Crollo edificio a Napoli trovato secondo corpo
E' polacco come la donna trovata ieri
25 aprile, 18:35
NAPOLI - E' polacca anche la seconda vittima del crollo della palazzina fatiscente, avvenuto ieri in via Emanuele Gianturco a Napoli. Si chiama Schevchek ed e' l'uomo del quale la comunità di Sant'Egidio non aveva notizie dalla sera prima dell'incidente. Lo ha reso noto la stessa comunità di Sant'Egidio dopo aver incontrato Sophia, una delle due persone sopravvissute al crollo del solaio. "Sophia ci ha detto che è Schevchek - dice Antonio Mattone, portavoce della Comunità - ma il suo vero nome è Ceslavs. Era con loro dalla sera prima del crollo e anche lui, come gli altri, aveva trovato rifugio in quell'edificio da un po' di tempo".
Ieri era stata trovata morta sotto le macerie Aleksandra Kwiatkovska, 56 anni, originaria di Poznan, in Italia da 15 anni.
L'uomo trovato oggi, 50 anni, era in Italia da dieci anni dove si arrangiava facendo qualche lavoretto. "Schevchek faceva l'operaio a giornata - dice Mattone - andava di mattina agli incroci e aspettava di poter lavorare. Non sappiamo molto di lui perché era un tipo taciturno, chiuso". Solo tre anni fa ha incontrato gli operatori della Comunità di Sant'Egidio che hanno cominciato a prendersi cura di lui: "Non ha mai imparato a parlare bene l'italiano, solo qualche parola - racconta chi l'ha conosciuto -. Ma capiva e si faceva capire".
L'ultima volta Schevchek è stato visto martedì sera. "Di sera siamo andati a portar loro da mangiare - aggiungono -. Come tutti i martedì, facciamo il giro dei posti in cui sappiamo di trovare persone in difficoltà, non solo a Gianturco, ma anche in altre periferie della città". E Schevchek era lì, nella palazzina in via Gianturco, con Aleksandra, l'altra vittima del crollo, Sophia e Darius, i due estratti illesi dalle macerie e Taddeus, tutt'ora ricoverato all'ospedale Loreto Mare di Napoli e giudicato fuori pericolo.







