli, dove i rappresentati delle maestranze e dei musicisti hanno detto che un incontro pacifico e' stato reso violento dall'intervento della polizia. E dovei gli studenti sono tornati per imbavagliarsi davanti al teatro. Al momento non si hanno notizie di particolari iniziative, ma martedi' e' in programma la prima della Scala: gia' i sindacati Cgil e Cub hanno annunciato la loro protesta nella piazza, con i Cub che hanno esteso l'invito agli studenti. E sempre martedi' a Firenze e' prevista la prima della Tosca.

A Palermo, dopo quanto avvenuto a Napoli tutto si e' svolto senza particolari problemi: il direttore di sala ha denunciato di essere stato aggredito. Ma per il resto, alcuni dei circa tremila studenti che stavano manifestando contro la riforma Gelmini hanno occupato all'improvviso il Teatro Massimo, uno dei piu' grandi d' Europa. I manifestanti sono entrati all'interno del Teatro, la cui biglietteria era aperta, invadendo la platea e salendo sul palco del tempio della lirica. Poi, prima di uscire, assieme al coro del teatro, hanno intonato ''Va' pensiero'' e sono stati applauditi dagli attori che stavano provando ''La fanciulla del west''. Alla protesta, come in altre parti d'Italia hanno partecipato sia gli alunni di alcuni istituti superiori della citta' sia gli studenti universitari che avevano occupato simbolicamente l'aula magna della facolta' di Ingegneria. Sul versante politico e' intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale riformare l'universita' e' indispensabile, ''ma e' necessario introdurre il criterio del merito''.

Per Fini non vi e' dubbio che la protesta di questi giorni ha visto in campo ragazzi strumentalizzati, ''i professionisti della protesta'', ma anche molti giovani ''che esprimevano il desiderio di migliorare le cose''. Infine, da registrare la polemica dei Giovani democratici, che hanno criticato Renzo Bossi per la sua frase: "La riforma dell'università è indispensabile, spesso i giovani vanno in piazza oggi non sapendo quali sono i punti della riforma": "Renzo Bossi - hanno replicato i GD - si rassegni: gli studenti italiani sono molto più coscienti e liberi di quello che vorrebbero le destre. E l'11 dicembre saranno in piazza per continuare a ribadire il proprio no a questo governo e il loro impegno per un'università e un paese migliore".

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