La scheda: in cinque regioni 100% comuni alto rischio
10 settembre, 17:16ROMA- Valle d'Aosta, Umbria, Molise, Calabria e Basilicata sono le regioni nelle quali il 100% dei comuni e' a rischio di frane o inondazioni. Fanno parte degli oltre 6.600 comuni italiani ad alta criticita' idrogeologica, pari all'81,9% dei comuni italiani. I dati, presentati a Roma in giugno nel Forum ''Le frane in casa'', si basano sui Piani regionali per l'assetto idrogeologico (Pai) e sulle mappe elaborate dal Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio).
Da queste ultime risulta inoltre che nel 2009 ben 3.458 scuole e 89 ospedali erano costruiti in zone ad alto rischio di alluvioni e frane. In entrambi i casi, rilevano i geologi, Napoli risulta essere la provincia con il maggior numero di edifici pubblici costruiti in aree a rischio. Complessivamente oggi in Italia sono censite 485.000 frane, che colpiscono un'area di circa 21.000 chilometri quadrati, pari al 6,9% del territorio nazionale. Eventi di questo tipo non sono certamente una sorpresa e prevenirli, rilevano i geologi, e' sicuramente possibile. Basti considerare che delle circa 9.000 localita' italiane colpite da frane, oltre il 25% e' stato colpito piu' di una volta e in oltre il 40% le alluvioni avvengono in modo ricorrente.
In un Paese dove ''il terreno e' in costante movimento'', come dicono i geologi, nell'ultimo secolo ogni regione e' stata colpita piu' volte. Si calcola inoltre che fra il 1900 e il 2002 si sono verificate 4.016 tra frane e inondazioni, 1.600 delle quali hanno provocato vittime (5.202 per frane e 2.640 per alluvioni) con una frequenza di circa 8 eventi fatali l'anno. Le persone rimaste senzatetto sono state oltre 700.000, il 75% delle quali a causa di inondazioni.






