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Berlusconi contestato. Zaia: soldi per Veneto

Il premier e Bossi contestati a Padova. ''Dimissioni, dimissioni'' è uno degli slogan

12 novembre, 17:16
Momenti di tensione durante la protesta contro la visita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Momenti di tensione durante la protesta contro la visita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Berlusconi contestato. Zaia: soldi per Veneto

dell'inviato Alessandro Galavotti

PADOVA - Un aiuto "sostanzioso e immediato", che sarà inserito "subito" nella Finanziaria. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi visita le zone alluvionate del Veneto e, per dirla come il ministro Umberto Bossi che lo ha accompagnato, assicura gli "sghei" necessari a superare l'emergenza maltempo. Una promessa che, a Vicenza e soprattutto a Padova, non frena la contestazione di alcune centinaia di persone, mentre da Roma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, atteso domani nel aree dell'alluvione, individua nel mancato rispetto delle regole la causa di molti disastri ambientali. Il sopralluogo del premier inizia di mattina presto a Monteforte d'Alpone, poco più di 8 mila abitanti in provincia di Verona. Nella piazza del Municipio, sotto il cielo grigio da cui a tratti continua a piovere, ci sono gli amministratori locali di una delle zone più colpite dall'acqua di questi giorni. Insieme a Berlusconi arrivano il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, il governatore del Veneto, Luca Zaia, e quello del Piemonte, Roberto Cota.

Tra la gente, che assiste all'incontro sotto gli ombrelli, qualcuno fischia e chiede "soldi" a gran voce, altri invece applaudono ed esortano il premier a "resistere". Un invito che Berlusconi coglie al volo: "Lo Stato c'é", sottolinea il premier annunciando per domani a Roma, l'incontro tra la Protezione civile e il ministro dell'Economia. "Per lui garantisco io - promette Bossi - Giulio Tremonti è un veneto e non vi dovete preoccupare: il governo darà gli 'sghei'". Il leader del Carroccio gongola: "Ho portato io Berlusconi in Veneto", spiega raccontando come è nata l'idea del sopralluogo di oggi. "Eravamo presi dalle beghe di palazzo - dice a proposito dell'incontro di ieri sera ad Arcore - e abbiamo deciso di venire qui a prendere un po' di aria fresca". Quella respirata dai veneti, "brava gente", osserva Berlusconi, che hanno già rimesso "tutto a posto". Una reazione "immediata e vigorosa", aggiunge il capo dell'esecutivo, che "fa bene al cuore". La buona volontà, però, non basta, bisogna allargare il portafogli. E allora Berlusconi spiega che il governo ha "già avviato la pratica con l'Unione Europea, che è in grado di partecipare a una percentuale dei danni. E poi c'é la possibilità dei cosiddetti fondi strutturali, che sono circa 450 milioni di euro". Niente trattenuta dell'Irpef, invece, come aveva ipotizzato il governatore Zaia: "Ha fatto bene a proporla, ma non ce ne sarà bisogno", sostiene il Cavaliere, mentre Bossi assicura "che lo Stato paga". "Berlusconi ha appena garantito - aggiunge - e lui sa che i leghisti non scherzano...". Promesse ribadite ai sindaci della provincia di Padova, incontrati nella prefettura della cittadina, dove la presenza del premier viene contestata da alcune centinaia di giovani.

"Vergogna, dimissioni, noi il bunga bunga non lo paghiamo", urlano, mentre il presidente del Consiglio elogia davanti agli amministratori locali il sistema della Protezione civile, che ha gestito l'emergenza "in maniera ecomiabile". Poi il volo in elicottero e il ritorno a Roma. E domani sarà il presidente Napolitano a toccare con mano i danni provocati dal maltempo. Nel frattempo, però, il Capo dello Stato un'idea sulle cause di questo disastro se l'é già fatta. "Purtroppo, a volte, agli uomini piace concentrarsi su quello di cui hanno bisogno nell'immediato. E così non rispettano le regole", sostiene incontrando al Quirinale i ragazzi vincitori del concorso 'Immagini per la terra'. "C'é chi costruisce casa senza pensare se reggerà in caso di alluvione - aggiunge - e dunque ci vogliono le leggi che dicano cosa fare e cosa no. E una volta che sono state fatte - conclude - bisogna che vengano rispettate".

