In coma dopo tentata rapina, è caccia a gang di giovani
Vittima barista a Roma. Colleghi, forse ragazzini cocainomani
08 settembre, 21:32di Lorenzo Attianese
ROMA - Al capezzale del suo letto in ospedale, dove e' in coma e combatte per sopravvivere, non e' arrivato ancora nessuno. Ma adesso ha un nome e un volto: e' un barista romano di 63 anni, l'uomo rapinato e massacrato a calci e pugni due notti fa da un branco di giovani nella zona periferica della Magliana, a Roma. E in queste ore i carabinieri, che indagano sulla vicenda, stanno puntando l'attenzione sul mondo delle bande giovanili nella zona della Magliana responsabili in passato di rapine, raid e brutali aggressioni. Ennio, questo il nome del barista, era stato pestato con violenza e ridotto in fin di vita perche' si era opposto al tentativo di rapina messa in atto da un gruppo di giovani poi riusciti a fuggire. Addosso non aveva documenti ma nelle tasche 50 euro. Forse gli altri soldi sono stati rubati da chi lo ridotto in fin de vita.
''Lo hanno massacrato con cattiveria, non era il tipo da reagire, inoltre ha un fisico mingherlino'', dice il proprietario del bar in piazza Santa Maria Maggiore a Roma, dove lavora Ennio. Al bar sono ancora tutti scioccati e il titolare del locale ha ancora negli occhi l'immagine martoriata di quella foto di Ennio che combatte tra la vita e la morte in ospedale. E' stato proprio lui a riconoscere ieri il suo collega in una foto mostratagli dai carabinieri. ''E' ridotto veramente male - ha detto il proprietario del bar - credo che Ennio sia stato vittima di un gruppo di ragazzini cocainomani. Di sicuro gli hanno portato via il borsello che aveva sempre con se'. Lavorava qui da cinque anni e non aveva mai avuto problemi con nessuno''. I suoi colleghi lo descrivono come una persona riservata, rispettosa e dedita al lavoro.
''Non parla mai della sua vita privata - dicono - non e' sposato e non ha figli. Quando ieri non e' arrivato al lavoro pensavamo che avesse avuto un problema di salute, lo abbiamo cercato al cellulare ma il telefono era spento. Poi sono arrivati i carabinieri e hanno mostrato la foto. Sono risaliti a noi perchè Ennio aveva con se' ancora il grembiule del bar, visto che quella notte stava rientrando a casa dal lavoro''. L'episodio ha scatenato anche la reazione della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, che stava gia' sviluppando ''un reportage sugli uffici della capitale che si possono definire avamposti di legalita' e che hanno organici esigui''.






