Razzismo: 'sporco negro', ragazzino picchiato da coetanei
VICINO A MILANO; LA MADRE, GIA' INSULTI IN PASSATO MA MAI BOTTE
04 settembre, 09:34(di Gianluca Angelini) (ANSA) - MILANO, 3 SET - Era un anno e mezzo che quei ragazzini poco piu' grandi di lui - giusto un anno - lo avevano preso di mira per il colore della sua pelle. Un anno e mezzo di offese verbali. Ieri, per la prima volta, sono passati dalle parole ai fatti e per un dodicenne cubano, la serata e' finita con tanto spavento e il naso fratturato. Teatro dell'aggressione un parco di Zelo Surrigone, paese alle porte di Abbiategrasso, dove il giovane - che giocava con il suo skateboard insieme a due amici, coetanei - e' stato avvicinato da altri tre ragazzini, di tredici anni, insultato e poi preso a spinte e qualche pugno. Tornato a casa,ha raccontato l'accaduto alla madre e, successivamente, e' stato condotto all'ospedale di Abbiategrasso. Al giovane - che oggi e' stato visitato nel reparto di otorinolaringoiatria del nosocomio di Magenta - e' stata riscontrata una contusione al naso, con probabile frattura, e una lesione agli occhi. ''Ieri sera mio figlio era al parco con due amici della stessa eta' quando sono arrivati i tre ragazzini - ha spiegato all'ANSA la madre del giovane cubano, che oggi ha sporto denuncia ai Carabinieri -. Hanno salutato gli amici italiani e gli hanno chiesto il suo skate-board. Mio figlio glielo ha dato per andare a giocare con una altalena ma quando ha visto che stavano per rompere lo skate-board e' andato a riprenderlo e li' e' iniziato tutto''. A quel punto, osserva infatti la donna, - cubana, madre del ragazzino e di un altro figlio, in Italia da 15 anni e divorziata dal marito italiano - ''lo hanno insultato dicendogli 'sporco negro' e 'negro di m...', poi due lo hanno tenuto fermo e uno ha cominciato a colpirlo con dei pugni: gli hanno rotto il naso e gonfiato tutta la faccia. E' successo tante volte che lo offendessero verbalmente - ha proseguito la madre - e' una cosa che va avanti da circa un anno e mezzo ma e' la prima volta che gli mettono le mani addosso. I due amici italiani che erano con lui - ha chiosato - sono piccolini e tranquilli, si sono spaventati e gli hanno detto di smettere''. I tre aggressori - non ancora identificati con certezza nonostante siano stati forniti dati abbastanza precisi sul loro conto - non frequentano la stessa classe del ragazzino cubano, ma studiano nella stessa scuola media, l'istituto comprensivo 'Gianni Rodari' di Vermezzo, paesino contiguo a Zelo Surrigone. All'istituto composto da sei plessi distribuiti tra Vermezzo, Zelo Surrigone e Gudo Visconti, fanno capo tre scuole dell'infanzia, due scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado. Gli alunni iscritti e frequentanti sono circa 800 mentre i docenti sono un'ottantina. Il ragazzino vittima dell'aggressione, insieme alla madre e al fratello, era stato ospite di una famiglia milanese, nel 2008, in occasione dell'iniziativa natalizia 'Aggiungi un posto a tavola', promossa dall'Osservatorio di Milano per facilitare il dialogo e l'integrazione tra persone di diversa provenienza. (ANSA).






