I consigli su alghe, zecche e infezioni da piscina
Stilati dall'Istituto superiore di sanità per evitare brutte sorprese
30 luglio, 18:26
ROMA - Estate, tempo di viaggi e vacanze, ma da affrontare con qualche accorgimento. Piscine, mare, prati e campi possono essere infatti il ricettacolo di infezioni e parassiti se non si prende qualche piccolo accorgimento. Ecco alcuni consigli stilati dall'Istituto superiore di sanità per evitare di incorrere in brutte sorprese.
PISCINE: possono nascondere batteri, virus e parassiti, così come anche fontane e specchi d'acqua naturali. Il trattamento delle acque con cloro non elimina del tutto il problema, perché alcuni agenti patogeni resistenti. La contaminazione dei bacini acquiferi avviene dagli scarichi fognari a industriali non trattati, mentre nelle piscine tramite gli utenti, se entrano in acqua con patologie come diarrea, infezioni respiratorie e cutanee. Le infezioni più comuni da piscina possono essere dovute all'ingestione di acqua infetta (diarrea, criptosporidiosi e l'enterite da Giardia e infezioni da escherichia coli e virus dell'epatite A), o per contatto con secrezioni nasali e orofaringee, squame della pelle e capelli, che provocano congiuntiviti, faringiti, verruche, follicoliti, irritazioni cutanee e delle prime vie respiratorie. Efficaci misure di prevenzione sono quelle di non farsi il bagno se affetti da diarrea, cambiare e lavare spesso i bambini con pannolino prima di farli rientrare in acqua, non ingerire l'acqua della piscina e usare la cuffia.
MARE: il pericolo è invece rappresentato dalle alghe, alcune delle quali tossiche, le palitossine, tra le principali cause di avvelenamento da prodotti ittici, come l'Ostreopsis ovata. L'acqua con alghe è opalescente e con schiuma in superficie. L'uomo può rimanere intossicato per via alimentare, mangiando molluschi, crostacei o pesci contaminati (con vomito, diarrea, dolori agli arti e difficoltà respiratorie), o per via aerea inalando frammenti di cellule di alghe marine o tossine. I sintomi, che si presentano dopo 2-6 ore dall'esposizione, sono febbre alta, tosse, cefalea, nausea, congiuntivite e lacrimazione, vomito e dermatite. Il ministero della Salute raccomanda di pulire la battigia e intensificare i controlli nella raccolta di prodotti ittici.
ZECCHE: vivono sul terreno, nell'erba, soprattutto ai margini di boschi e sentieri, alla base dei cespugli e vicino ai corsi d'acqua. Possono trasmettere la borreliosi di Lyme e l'encefalite da morso di zecca. E' bene lavarsi e ispezionare accuratamente tutto il corpo al rientro da gite o da lavori nei boschi o prati, evitare di sedersi direttamente sull'erba, indossare abiti coprenti di colore chiaro. Se si viene morsi, la zecca va asportata subito con una pinzetta e disinfettatando la zona.







