Uccide la ex e si spara alla testa nel Cremonese
Seconda tragedia passionale in soli due giorni nella zona, dopo gli omicidi dello 'stalker seriale' De Carlo
03 luglio, 19:18CREMONA - Con lucidità ha attuato il piano che probabilmente aveva in mente da tempo. Riccardo Regazzetti, l'autotrasportatore di 28 anni che ieri sera si è sparato alla tempia dopo avere ucciso con tre colpi di pistola l'ex fidanzata Debora Palazzo, di 19 anni, studentessa e impiegata presso la ditta del padre. Lunedì la ragazza avrebbe sostenuto l'esame orale della maturità all'istituto commerciale Pacioli di Crema (Cremona).
L'omicidio-suicidio è avvenuto a bordo della Fiat Punto della ragazza sulla quale i due si erano appartati davanti al cimitero di Agnadello (Cremona). In mattinata il giovane aveva acquistato una pistola Glock 9x21 in un'armeria di Milano. Pochi giorni prima aveva ottenuto il porto d'armi per uso sportivo e si era iscritto a un poligono di Milano dove non era mai andato. Entrambi vivevano a Pandino, ma da tempo lei aveva confessato la volontà di troncare il legame alla madre e alla sorella minore con le quali viveva. Gli aveva chiesto una pausa di riflessione perché era stanca delle sue continue scenate di gelosia. Non voleva più né sposarsi né andare ad abitare nell' appartamento che l'ex fidanzato aveva acquistato per entrambi. All'appuntamento fatale Riccardo Regazzetti si è presentato dopo cena con l'arma in tasca.
Forse tra i due è scoppiata una discussione per l'ennesimo rifiuto della ragazza. "E' l'unico modo per restare insieme. O con me o con nessun altro", ha scritto il giovane, dopo aver colpito Debora al torace e all' addome, su un foglio di taccuino trovato sul cruscotto. Prima di spararsi il 28enne ha chiamato il fratello. "Ho fatto una cosa brutta, non riferire niente alla mamma" gli ha detto. Poi ha puntato la semiautomatica alla testa e si è ammazzato. E' stato il fratello di lui ad avvisare il 118. Sul posto sono arrivate l'ambulanza e le prime pattuglie dei carabinieri di Crema e Rivolta d'Adda (Cremona), poi i conoscenti, un gruppo che, poco a poco, è diventato una folla. Una ragazza ha riconosciuto la macchina: "Oddio è quella di Debora, ditemi che non è vero". "Probabilmente, Regazzetti ha avuto la conferma della fine del rapporto", ipotizza il capitano dei carabinieri Antonio Savino, comandante della Compagnia di Crema.






