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Ritrovato piccolo Luca, arrestata infermiera

La rapitrice riconosciuta da un conoscente. 'L'ho trattato bene, voglio anche io un figlio maschio'

08 giugno, 18:42
Annarita Buonocore, la donna che ha rapito il piccolo Luca
Annarita Buonocore, la donna che ha rapito il piccolo Luca
Ritrovato piccolo Luca, arrestata infermiera

NOCERA INFERIORE (SALERNO)  - E' terminato nella tarda serata di ieri, dopo dieci ore di paura per i genitori l'incubo del rapimento del piccolo Luca a Nocera Inferiore, nel Salernitano.

Un ex vicino di casa, un insegnante di Nocera Inferiore, ha permesso agli inquirenti di quadrare il cerchio e di ritrovare il neonato rapito ieri da Annarita Buonocore. E' quanto emerge dalla conferenza stampa in corso in Procura. "Un insegnante ha comunicato - ha detto il procuratore di Nocera, Gianfranco Izzo - di ricordarsi che nel pomeriggio di ieri aveva incontrato la donna e che aveva tra le braccia un neonato".

E' stato poi l'identikit elaborato in modo "perfetto" dalla polizia Scientifica di Napoli su indicazione della madre e della zia del neonato rapito a permettere il riconoscimento. "Si è acquisita infatti una foto della donna, in casa sua, ed è stata portata nel reparto di maternità - ha spiegato il Procuratore di Nocera Inferiore - qui la zia e la madre sono sobbalzate e hanno riconosciuto nella donna la responsabile del rapimento". A quel punto le forze dell'ordine hanno agito molto velocemente, ha continuato Izzo: "Di lì a pochi minuti il bimbo era nelle mani dei carabinieri e della polizia".

Venti uomini fra carabinieri e polizia hanno fatto irruzione nella abitazione di Annarita Buonocore cinque minuti dopo la mezzanotte. Dopo i riscontri e l'individuazione della rapitrice il blitz è stato condotto in via Arturo Petrosini al civico 10, a qualche chilometro dall'ospedale Umberto I. Carabinieri e poliziotti hanno bussato alla porta al settimo piano dello stabile e con le dovute precauzioni sono entrati nell'appartamento. La donna ha cercato di dare delle spiegazioni ma i militari e i poliziotti si sono diretti in camera da letto dove è stato trovato il neonato. Accanto al letto vi era un biberon ed alcuni pannolini che la donna aveva provveduto ad acquistare dopo il rapimento.

PM, DONNA HA TENTATO AVVALORARE GRAVIDANZA - "La donna voleva avvalorare di essere incinta nei confronti di una persona": il procuratore di Nocera Inferiore, Gianfranco Izzo, ha così spiegato il movente che ha spinto Annarita Buonocore a rapire ieri il piccolo Luca Cioffi nell'ospedale di Nocera Inferiore. La donna, è stato spiegato in una conferenza stampa, è stata arrestata in flagranza di reato e risponde di sequestro di persona. Stamattina all'alba è stato trasferita dal commissariato di polizia locale al carcere di Fuorni. Si attende adesso la convalida. Ulteriori indagini sono in corso per accertare i contorni della vicenda.

MAMMA, PERDONO CHI L'HA RAPITO - "Mi dispiace molto per questa persona, perché molto probabilmente non sta bene, non la odio, non provo niente. Sì, la perdono". Sono queste le prime parole di Annalisa Fortunato la mamma a cui ieri era stato rapito il piccolo appena nato. Ancora sofferente dopo il parto cesareo la neomamma ha potuto stanotte riabbracciare il suo bambino.
"E' nato per la seconda volta". Annalisa Fortunato ha espresso così la sua fortissima emozione. Nel suo letto, nel reparto di maternità dell'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, la donna ha raccontato di aver accolto subito il piccolo, ieri sera tardi, dopo il ritrovamento: "Me l'hanno portato qui, l'ho tenuto in braccio, proprio qui", dice indicando il petto. "Stava bene - ha aggiunto - stava benissimo. Dormiva quando é arrivato".

RAPITRICE, LO AVREI RESTITUITO STAMATTINA - Era agitatissima all'inizio, ha negato tutto e si è mostrata molto aggressiva con gli inquirenti, proprio come una criminale. Poi però ha ceduto Annarita Buonocore, l'infermiera di 42 anni che ieri ha rapito il neonato a pochissime ore dalla nascita. A chi l'ha interrogata la donna ha detto che avrebbe voluto restituire alla sua famiglia il piccolo Luca Cioffi stamattina. La donna non ha precedenti penali, né risulta affetta da patologie psicologiche. Madre di due figlie, una di 11 e l'altra di 19 anni, la Buonocore ha alle spalle un matrimonio e una convivenza.

