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Sigilli all'Hollywood, chiesto il dissequestro

Richiesta presentata al Rieame nell'ambito dell'inchiesta su un giro di mazzette e di droga

27 luglio, 18:37
Polizia all'Hollywood
Polizia all'Hollywood
Sigilli all'Hollywood, chiesto il dissequestro

MILANO - Una richiesta di revoca di sequestro dell' 'Hollywood', la discoteca a cui ieri sono stati messi i sigilli nell'ambito dell'inchiesta su un giro di droga in alcuni locali notturni milanesi e presunte mazzette per ammorbidire i controlli amministrativi, è stata inoltrata al Tribunale del Riesame di Milano. L'istanza è stata presentata dChiesto il dissequestro dell'Hollywoodall'avvocato Andrea Fares, che ha anche chiesto la revoca degli arresti domiciliari disposti sempre ieri nei confronti del suo assistito, Davide Guglielmini, amministratore della Vimar, la società che gestisce l'Hollywood.

L'avvocato Fares, nel presentare le due richieste, ha ritenuto che per Guglielmini non sussistano più le esigenze cautelari, in quanto dalla fine del 2008 è uscito dalla Vimar (ha solo una quota della società) e non frequenta più l'Hollywood. In secondo luogo, come ha spiegato lo stesso difensore, l'Hollywood, già posto sotto sequestro dal gip Salvini da quando nell'agosto-settembre 2008 è stato riaperto, é completamente cambiato. "Non esiste più il privé come una volta - ha detto - e soprattutto non c'é più il bagno che si trova all'esterno e serve tutti gli utenti della discoteca". Il legale in sostanza ha evidenziato che le indagini per cui ieri il suo cliente insieme ad altri è finito agli arresti domiciliari "si sono fermate al 2007" e da allora la situazione è cambiata.

SIGILLI ALLE DISCOTECHE HOLLYWOOD E THE CLUB, BELEN TESTE
Presunto  giro di mazzette e di droga nei locali notturni milanesi: poste sotto sequestro la nota discoteca Hollywood, molto conosciuta perche' frequentata da vip e personaggi dello spettacolo, e un altro luogo molto noto della movida milanese, la discoteca The Club.

Belen Rodriguez, famosa showgirl e conduttrice tv, è tra i testimoni dell'inchiesta della Procura di Milano. Nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di cinque persone, tra cui il presidente del Sindacato italiano dei locali da ballo, Rodolfo Citterio, compare, a quanto si è appreso, infatti, anche la testimonianza della showgirl Belen, che avrebbe raccontato agli inquirenti che all'interno dell' Hollywood veniva consumata abitualmente droga, in particolare cocaina.

La cocaina veniva servita ai tavoli, insieme a fiumi di champagne che scorrevano nei privé dei locali tra i più esclusivi di Milano. Più che un'usanza il consumo di droga all'interno della discoteca Hollywood di corso Como e del locale The Club di Largo La Foppa, frequentata da personaggi dello spettacolo e imprenditori, secondo gli investigatori era un vero e proprio "sistema", come lo hanno definito gli uomini della Squadra Mobile di Milano.

Tanto che, nel giro di tre anni, lo spaccio e la cessione della "neve" nei privé è stato più volte accertato dalla polizia, sia con servizi in borghese sia grazie all'uso di telecamere. Per questo, per la prima volta, il gip di Milano, Giulia Turri, ha firmato l'arresto dei titolari delle società che gestivano le discoteche: l' accusa per tutti è di aver agevolato il consumo di droga all'interno dei locali pubblici. I tre imprenditori avrebbero agevolato il consumo di cocaina, che avveniva sia ai tavoli dei privé sia nei bagni delle due discoteche. In tutto gli ordini di custodia cautelare sono 5, gli indagati 19. La misura cautelare è stata notificata all'alba di oggi a Davide Guglielmini, 49 anni, Alberto Baldaccini, di 37, e Andrea Gallesi, di 42, in qualità di soci delle società Vimar e B&B Company che si occupano della gestione di diversi locali alla moda di Milano.

Un secondo filone dell'inchiesta, partita nel maggio 2007 da una costola dell'indagine su Vallettopoli, ha portato invece gli agenti ad accertare anche episodi di corruzione che avrebbero coinvolto sia i gestori dei locali milanesi sia dipendenti della pubblica amministrazione. Per ottenere "agevolazioni", sia sui permessi per l'apertura dei locali sia sui controlli, gli imprenditori del divertimento contattavano componenti della commissione vigilanza del Comune di Milano (ora di competenza della Prefettura) in cambio di favori: con l'accusa di corruzione, concussione e falsità materiale sono stati arrestati (ai domiciliari) Aldo Centonsi, 42 anni, dipendente dell'Ufficio Demanio del Comune, e Rodolfo Citterio, componente della commissione di vigilanza nonché presidente del Sindacato italiano dei locali da ballo. A quest'ultimo l'ordinanza è stata notificata alle 13:30 in stazione centrale al ritorno da una vacanza. Altre 19 persone hanno ricevuto un avviso di garanzia: 9 per il filone dello spaccio di droga nei locali, 10 sono invece dipendenti della pubblica amministrazione, dipendenti del Comune di Milano e della Regione Lombardia, che avrebbero, secondo le accuse, agevolato i gestori con permessi e avvisi di controlli per la sicurezza. La notte scorsa, la polizia ha sequestrato le discoteche Hollywood e The Club (attualmente chiuso per la pausa estiva), mentre altri controlli hanno interessato i locali facenti capo alle società Vimar e B&B: il Just Cavalli, il The Beach di via Corelli e l'Hollywood Bar di via Pisani.

Gli investigatori avrebbero anche piazzato delle microcamere per filmare il via vai nei bagni dell'Hollywood, dove alcuni vip e frequentatori della discoteca hanno sniffato cocaina. Nelle carte dell'inchiesta ci sarebbe anche una intercettazione nella quale Emiliano Bezzon, ex comandante della polizia locale di Milano, parla con Citterio, chiedendogli di fargli sapere quali sono i locali dove si spaccia, in modo da intervenire con un blitz delle forze dell'ordine. Bezzon risulta indagato nell'inchiesta per abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio.

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