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Eolico: almeno 5 indagati, c'è anche Verdini

L'accusa e' di violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle associazioni segrete

13 luglio, 16:40
Denis Verdini
Denis Verdini
Eolico: almeno 5 indagati, c'è anche Verdini
ROMA - Sarebbero almeno cinque gli indagati nella tranche dell'inchiesta sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna condotta dalla Procura di Roma che ha svelato "un'associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti" e volta "a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonché degli apparati della pubblica amministrazione". Tra questi appare anche il coordinatore del Pdl Denis Verdini accusato come gli altri di violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle associazioni segrete. Nel registro degli indagati oltre all'imprenditore sardo Flavio Carboni, all'ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e all'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino, arrestati tre giorni fa, risulta iscritto anche l'assessore regionale della Campania Ernesto Sica.
 
MARTONE LASCIA LA MAGISTRATURA - Lascia la magistratura Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione, e che secondo l'inchiesta romana sull'associazione per delinquere messa in piedi da Flavio Carboni, avrebbe partecipato alla cena del 23 settembre scorso nella casa romana del coordinatore del Pdl Denis Verdini. Nel corso della cena si sarebbe discusso di un tentativo di avvicinamento dei giudici della Consulta che dovevano decidere sul Lodo Alfano. La notizia, anticipata dal Fatto Quotidiano, ha trovato conferma in ambienti del Csm, secondo i quali pero' non si tratterebbe di un'istanza di dimissioni ma di una domanda di pensionamento. In passato presidente dell'Anm e dell'autorita' garante sul diritto di sciopero, Martone ha 69 anni ed e' in magistratura dal 1965. La richiesta di lasciare la toga sarebbe stata presentata venerdi' scorso. A quella cena avrebbero partecipato anche il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, oltre a Carbone e all'ex assessore del Comune di Napoli Arcangelo Martino e all'ex giudice tributario Raffaele Lombardi.
 
ANM, NO A TOGHE VICINE A COMITATI AFFARI - "Il tema della questione morale non ammette indugi e tentennamenti. Non vogliamo magistrati contigui al potente di turno e vicini ai comitati d'affari. Vogliamo, invece, magistrati indipendenti e integri la cui attività si affermi nelle aule di giustizia e non nei salotti". Lo dichiarano il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario generale Giuseppe Cascini, commentando gli ultimi sviluppi dell'inchiesta della procura di Roma per associazione per delinquere. "Il clima di inquinamento e di condizionamento che emerge dagli atti - proseguono - è allarmante. Chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire con prontezza e rigore".
 
BOCCHINO: PER VERDINI 'SOLUZIONE BRANCHER' - "Da amico mi auguro che Denis Verdini sappia dimostrare la sua innocenza", ma "dal punto di vista politico c'é un enorme problema di opportunità che il premier non può far finta di non vedere. Il Berlusconi 'ghe pensi mi' come ha risolto il caso Brancher così deve risolvere il caso Verdini". Ne è convinto vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino, che in un'intervista alla Stampa invoca le dimissioni anche per Ernesto Sica e Nicola Cosentino. "La cosa davvero preoccupante è il risvolto di malcostume nel partito", sottolinea il deputato finiano. "C'é un problema della classe dirigente del Pdl che non riesce a interpretare il progetto originario di Berlusconi e Fini. La degenerazione è arrivata a livelli di guardia con spericolate e vergognose operazioni di dossieraggi contro esponenti del partito".
"L'assessore regionale della Campania Ernesto Sica si deve dimettere subito. Lui è stato catapultato in giunta dal suo sponsor-protettore: Silvio Berlusconi. Sica è quello che costruisce il falso dossier contro Stefano Caldoro, il nostro governatore", dichiara Bocchino. Anche Cosentino, sottosegretario all'Economia e segretario regionale del Pdl, "partecipa all'azione di dossieraggio contro il futuro governatore della Campania, dunque non può più essere segretario del partito". Nell'intervista Bocchino interviene sull'incontro tra Berlusconi e Casini nella cena a casa di Bruno Vespa, cui "era stato invitato anche Gianfranco Fini che però ha preferito raggiungere le figlie al mare", e commenta le ultime dichiarazioni del premier sulla stampa. "E' una sciocchezza imperdonabile prendersela con la sinistra che imbavaglia la verità. Il mondo dell'informazione è plurale e per i giornalisti è un dovere raccontare i fatti".
 