RAPITRICE, VOGLIO ANCH'IO UN MASCHIO - "Ho due figlie femmine e anch'io vorrei un figlio maschio". E' questa una delle frasi della rapitrice riferite dalla mamma del neonato rapito ieri nell'ospedale di Nocera Inferiore agli inquirenti."Se lo trovo bello e fatto - ha aggiunto l'infermiera del Cardarelli - lo allevo".  La donna ha poi portato via il piccolo Luca Cioffi, secondo quanto affermato dalla madre e dalla zia che gliel'hanno affidato, dicendo di doverlo sottoporre ad alcuni accertamenti. Secondo gli inquirenti la Buonocore ha avuto la possibilità di scegliere il neonato nel reparto: non aveva, insomma, puntato la famiglia Cioffi, con la quale non c'era alcun tipo di legame o contatto precedente. Una volta portato a casa il piccolo, hanno confermato gli inquirenti in conferenza stampa, la donna ha sostenuto con le figlie che il neonato le fosse stato affidato da un'amica, e di doverlo tenere per qualche giorno. Una circostanza credibile, ha sottolineato il Procuratore, anche perché la Buonocore è un'infermiera. Secondo quanto è emerso, la Buonocore, non era andata al lavoro negli ultimi giorni, "si era assentata per malattia o per ferie", è stato precisato in conferenza stampa.

RAPITRICE, 'L'HO TRATTATO BENE' - "L'ho trattato bene". Annarita Buonocore si è giustificata anche così con gli inquirenti, che ieri l'hanno fermata per il rapimento del piccolo Luca Cioffi, sottratto alla madre a poche ore dalla nascita nell'ospedale di Nocera Inferiore. "Non voleva fare male al bambino - è stato detto in conferenza stampa, in Procura dagli investigatori -, ci ha detto di averlo trattato molto bene e ha detto anche che era sua intenzione coccolarlo un po' e poi forse anche restituirlo". Nella casa del ritrovamento sono stati rinvenuti pannolini e latte in polvere, il che dimostra che la rapitrice aveva effettivamente accudito il piccolo, ritrovato sul suo letto accanto a lei.

RAPITRICE A FIGLI, ME L'HA DATO UN'AMICA - State tranquilli, il bimbo me l'ha dato un'amica che mi ha chiesto di tenerlo per un periodo". Con queste parole Annarita Buonocore ha spiegato ai due figli di 20 e 11 anni il motivo per cui ieri pomeriggio si è presentata a casa con il piccolo Luca Cioffi, che invece aveva rapito poco prima all'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Quando l'hanno vista rientrare infatti, i due figli - secondo quanto avrebbe raccontato la più grande di loro agli investigatori - sarebbero rimasti sorpresi dal vedere la madre arrivare con un bambino. E alla richiesta di spiegazioni la donna ha risposto di "non preoccuparsi".

"Un'amica - ha ripetuto - mi ha chiesto di tenerlo per qualche giorno, mi ha chiesto di accudirlo". E in effetti Annarita Buonocore ha accudito il piccolo Luca nel migliore dei modi: quando ieri sera gli agenti della squadra mobile e del Servizio operativo centrale sono entrati nella sua abitazione, hanno trovato il piccolo in un lettino nella camera da letto, tranquillo, con accanto tutto il set per un neonato, pannolini, disinfettanti, garze per le medicazioni. Anche i figli della Buonocore sembravano tranquilli: dopo un primo momento di smarrimento, infatti, se ne erano andati a letto e solo l'arrivo degli agenti li ha svegliati. Alla donna si è arrivati grazie al lavoro del pool di investigatori costituito subito dopo il rapimento su indicazione del capo della polizia, Antonio Manganelli. Al caso hanno lavorato gli uomini del commissariato di Nocera, che conoscevano bene il territorio, quelli della squadra mobile di Salerno, dello Sco, della polizia scientifica, e anche dell'Unità analisi crimini violenti (Uacv). La chiave di volta è arrivata grazie alle informazioni fornite dalla madre e dalla zia del piccolo Luca, che hanno consentito agli uomini della polizia scientifica di realizzare un identikit che ricalcava quasi alla perfezione i tratti somatici della rapitrice. Una volta che l'identikit è stato diffuso, immediate sono arrivate le risposte che gli investigatori cercavano: sia un medico dell'Umberto I sia un vicino di casa della Buonocore si sono presentati per raccontare che avevano riconosciuto la donna e che l'avevano incontrata nel pomeriggio, con un bambino in braccio. Il cerchio si è chiuso quando alla mamma di Luca è stata fatta vedere la foto di Annarita Buonocore. "E' lei, non ho dubbi" ha confermato Annalisa Fortunato. Poi il blitz.

