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Speculazioni post-sisma, gli indagati negano tutto

Si dimette assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati, raggiunta da interdizione

03 agosto, 23:10
L'Aquila
L'Aquila
Speculazioni post-sisma, gli indagati negano tutto
(di Berardino Santilli)
 
L'AQUILA - Indagati ed arrestati hanno negato ogni addebito, rispondendo alle domande del Gip del tribunale dell'Aquila e basando la difesa sul fatto che le intercettazioni sono state fraintese. Tanto e' vero che gli interrogatori dei coinvolti nell'inchiesta per le presunte tangenti sui lavori per la ricostruzione post terremoto sono diventati fiume. In serata sono ancora in corso e vanno avanti dalle 9,30. L'avvocato Antonio Milo ha presentato istanza di scarcerazione per gli unici due in carcere: l'ex deputato di An, poi passato a Fi, Vicenzo Angeloni, sotto torchio per primo per oltre tre ore, e l'ex capogruppo di Forza Itala, Ezio Stati, padre di Daniela, indagata ed interdetta dai pubblici uffici e per questo costretta a dimettersi da assessore regionale alla Protezione Civile. Anche lei, nel lungo interrogatorio, si e' difesa dall'accusa di corruzione sottolineando che da amministratore pubblico ha fatto solo il proprio dovere nel cercare commesse per Abruzzo Engineering. Ha raccontato di essersi rivolta al governatore per parlargli dei dipendenti della societa': ''Chiamai Chiodi per valutare la possibilita' di un loro inserimento''. Per quanto riguarda l'anello con brillante, che l'accusa ritiene esserle stato donato per favorire la societa', ai giornalisti, prima dell'interrogatorio, ha detto essere un regalo del compagno. Discorsi non dissimili quelli del compagno, Marco Bozzelli, ai domiciliari, e di Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, societa' di Finmeccanica, ed ex consigliere di amministrazione di AE, che ha l'obbligo di dimora a Roma, e per il quale l'interrogatorio a tarda sera e' ancora in corso. Prima di sedersi davanti al gip, ai giornalisti lui aveva detto che la sua preoccupazione era che si pensasse che le sue attivita' avessero sfruttato il terremoto quando, al contrario, ''per l'Aquila abbiamo fatto interventi importanti lavorando su vari servizi tecnologici di rete che abbiamo messo a disposizione, anche in vista del G8''. La lunga giornata al tribunale ha avuto momento di tensione, anche se gli indagati si sono mostrati sereni: in particolare, Ezio Stati ha salutato la figlia chiamandola assessore ed affermando davanti ai giornalisti che tutto si chiarira' presto. Ma ne' gli indagati, ne' i legali hanno fornito spiegazioni su quanto emerso dalle intercettazioni della procura secondo le quali Angeloni avrebbe regalato un anello con brillante, del valore di circa 15 mila euro, alla Stati, un'auto Audi 4 al compagno, e un televisore a Ezio Stati. Comunque, il capo della squadra mobile di Pescara, Nicola Zupo, dalle cui indagini e' partito questo filone di inchiesta, ha fatto intendere che le indagini vanno avanti e vi saranno sviluppi. ''Compatibilmente con il segreto istruttorio - ha spiegato Milo - possiamo dire che Angeloni ha respinto le interpretazioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche date dalla Procura''. ''Angeloni, ex presidente della Valle del Giovenco, in lega Pro - ha aggiunto il legale - ha dato un'interpretazione alternativa che riteniamo convincente e ha indicato testimoni per riscontrare il tipo di dialogo effettivamente posto in essere e spiegare il senso. Angeloni esclude in maniera categorica di aver avuto rapporti con la societa' che farebbe capo, secondo l'interpretazione accusatoria, al co-indagato Stornelli, al quale ha venduto la Valle del Giovenco, poi fallita, con il quale ha un rapporto di evidente conflittualita'''. In riferimento ad Ezio Stati, il legale ha detto: ''Siamo fiduciosi, in quanto il mio assistito ha spiegato in maniera chiara e persuasiva tutte le intercettazioni, rispondendo a giudice e pubblico ministero''. In una seduta tesa del consiglio regionale il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha accusato alcuni organi di informazione ''che fanno disinformazione'' e quanti hanno ''speculato'' sui presunti rapporti del suo studio commercialista con la societa' Abruzzo Engineering. Il riferimento e' alla circostanza emersa nelle intercettazioni dell'inchiesta e pubblicata dai giornali. Le opposizioni hanno difeso il diritto di informazione e chiesto una seduta straordinaria prima delle ferie. L'ordine dei giornalisti ha stigmatizzato l'intervento di Chiodi che in serata con una nota ha chiarito: ''non avevo la minima intenzione di criticare la stampa che, nella quasi totalita' dei casi, per cio' che mi riguarda, ha ricostruito la vicenda in modo equilibrato. Il mio rispetto per la liberta' di stampa e' massimo''.

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