G8, Mantovano: i poliziotti resteranno al loro posto
"La Cassazione ristabilira' l'esatta proporzione di cio' che e' successo"
19 maggio, 19:27
GENOVA - I funzionari di Polizia condannati in appello per i pestaggi alla Diaz durante il G8 di Genova resteranno al loro posto, dice il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. ''Questi uomini - prosegue - hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell'Interno''.
Quella della corte d'Appello di Genova, aggiunge il sottosegretario, ''e' una sentenza che non dice l'ultima parola, in quanto afferma l'esatto contrario diquanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andra' alvaglio della Corte di Cassazione''. Questo non significa, prosegue ''che alla Diaz non sia successo nulla, ma la sentenza di primo grado aveva individuato delle responsabilita' e distinto le varie posizioni''. E dunque, sottolinea Mantovano, sono ''ragionevolmente convinto che la Cassazione ristabilira' l'esatta proporzione di cio' che e' successo, sciogliera' ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione''. I funzionari della Polizia di Stato, conclude, ''resteranno quindi al loro posto, che non si limitano ad occupare, svolgendo il loro ruolo con grande responsabilita' e dedizione, rispetto al quale ci puo' essere solo gratitudine da parte delle istituzioni''.
MARONI, FIDUCIA IN PERSONE COINVOLTE - "L'opinione ufficiale del Viminale é stata già espressa dal sottosegretario Mantovano. La sottoscrivo al 100%, non ho niente da aggiungere se non ribadire la fiducia per le persone che sono state coinvolte e confermare le opinioni espresse e le valutazioni del Viminale". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle condanne dei vertici della polizia per le vicende del G8 di Genova. Maroni ne ha parlato a Bari dove ha tenuto una conferenza stampa a conclusione della riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia delle province di Bari e Foggia. Alla riunione ha partecipato, tra gli altri, anche il capo della polizia, Antonio Manganelli.
IRRUZIONE ALLA DIAZ: CONDANNATI IN APPELLO I VERTICI DI POLIZIA - La Corte d'appello ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla sanguinosa irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova ed ha condannato anche i vertici della Polizia di Stato, infliggendo in totale circa 85 anni di reclusione.
Il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri e' stato condannato a quattro anni, l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque anni, l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi (oggi all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a quattro anni, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a tre anni e otto mesi, l'ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi. Altri due dirigenti della Polizia, Pietro Troiani e Michele Burgio, accusati di aver portato le molotov nella scuola, sono stati condannati a tre anni e nove mesi. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali. Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.
Il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri e' stato condannato a quattro anni, l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque anni, l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi (oggi all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a quattro anni, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a tre anni e otto mesi, l'ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi. Un altro dirigente della Polizia, Pietro Troiani, accusato di aver portato le molotov nella scuola, e' stato condannato a tre anni e nove mesi. Dalla stessa accusa e' stato invece assolto Michele Burgio. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali. Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.







