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Pedofilia: arrestato sacerdote nel Milanese

L'uomo, di 73 anni, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino

27 maggio, 08:33

MILANO - Un altro episodio che scuote il mondo eccelsiastico milanese, dai contorni ancora tutti da chiarire a causa del muro di silenzio opposto da investigatori e inquirenti. E' l'arresto con l'accusa di violenza sessuale ai danni di minori di una sacerdote di 73 anni, della Diocesi di Lodi, Domenico Pezzini. Il sacerdote, arrestato ieri dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino straniero che all'epoca dei presunti abusi aveva 13 anni. La relazione con il ragazzo, che ora è maggiorenne, sarebbe proseguita fino a quando questo ne ha avuto 16. Inizialmente Don Pezzini lo avrebbe aiutato economicamente e a studiare ma, una volta che il giovane è stato portato in comunità, agli educatori che lo vedevano ombroso e inquieto ha cominciato a raccontare il presunti abusi. Nel corso di una perquisizione in casa del sacerdote, a Milano, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico, nell'ambito di un'inchiesta che prosegue da alcuni mesi condotta dal pm Cristiana Roveda e dal procuratore aggiunto Pietro Forno.

Don Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale, in particolare, dagli anni '80, e' animatore di gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all'omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Gruppi attivi in diverse città d'Italia e trasversali a tutte le chiese italiane e che dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti. Don Pezzini è stato docente di linguistica inglese all'Università di Verona ed è stato uno dei fondatori del primo gruppo detto 'Gruppo del Guado', nato nel 1980 da un'esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo 'La Fonte' che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un'integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. Il sacerdote non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano ma, pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiedeva nel capoluogo lombardo.

Don Domenico Pezzini, tra l'altro, è autore del libro 'Alle porte di Sion' che raccoglie diverse esperienza autobiografiche di uomini e donne ommosessuali, accomunicati da una sincera fede in Cristo. Testimonianze desiderose di poter conciliare la fede nel Vangelo con l'insegnamento della Chiesa, nella quale cercano di trovare uno spazio di ascolto e di condivisione. Così finisce uno dei tanti suoi scritti sulla omosessualità non accettata dalla Chiesa cattolica "Vivere da omosessuali è un diritto, certo, ma è anche e soprattutto un impegno".

SGOMENTO TRA CHI LO CONOSCE. IL VESCOVO DI LODI: COLTI DI SORPRESA - In attesa che don Domenico Pezzini raccontì venerdì al gip la sua verità oggi è stato il giorno della riflessione tra chi conosce il sacerdote arrestato con l'accusa di aver avuto rapporti sessuali con una ragazzo straniero di 13 anni. Il vescovo di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi, alla cui diocesi don Pezzini appartiene anche se non ha mai avuto alcun incarico, si dice "amareggiato" per la notizia del suo arresto che "ci ha colto completamente di sorpresa". Alla vicenda, ha spiegato, "guarderemo nella naturale fiducia verso la magistratura civile". "Don Pezzini - ha specificato mons. Merisi -, ordinato a Lodi, vive fuori dalla diocesi dal 1968" e "risiede e opera a Milano da oltre quarant'anni e non ha incarichi nella nostra diocesi di Lodi. Nonostante ciò siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in più che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la magistratura civile".

I componenti de 'Il Guado', il gruppo di ricerca su fede e omosessualità del quale don Domenico Pezzini era stato fondatore, esprimono "incredulità" dopo aver appreso del suo arresto. In un messaggio riportato sul sito del gruppo raccontano che "la prima reazione che proviamo è quella dell'incredulità. Se infatti è vero che le nostre strade si sono separate più di venticinque anni fa è anche vero che la nostra stima nei suoi confronti è ancora grande: di lui apprezziamo il lavoro instancabile che ha fatto con centinaia di omosessuali credenti che ha aiutato a conservare la fede". Gli esponenti de Il Guado ricordano i "ripetuti interventi con cui ha saputo affrontare il tema dell' omosessualità declinando in maniera esemplare la fedeltà al Vangelo e il rispetto per le persone che la vivono in prima persona" e "i numerosi libri di spiritualità che l'hanno fatto diventare un conferenziere molto apprezzato non solo nella chiesa italiana, ma anche fuori d'Italia". "La notizia che una persona che gode della nostra stima è stata arrestata con un'accusa grave - concludono - ci lascia quindi increduli e frastornati. Facciamo fatica a pensare a lui come al responsabile di un reato così odioso e così vigliacco come quello di cui viene accusato. In attesa di conoscere la verità su questa vicenda dolorosa crediamo che la prima cosa che dobbiamo fare è quella di pregare nella speranza che si tratti comunque di un grosso equivoco".

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