PADRE,ADESSO VOGLIAMO TORNARE A NORMALITA' - "Vorrei avere solo la mia normalità, insieme a mia moglie e ai miei figli". Fabio Cioffi, il maresciallo dell'esercito che ieri ha subito il rapimento di suo figlio, appena nato, è oggi molto più disteso quando compare davanti alle telecamere e alla stampa. Chiede a tutti di rispettare la convalescenza della moglie, che ieri ha subito, dopo il parto cesareo, un grosso trauma, quando le è stato portato via il bambino. "Ci avete dato una mano anche voi - ha detto ai giornalisti - vi ringrazio, e anche mia moglie ringrazia tutti. Ha ringraziato tutto il mondo, attraverso di me. Annalisa sta meglio, ma è ancora molto stressata, e non ha voglia di vedere molta gente". La coppia attende che il piccolo Luca sia portato in camera: "Non è ancora arrivato, proprio perché c'é troppo caos - ha spiegato - e ovviamente questo non fa bene ai bambini. Sta bene però, mangia, dorme, fa tutto quello che devono fare i neonati della sua età. E lui vi ricordo che ha due giorni".

LA FINE DI UN INCUBO - E' durato dieci ore l'incubo del piccolo Luca Cioffi, il neonato rapito nel primo pomeriggio dall'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore: gli uomini della squadra mobile e del Servizio operativo centrale della Polizia lo hanno riconsegnato sano e salvo ai genitori dopo un blitz in un appartamento della cittadina in provincia di Salerno. A rapirlo è stata una donna, Annarita Buonocore, infermiera di 42 anni in servizio al Cardarelli di Napoli e madre di due figli.

La svolta delle indagini è arrivata nella serata, quando un medico dell'Umberto I si è presentato dalla polizia: "io quella donna la conosco", ha detto agli agenti dopo che la polizia scientifica aveva fatto circolare l'identikit dell'infermiera che tra le 13 e le 14 era entrata nella stanza di Annalisa Fortunato, la madre del piccolo e, con la scusa di dover effettuare una medicazione, lo aveva portato via. Una donna sui 35-40 anni, capelli castani legati dietro la testa, occhi marrone chiaro, pelle olivastra, occhiali, divisa da infermiera e scarpe da ginnastica. Il medico ha spiegato che nel pomeriggio, quando è uscito dall'ospedale, ha incrociato una donna che conosceva e che stava andando via con un bambino in braccio. Lì per lì non ha fatto caso a quanto visto ma quando è stato diffuso l'identikit ha capito cosa era successo, ha riconosciuto la donna ed ha immediatamente avvertito la polizia, spiegando che la persona che stavano cercando era Annarita Bonocore, un'infermiera del Cardarelli, ma che vive a Nocera, con qualche problema psicologico. A quel punto i poliziotti sono tornati dalla mamma di Luca e le hanno mostrato le foto della Buonocore: Annalisa Fortunato è sbiancata, riconoscendo immediatamente in quelle immagini la donna che nel pomeriggio - con modi gentili - le aveva prima regolato la flebo e poi si era portata via suo figlio. Venti minuti dopo, attorno alla mezzanotte, è scattato il blitz: agenti della squadra mobile di Salerno e dello Sco hanno fatto irruzione nell'appartamento della donna, al settimo piano di un palazzo in via Arturo Petrosini. Annarita Bonocore è stata immediatamente bloccata, prima ancora che riuscisse a rendersi conto di quanto stesse accadendo. Luca era in un lettino, tranquillo: la donna lo aveva accudito per tutto il pomeriggio. "Era in ottime condizioni - ha spiegato il questore di Salerno Vincenzo Roca - e la donna aveva anche del latte in polvere da dargli. Aveva anche esperienza in materia sanitaria e come madre di due figli".

Quello di Annarita Buonocore non è stato comunque un gesto improvvisato: la donna aveva preso un periodo di congedo dal lavoro di 10 giorni, segno che nonostante i problemi psicologici avesse ben chiaro cosa intendeva fare. Portata in commissariato e interrogata dagli inquirenti, Bonocore non ha però al momento ancora spiegato i motivi di un gesto così folle. Agli investigatori ha fornito una versione che non convince affatto: il bimbo, ha detto, "me l'hanno portato per accudirlo". Per questo sono stati avviati una serie di accertamenti finalizzati ad individuare eventuali complici o comunque responsabilità di altre persone che potrebbero averle dato una mano. Perché, è questa la convinzione degli inquirenti, è chiaro che non è possibile nascondere a lungo - soprattutto ai familiari più stretti - la presenza di un bambino in casa. Ma questo si saprà nei prossimi giorni. Per cercare di capirlo gli investigatori hanno polrtato in commissariato anche la figlia ventenne, che poi è stato però rilasciata: nei suoi confronti non sarebbe emersa alcuna responsabilità. Quel che conta, oggi, è che Luca è tornato dai suoi genitori.

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