Crollo di Afragola, lavori abusivi
'Ristrutturazione mai autirizzata'' precisa l'amministrazione comunale
02 agosto, 12:23
NAPOLI - Era stata ristrutturata la palazzina di Afragola (Napoli) crollata nella notte tra venerdì e sabato scorso ma i lavori non sono stati mai autorizzati dal Comune. Lo precisa la stessa amministrazione comunale alla quale "non è mai arrivata alcuna richiesta per effettuare la ristrutturazione". Escluso, sempre dal Comune, che il crollo, che ha causato la morte di tre persone, sia stato determinato dalla presenza di una cavità sotterranea "visto che non è stato rilevato alcun vuoto al di sotto dell'edificio". Intanto rilievi e verifiche sono in corso sugli edifici che si trovano nelle immediate vicinanze della palazzina crollata. I tecnici del Comune sono a lavoro per consentire, al più presto, il rientro a casa delle trenta persone attualmente sgomberate. Due gli edifici che sono stati coinvolti dal provvedimento di sgombero: quindici i cittadini ospitati in strutture alberghiere e altrettante presso amici e parenti. I sopralluoghi dovrebbero terminare entro un paio di giorni, dopo di che potrebbe scattare il rientro a casa. Intanto i cittadini continuano ad avere paura: diverse le segnalazioni che stanno arrivando, anche in queste ore, agli uffici dell' amministrazione comunale, per sollecitare rilievi. Infine un appello del Comune ai diversi geologi che, in queste ore, stanno più volte segnalando la presenza di cavità in tutto il territorio di Afragola: l'amministrazione si dice consapevole della presenza di tale fenomeno ma invita a "non fare inutili allarmismi".
LA PICCOLA IMMA STA BENE - Per una bambina che ha fatto gridare al miracolo e che è sopravvissuta al crollo di una palazzina, il rischio di una indigestione da gelato deve sembrare davvero poca cosa. Sta bene Imma Mauriello, 10 anni e quindici ore trascorse sotto le macerie, ieri, prima che il suo lamento fosse recepito. Oggi, ha potuto fare incetta del suo dolce preferito. Il dolore che avverte alla gamba, rimasta a lungo intrappolata sotto la trave che le ha salvato la vita, è poca cosa rispetto al peggio che le poteva capitare. E quella richiesta fatta ieri di un gelato alla nocciola non ha lasciato insensibili: in tanti oggi, amici ed estranei, sono andati a trovarla in ospedale provvisti del gustoso omaggio. Una vera e propria gara di solidarietà che ha spinto i familiari a chiedere un maggiore rispetto della privacy. Riservatezza auspicata anche dal presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo. "La piccola Imma ha bisogno di stare fuori dal circo mediatico - sottolinea - Ora ha solo bisogno di stare con i suoi cari, è in una fase molto delicata e ha bisogno di essere tutelata, protetta e sostenuta". Secondo Caffo "bisognerebbe evitare di fare spettacolo sulla pelle dei bambini" e invece si sono riviste scene "paragonabili a Vermicino".
"Gli elementi c'erano tutti - dice - le emozioni, la salvezza che cancella i morti. Ho subito pensato che si sarebbe costruito su questa vicenda drammatica un evento mediatico". Imma ha trascorso una notte tranquilla. Nonostante il trauma addominale e lo schiacciamento di un piede, non ha nulla di rotto e le sue condizioni sono giudicate buone dai sanitari del Santobono di Napoli che contano di dimetterla prima di Ferragosto: "La situazione è buona - ha detto il vicedirettore sanitario Eduardo Ruotolo - sta meglio. Resterà comunque sotto osservazione per le prossime ventiquattro ore per verificare eventuali complicanze che al momento non ci sono". Eppure, da bambina già matura, Imma ha poca voglia di gioire per lo scampato pericolo: "Ho pensato a mamma e papà. E anche a mio fratello gemello. Con lui stiamo insieme, giochiamo, ma litighiamo pure. E poi ho pensato di morire, mi mancava l'aria", dice rievocando quelle ore trascorse sotto le macerie. "Ma oggi non è un bel giorno - aggiunge - anche se è tutto passato". La bimba ancora non sa che la nonna, con la quale dormiva nell'appartamento caduto al suolo, nel crollo è morta. Ma forse comincia a realizzare e allora aggiunge: "Non sono contenta di come è andata a finire". E' comprensibilmente ancora sotto choc per quello che le è capitato, Imma, e stesa sul lettino del reparto di Chirurgia dell'ospedale, ha l'aria triste mentre cerca di distrarsi giocando con il suo Nintendo. Accanto a lei ci sono la sorella e la mamma. Col fratello gemello, al quale è molto legata, si è vista ieri sera. Lui era l'unico a credere nel miracolo. Come racconta la madre: "Ieri, quando avevamo perso la speranza di rivedere Imma, era lui a dirmi di non preoccuparmi e che sentiva la sua voce che mi chiamava".
Ma il pensiero di Imma è continuamente rivolto a nonna Anna. I familiari non sanno quando, né come, le daranno la triste notizia: "E' ancora troppo presto" - dice la sorella Anna. "Per fortuna mia figlia è viva, anche se ho perso mia mamma - commenta invece la madre della bimba -. Diciamo che lei é morta per salvare sua nipote". "Imma - osserva il papà Stefano - è già una piccola donna, aiuta in casa e si prendeva cura della nonna". Resta di buono in questa brutta storia la solidarietà di quei tanti che portano il gelato a Imma: "Ma già ieri durante le operazioni per estrarla dalle macerie - scherza la sorella Anna - Imma ha avuto il suo gelato alla nocciola". Come a dire, sarà pure in gamba, ma meglio non viziarla.