COMPLOTTO CONTRO CALDORO, GOVERNATORE INCONTRA SICA - Il governatore campano Stefano Caldoro incontrerà nel pomeriggio l'assessore regionale all'Avvocatura Ernesto Sica accusato dalla procura di Roma, nell'ambito delle indagini sugli appalti eolici, di essere al centro di un complotto ordito ai danni dello stesso Caldoro per screditarne la candidatura alle ultime Regionali della Campania. L'assessore, ieri, aveva espressamente chiesto un incontro chiarificatore con Caldoro per spiegare le sue ragioni dichiarandosi disponibile a rassegnare le dimissioni come richiesto dal governatore. L'incontro si terrà a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.
BONDI, CULTURA PDL NON E' GIUSTIZIALISMO - "In riferimento ad alcune prese di posizione desideriamo ricordare che la cultura del Pdl non è il giustizialismo né la condanna preventiva emessa sui mezzi di comunicazione. Questo principio di cultura liberale e di rispetto della dignità di ogni persona vale sia per i nostri avversari politici che per gli esponenti del nostro partito". Lo dice il ministro dei beni culturali e coordinatore Pdl Sandro Bondi. "In questo caso vale naturalmente per l'on. Verdini al quale rinnoviamo la nostra solidarietà. E questo principio vale sempre e per chiunque sia stato coinvolto in indagini giudiziarie - conclude Bondi -, senza che sia intervenuto un giudizio di merito della magistratura".

BRAMBILLA, SOLIDARIETA' A VERDINI - "In certi casi è sempre più dignitoso e serio tacere piuttosto che esprimere giudizi affrettati ed ergersi a rappresentanti di metodi giustizialisti. Attaccare il Coordinatore nazionale del PdL sulla base di accuse che non hanno fondamento e che servono solo a gettare fango senza che ci sia stato il minimo vaglio processuale, è grave, strumentale e sospetto. All'on. Verdini va la mia personale solidarietà e, ne sono certa, quella di tutti coloro che in questi anni hanno condotto battaglie contro l'uso politico della giustizia". Lo afferma il ministro del turismo Michela Brambilla.

GRANATA, CHI COINVOLTO FACCIA PASSO INDIETRO - Temo di si". Così Fabio Granata risponde a KlausCondicio in onda su You Tube alla domanda se tema che ci possa essere qualche ministro coinvolto nel cosidetto scandalo P3. "Non si capisce perché i problemi nel PDL sarebbero rappresentati da persone come Granata e Bocchino e non da chi invece trama con residuati di chi agiva contro la Repubblica nella migliore delle ipotesi per gestire affari."Chi fosse coinvolto in lobby occulte deve fare un passo indietro. Auspico un passo indietro da parte di chiunque invece di occuparsi di politica si occupa di affari. Al di là delle questioni giudiziarie e i coinvolgimenti penali delle persone , esiste una questione politica e un'etica della responsabilità da parte di chi gestisce la cosa pubblica sia che questo avvenga attraverso un partito che attraverso un Governo".

GRASSO, LOBBY? VEDERE SE E' ANTIDEMOCRATICA - "Qualcuno oggi può dire: ma si tratta di lobby. Bisogna vedere se questa attività lobbystica mette in pericolo la democrazia e l'uguaglianza dei cittadini, oppure no, e poi bisogna vedere se c'é la volontà politica di perseguire anche quello". E' il commento del procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, prima di intervenire ad un dibattito a Firenze, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano una valutazione sull'inchiesta su presunte associazioni segrete legate alla vicenda degli appalti per l'energia eolica in Sardegna. Grasso ha risposto dicendo anche che "il problema, in questi casi, è nella difficoltà ad individuare una figura di reato che si percepisce come qualcosa di illecito ma che è difficile da perseguire da un punto di vista penale". Grasso ha proseguito facendo l'esempio "della corruzione, la quale richiede un rapporto sinallagmatico, un accordo tra chi dà qualcosa, intendo da parte di un pubblico ufficiale, e chi riceve un compenso o un'utilità". Grasso ha quindi aggiunto che "oggi sembra di assistere alla presenza di una rete criminale in cui c'é uno scambio di favori talmente complicato che non rientra nei nostri modelli giuridici, in particolare nel nostro modello di reato di corruzione. Pertanto i giudici sono costretti a ricorrere a reati associativi, per ricostruire il reticolo criminale da cui si origina uno scambio di favori e privilegi".asce più deboli, un sacrificio pesante fatto di tagli agli enti locali e ai servizi per i cittadini", conclude.

 

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