Strage via D'Amelio: Pisanu, convocheremo pm
"La scena - ha aggiunto - è stata increspata da qualche incomprensione''
21 luglio, 20:52
PALERMO - "Il capogruppo del Pdl in Commissione Antimafia e anche altri colleghi hanno avanzato la richiesta di convocare il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari per chiarire il senso delle dichiarazioni attribuite a lui e ai suoi collaboratori e di cui la commissione non ha avuto nessun riscontro". L'ha detto il presidente dell'Antimafia Beppe Pisanu in un intervallo dei lavori alla prefettura di Palermo, dove la commissione sta audendo il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. "La scena - ha aggiunto Pisanu - è stata increspata da qualche incomprensione: ieri sarebbe stato detto che siamo a un passo dalla verità su via D'Amelio. Me lo auguro, ma purtroppo non è così. E' più corretto dire che si stanno facendo passi in direzione della verità, ma siamo lontani dalla meta". "Ribadisco - ha detto Pisanu - che nel corso delle audizioni nessuno della Commissione ha avuto la sensazione che la magistratura fosse a un passo dalla verità". "Inoltre - ha aggiunto - ritengo che le forze politiche siano in grado di fare i conti con la realtà".
SPATUZZA CONTINUERA' A COLLABORARE - "Il caso Spatuzza è stato affrontato con l'audizione seguita alla mancata concessione della protezione da parte della Commissione del Ministero dell'Interno, che ricordo ha un carattere amministrativo ed è soggetta al pronunciamento del Tar e del consiglio di Stato. Ma la mancata concessione non impedisce che Spatuzza, come egli stesso a dichiarato, continui a collaborare". L'ha detto a Palermo il presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu. "L'orientamento prevalente - ha aggiunto - era per una concessione della protezione a Spatuzza, ma la decisione della Commissione ministeriale era ben motivata sotto il profilo giuridico".
I PM DI CALTANISSETTA, VERITA' SU VIA D'AMELIO A UN PASSO - La verità sulla strage di via D'Amelio è vicina. Anzi, è a un passo. A 18 anni dall'assassinio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, i magistrati di Caltanissetta non hanno dubbi. Nonostante i depistaggi, le "amnesie" istituzionali, le false prove e i falsi pentiti, le indagini sono prossime a una svolta. Terribile e clamorosa. "Il fatto - si chiede l'aggiunto Nico Gozzo, ascoltato a lungo, ieri, dalla commissione nazionale Antimafia assieme al procuratore Sergio Lari - è se c'é una politica in grado di raccogliere questa verità". Credono nelle capacità dello Stato, invece, i pm. E in quelle della magistratura, costretta a riscrivere una storia processuale che il suggello della Cassazione aveva reso definitiva. Delle "clamorose sviste investigative", costate undici ergastoli a imputati probabilmente innocenti, è tornato a parlare Lari, che si appresta a inviare alla Procura generale il materiale per chiedere la revisione del processo agli esecutori materiali della strage. Un processo mandato in frantumi dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza che ha smontato la vacillante ricostruzione di Vincenzo Scarantino, pentito dalle alterne vicende che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere uno dei tasselli del clamoroso depistaggio.







