Immigrazione: nuove fughe organizzate dai Cie italiani
A Milano in 18 sui tetti e uno evade, in Friuli scappano in 25
16 agosto, 19:25di Stefano Rottigni
MILANO - Prima Brindisi, poi Gradisca d'Isonzo e Milano. Tre evasioni che sembrano avere un' unica regia, come quelle che si erano verificate meno di un mese fa, il 18 luglio, nei Cie del capoluogo lombardo e della citta' friulana. Dal Centro d'identificazione ed espulsione milanese la notte scorsa hanno cercato la fuga in 18 salendo sul tetto ma solo uno, un algerino, ce l'ha fatta; da quello friulano sono scappati in 25, ma 14 sono stati ripresi. A Brindisi erano fuggiti in 30 e in 20 sono stati rintracciati.
Alberto Bruno, commissario della Croce rossa milanese, che gestisce via Corelli, e' convinto che anche in questo caso siano state evasioni organizzate: ''Si tratta di persone che hanno tutte un cellulare, che sono arrivate negli stessi periodi, e di uguale nazionalita''' spiega. Evasioni e disordini diversi rispetto alle rivolte degli anni scorsi contro le condizioni di trattenimento, come quella del 14 agosto del 2009 che causo' a Milano la condanna per danneggiamento e altri reati di 13 immigrati. Nelle rivolte, i responsabili avevano cercato di avere la massima risonanza mediatica avvisando, in alcuni casi, i mezzi di comunicazione, mentre le fughe di questi giorni non sono state ovviamente preannunciate.
C'erano stati danneggiamenti importanti, con l'incendio di materassi e la devastazione di arredi e suppellettili. Negli ultimi casi, i disordini sono invece apparsi piu' dei diversivi per distrarre le forze dell'ordine. Il commisario della Cri non mette questi ultimi episodi in relazione a una presunta insufficienza strutturale dei Cie (almeno in quello di Milano non vi e' sovraffollamento) e, per quanto riguarda la richiesta di aumento del numero di questi centri, spiega che si tratta di ''una questione relativa alla politica di lotta all'immigrazione clandestina riguardo la quale la Croce rossa non puo', ne' vuole intervenire''.
A chiedere nuovi Cie e' stato invece il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, secondo il quale si ripropone ''l' urgenza di trovare nuove sedi da aggiungersi'' a una struttura, come via Corelli, ''che si dimostra palesemente insufficiente a contenere gli enormi flussi di irregolari''.
''La normativa del 'pacchetto sicurezza' - ha spiegato - che ha prorogato fino a 180 giorni la possibilita' di trattenimento nei Cie, rischia di essere vanificata se poi non abbiamo sedi adeguate''. Il segretario provinciale del Siulp di Gorizia, Giovanni Sammito, si e' detto infine preoccupato della ''escalation di tentativi di fuga''. ''Purtroppo il Cie di Gradisca d'Isonzo - ha aggiunto il sindacalista - annovera una serie di primati: e' uno dei Cie piu' costosi d'Italia, e' il Cie secondo come dimensioni e numero di ospiti rispetto agli altri 13 che ci sono sul territorio nazionale, e' un Cie che in proporzione ha meno uomini dedicati alla sicurezza della struttura''.