ZAIA, SOLDI?PRIMA VENETO. PREMIER CONTESTATO
dell'inviato Michele Galvan

Prima il Veneto alluvionato. Poi la 'Schola dei Gladiatori' di Pompei. La priorità negli aiuti del Governo la fissa il governatore Luca Zaia, nel giorno in cui il premier Silvio Berlusconi giunge in Veneto per fare la conta dei danni, rassicurando i comuni colpiti che lo Stato farà la sua parte. Una giornata attesa quella dell'arrivo di Berlusconi, insieme a Umberto Bossi, nel Veneto ferito, che si sente 'dimenticato'. Ma anche carica di tensione, per le contestazioni che un gruppo di 3-400 tra studenti, giovani del Pd e dei Centri sociali ha riservato al presidente del consiglio e al ministro della Lega. "Mafioso, mafioso", e "Dimissioni, dimissioni", sono stati gli insulti scanditi più volte all'indirizzo del capo del Governo. Non sono mancati gli slogan e gli striscioni irridenti, con tema preferito il 'caso' Ruby. Tra i manifestanti anche ricercatori dell'Università e, a titolo personale, l'assessore comunale all'ambiente, Alessandro Zan, con tanto di cartello: "sono anni che Ruby. Adesso aiuta noi alluvionati".

Un clima che, dopo il vertice con i sindaci e rappresentanti delle categorie economiche, ha convinto Berlusconi e Bossi a lasciare la Prefettura senza incontrare i giornalisti. Fuori di Palazzo Santo Stefano, tuttavia, un solo momento di tensione: quando i dimostranti hanno lanciato un potente petardo che ha leggermente ustionato un poliziotto. Il cordone di forze dell'ordine ha fronteggiato con decisione i manifestanti, c'é stato timore che partisse la scintilla degli scontri, ma tutto poi si è placato, con i giovani che alzavano le mani in segno di difesa. Il vertice in Prefettura, con i 21 sindaci dei Comuni padovani alluvionati da una parte, e dall'altra Berlusconi, Bossi, il sottosegretario Bertolaso e il presidente veneto Zaia, é durato poco più di un quarto d'ora. Alla fine i giudizi non erano unanimi. Polemico il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, per il quale si sono sentite "solo parole, parole, parole, ma nessun impegno concreto". Zanonato ha però solidarizzato con Berlusconi sulle contestazioni: "io - ha detto - sono per il rispetto delle istituzioni, Berlusconi è il capo del governo e bisogna rispettarlo. Dopo di che, non condivido quello che ha detto, perché ha raccontato solo chiacchiere". Quasi adirato il presidente dell'Ascom, Fernando Zilio: "non abbiamo potuto dire una parola, niente. Ringraziamo Berlusconi per l'incontro, ma noi abbiamo aziende distrutte, con la gente che piange e ora deve pagare le tasse. Non abbiamo avuto risposte concrete". Meno pessimisti i sindaci dei piccoli comuni padovani più provati dall'alluvione, come Elisa Venturini, di Casalserugo, e Anna Lazzarin, sindaco di Veggiano. "Il premier - ha riferito Venturini - ha detto cose concrete. Adesso attendiamo che quanto ha affermato si verifichi".

"Oggi sono contenta - ha detto Lazzarin - dopo una settimana di disperazione, di fango e di pianti ho visto un po' di luce". Per la presidente della Provincia di Padova, Barbara Degani, "le cose sono state fatte in maniera seria e competente". Degani ha definito "sterili" le polemiche ascoltate da alcuni degli amministratori locali: "da giorni chiediamo attenzioni, e quando arrivano il presidente del Consiglio, e domani il Capo dello Stato, bisogna accoglierli a braccia aperte". Ora c'é grande attenzione per quanto verrà deciso per il Veneto domani a Roma. "Domani a mezzogiorno a Palazzo Chigi - ha annunciato Berlusconi - ci sarà una riunione con Tremonti, Bertolaso e il presidente del Veneto, Luca Zaia, e lì decideremo un'importante cifra da stanziare come contributo alla Regione e ai 121 sindaci delle città colpite". Sempre il premier ha reso noto che l'Abi, oltre all'impegno per il rinvio delle rate dei mutui contratti dalle famiglie e dalle imprese, ha deciso di stanziare 700 milioni in prestiti alle popolazioni colpite dall'alluvione. Assicurazioni che potrebbero disinnescare quel rischio di "alluvione della rivoluzione" evocato dallo stesso Zaia. Che oggi tira il freno anche sulla proposta dell'Irpef: "trattenere qui l'Irpef? Non è una minaccia - spiega - sarebbe una necessità nel caso in cui dal Governo non arrivassero i soldi, ma so che non sarà così".

BERLUSCONI GIUNTO A CASERMA GDF DI COPPITO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è giunto alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito per partecipare alla cerimonia di consegna delle onorificenze ai responsabili della Protezione Civile che hanno preso parte alla ricostruzione della regione dopo il terremoto. Oltre al premier nell'auditorium della caserma sono presenti le autorità locali ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

Alla cerimonia per la consegna delle benemerenze ai rappresentanti della protezione civile che hanno preso parte alla ricostruzione post terremoto partecipa anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.

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